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La voce di Steve Jobs

Pubblicato: 10 set 2009 da Marcello Majonchi


E’ una voce diversa, nuova, quella che risuona dal palco dello Yerba Buena Center di San Francisco. Una voce che non è semplicemente rotta dall’emozione di un minuto di standing ovation, ma racconta una storia, un’avventura umana che supera di gran lunga le sfide del business, della comunicazione, del marketing.

E’ una voce che agli osservatori più anziani, coloro che seguono le cose di Apple da qualche lustro e cominciano ad avere qualche capello bianco sulla testa, ricorda la metà degli anni’90.

Ricorda l’umiltà e la determinazione con cui Steve Jobs trasformò il fallimento commerciale di NeXT, l’azienda che aveva fondato dopo aver abbandonato Cupertino a metà degli anni ‘80, in un arrembante marcia di salvataggio e rifondazione.
Allora, grazie al supporto di ex-nemici e di amici, Jobs rimise in discussione la storia personale di migliaia di persone fornendo loro nuovi stimoli e una visione del futuro talmente forte da non avere precedenti nella storia della Silicon Valley.
Capì, e riuscì a trasmettere con straordinaria energia, che il futuro non poteva passare per i soli bit e byte, ma doveva essere alimentato da una filosofia rivoluzionaria, da una visione totalmente nuova del mondo e del business.

Apple non solo doveva ricominciare a fare i prodotti più belli e migliori, ma doveva trasmettere ai propri clienti un nuovo modo di utilizzarli.
Un Mac non era semplicemente uno strumento di lavoro o svago, ma un mezzo per tradurre in fatti la propria creatività, per trarre piacere dalla fredda esperienza informatica, per restare in contatto con i propri cari.
Uno strumento complesso per semplificare la vita di tutti noi, il mezzo migliore per tirare fuori il meglio dalle persone.
Qui risiedeva quella filosofia che si sarebbe tradotta in una delle più importanti campagne di marketing della storia: Think Different. Non voleva essere una filosofia di prodotto, ma una filosofia di vita. Pensare in modo creativo e non lineare, raggiungere il proprio obiettivo non seguendo la strada più breve o più produttiva, ma quella più ricca di stimoli ed idee.

Oggi c’è sicuramente più stanchezza, in quella voce, c’è un dramma personale e una testimonianza importante: una lezione di vita che prescinde dal lancio di nuovi prodotti, di line-up natalizie e strategie per l’e-commerce. Nei primi 3 minuti della presentazione c’è l’intera storia di una persona che ha fatto la storia di questo mondo, che è caduto, si è rialzato, ha vinto, ha perduto, ha sconfitto i propri demoni, ha affrontato le proprie debolezze.
C’è la storia di tantissime persone che, come Steve Jobs, vivono grazie alla generosità del prossimo, e che sentono la responsabilità di essere all’altezza del privilegio che hanno avuto, del sacrificio di cui hanno beneficiato.
Cercano di vivere meritandoselo, per guadagnarsi quella legittimazione che noi tutti diamo per scontata.

C’è chi sicuramente criticherà questo corsivo, ritenendolo retorico e, soprattutto, eccessivo in un contesto, il nostro, in cui fondamentalmente si parla di processori, telefonini, servizi, software.
Costoro, dimenticano, tuttavia, che dietro a quei processori, quei telefonini, quei servizi e quei software, non ci sono solo freddi chip, aridi sensori e scarne righe di codice: ci sono persone, ognuna delle quali con la propria dedizione, il proprio entusiasmo, la propria voglia di emergere e fare qualcosa di importante, qualcosa che conti nella propria vita.
E questo, non scordiamolo mai, non è limitato alla sola Apple Inc., non è nemmeno limitato al solo mondo dell’IT e alla Silicon Valley, ma vale per ogni piccolo ambito commerciale, produttivo ed istituzionale del mondo.
Il merito di Steve Jobs ed Apple è, semmai, quello di essere stati in grado di trasmettere tutto questo attraverso i propri prodotti, il proprio business; ma indipendentemente dal nostro gradimento per i prodotti con la mela, anche e soprattutto se non dovessimo mai compare un iPod, un iPhone, un Mac, l’insegnamento, la testimonianza, sono lì, gratuiti, alla portata di tutti.
Sta a noi coglierli, e trasferirli nella nostra esperienza personale.

