Khalid Shaikh non è mai stato un imprenditore informatico regolare o canonico. Come ultima fatica aveva messo su la Perfect Acumen, una start up da 25 dipendenti (tutti ingegneri pakistani) per battere probabilmente ogni record in fatto di prolificità nel settore applicazioni per iPhone: più di 5 al giorno venivano regolarmente approvate da Apple (ok, alcune ci mettevano settimane, ma infine erano regolarmente presenti su iTunes), per un totale di 900 e più, in 250 giorni di vita dell’azienda.
Cosa produceva Perfect Acumen? Perlopiù (in realtà, esclusivamente) piccolissime app capolavori di SEO interna al motore di App Store, che non facevano altro che formattare in stile app di terze parti iPhone contenuti presi dal web (”Aggiornamenti sulla cura per la pelle”), per cifre alte anche per un’app “di concetto”: spesso 5 $.
Era tale l’esposizione di cui godevano i titoli delle app, che Khalid fatturava migliaia di dollari al giorno. Ora, da un giorno all’altro, e senza alcun preavviso né motivazione meno generica di “copyright infringement”, Apple ha spazzato via dal suo App Store quelle 900 applicazioni, tutte un tempo regolarmente approvate, e di fatto ha ucciso il business messo su da Shaikh. D’accordo, non erano app geniali, ma che ne pensate di questo modo di operare? Che App Store stia veramente diventando l’anello che non tiene di anni ed anni di scelte azzeccate, da parte di Apple?
Su MobileCrunch trovate anche il testo completo della lettera con cui Apple ha notificato a Khalid Shaikh e al suo team il bando da App Store.
Robymart
04 ago 2009 - 14:05 - #1Questa news è scritta davvero male Sig. Stefano.
Dani_Dan
04 ago 2009 - 14:08 - #2“Che App Store stia veramente diventando l’anello che non tiene di anni ed anni