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Ashitaka

    Ashitaka

    10 set 2009 - 09:10 - #1
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    mah…possibile che anche la vita di Steve Jobs l’uomo debba diventare materiale di marketing? eppure Jobs per primo ha sempre separato o almeno cercato di separare nettamente al sua figura professionale da quella privata.
    Forse l’unica vera lezione qui era questa. Imparare che non tutto è commerciabile.
    Che le vicissitudini personali di Steve Jobs sono le medesime di milioni di persone che di eroico hanno solo la capacità di cercare di vivere come meglio sanno.
    Io la pianterei con sta retorica di voler vedere la persona qualunque nell’eroe, piuttosto cercate gli eroi nelle persone qualunque. Basta uscire di casa.
    E spegnete la televisione.

  • Profilo di Black Tiger

    Black Tiger

    10 set 2009 - 09:21 - #2
    -1 punto
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    La domanda è se riusciranno ma tenere la rotta anche quando Steve non ci sarà più…

    Non vorrei essere troppo pessimista, ma nei mesi della sua assenza ho notato che Apple si stava trasformando in una sorta di HP dal design innovativo… Il che è veramente preoccupante…

  • Profilo di ducadicrespo

    ducadicrespo

    10 set 2009 - 09:24 - #3
    1 punto
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    non credo sia sempre obbligatorio fare commenti ai post. in questo poi mi sarebbe piaciuto vedere uno “0 commenti”.
    Cmq, visto che ci siamo, condivido pienamente il post e anche il primo commento perché credo sia importante tenere gli occhi aperti, il cervello acceso e prendere il meglio dalle persone che ci circondano, che siano famose o meno.

  • Profilo di frittino

    frittino

    10 set 2009 - 09:32 - #4
    -1 punto
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    A mio modesto parere penso che un’azienda di 32,000 dipendenti non dipenda + da un uomo solo. Sicuramente Steve è stato indispensabile nel “traghettare Apple verso la rinascita”, ma oggi, dopo + di 10 anni di “cura Jobs” penso che l’azienda sappia reggersi sulle sue solide fondamenta.

  • Profilo di Mat@Mac

    Mat@Mac

    10 set 2009 - 09:43 - #5
    -1 punto
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    Caro Ashitaka hai ragione a dire “possibile che anche la vita di Steve Jobs l’uomo debba diventare materiale di marketing? ” ma di certo non è stata Apple a farne materiale bensì chi ci ruota intorno perchè non c’è occasione più ghiotta per un azionista, e per i media che speculare sulla salute dell’uomo immagine di Apple. Quindi è normale e naturale, l’han fatto in Italia con i fatti privati del Premier e lo fanno tutti i giorni nel resto del mondo, quindi se non t’aggrada ribellati con i media. E cmq Jobs ha dovuto rispondere a queste provocazioni, pur mantenendo un certo distacco da ciò che era la sua posizione in azienda. Per quanto riguarda i milioni di persone al mondo che lottano vivono e soffrono ogni giorno hai ragione ma questo non è un blog dove si parla di persone del mondo, certo esistono e sono eroi anche loro, qui si parla di Apple e non mi pare una cosa da nulla ciò che ha passato il suo CEO. Fidati e lo so per esperienza familiare che un operazione al Pancreas ti devasta non solo fisicamente ma anche cerebralmente, e sebbene abbia potuto godere delle migliori cure e tutto ciò che vuoi, avrebbe comunque potuto bellamente defilarsi dalla sua azienda, perchè non mi sembra che di soldi gliene manchino, sarebbe potuto andare in pensione. Invece in poco tempo (xk sono pochi pochi mesi) ha ripreso ad apparire sul palco che, sebbene a te magari non risulti, ma provoca stress e tensione che di certo gravano sulle sue ancora labili condizioni. quindi le tuo apprezzabili parole: “Io la pianterei con sta retorica di voler vedere la persona qualunque nell’eroe” risuonano di un inutile cameratismo perchè totalmente fuori da ciò che marcello voleva trasmettere.
    Detto questo Marcello complimenti bell’articolo, sono questi gli articoli che vanno letti, non quelli che ovunque posso trovare!
    GRAZIE

  • Profilo di Dottor Marvin

    Dottor Marvin

    10 set 2009 - 10:20 - #6
    0 punti
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    connecting the dots guys

  • Profilo di oracolo81

    oracolo81

    10 set 2009 - 10:43 - #7
    0 punti
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    ragazzi.. mi sono emozionato veramente. Per me quest’uomo significa molto anche per la sua filosofia di vita e sono davvero felice si stia riprendendo!

  • Profilo di GianL

    GianL

    10 set 2009 - 10:50 - #8
    0 punti
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    Sempre Sia Lodato (io sono fra quelli che trovano l’articolo un po’ troppo agiografico…)
    Steve è un grandissimo uomo di Marketing, con grandi doti di leadership che ha saputo mettere assieme coordinandoli gran teste da Nerd affinchè producessero qualcosa di utile e bello e che funziona.
    Insomma un grande dirigente _e_ imprenditore ma sul rivoluzionario avrei da ridire.

  • Profilo di il_vate79

    il_vate79

    10 set 2009 - 10:51 - #9
    1 punto
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    A me questo articolo è davvero piaciuto!!!!

  • Profilo di AlphaRex

    AlphaRex

    10 set 2009 - 11:20 - #10
    2 punti
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    O_O sono spaventato da questo articolo, cioè per tutti voi jobs è divino, santo, etc…
    O_O mi fate paura… :(
    adoro i prodotti con la mela, ma non voglio diventare come voi…sigh…

  • Profilo di frittino

    frittino

    10 set 2009 - 13:16 - #11
    1 punto
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    Addirittura 2- per il mio commento :-) … ma come può una multinazionale dipendere da un uomo solo ??? Steve è un grande, ma per chi mi ha messo i “-” … pensate forse che gli altri 31,999 impiegati siano tutte delle zucche vuote ? Boh.

  • Profilo di Ashitaka

    Ashitaka

    10 set 2009 - 15:19 - #12
    2 punti
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    mat@mac la mia osservazione infatti riguardava il media melablog non certo a Apple che non ho neppure citato. Prenderei anche, e di molto, le distanze tra i fatti etici e morali che possono riguardare un rappresentate politico con le vicissitudini mediche di un imprenditore di azienda. Non vedo nessun nesso tra le due cose.

    Trovo anche io un bell’articolo quello di Marcello, ma a mio modo di vedere fuoriluogo se la funzione di questo blog è quella appunto di parlare proprio come dici tu dell’azienda Apple, e non di telenovelizzare le gesta comuni di uno dei suoi dirigenti. E sottolineo comuni, perchè se di eroico ha qualcosa Jobs può essere stata la sua fede nell’aver portato avanti negli anni le idee guida del “suo” prodotto Apple, non certo il fatto di aver convissuto con una malattia più o meno grave. Quello lo fanno già milioni di persone sul pianeta senza tante celebrazioni. E’ patetico voler correlare le due cose.

    Se Steve Jobs fosse stato il tabaccaio sotto casa credi che l’aver convissuto con la sua malattia lo avrebbe reso meno eroico? e cosa c’è di tanto eroico nel voler vivere nonostante tutto? l’eroe sceglie di intraprendere delle azioni guidate da ideali etici e morali. La gente normale vive e in certe circostanze se è costretta sopravvive.
    Ma questo non c’entra niente con l’essere un dirigente di un azienda di successo.
    Sempre secondo me, poi ognuno la pensi come vuole chiaramente.

  • Profilo di luigimin

    luigimin

    10 set 2009 - 20:40 - #13
    0 punti
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    …e si scoprì che il donatore era un giovane dipendente Microsoft o forse ex-dipendente facente parte di quei 5000 licenziati dell’ultimo periodo…

    Si….questa è proprio cattiva….. :(

  • Profilo di markk0

    markk0

    11 set 2009 - 07:01 - #14
    1 punto
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    @AlphaRex: pensa che ci sono addirittura persone che seguono supinamente tutte le sciocchezze che dice un anziano tedesco sempre vestito di bianco, che abita a Roma e che sostiene di parlare con un uomo invisibile…

    ;-)

  • Profilo di davidz

    davidz

    12 set 2009 - 10:08 - #15
    0 punti
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    12: come sembra suggerire ciò che scrivi, ogni uomo comune è un eroe in certe occasioni. Se parlare della vicenda di uno serve a celebrarlo in modo agiografico e acritico sono anch’io in disaccordo… ma se serve anche a ricordare (a chi sa pensare con la propria mente) che tante, troppe persone contemporaneamente stanno vivendo le stesse vicissitudini personali, forse non è per nulla controproducente… fa solo riflettere un po’… so che lo sappiamo tutti, ma pensare non fa mai troppo male…

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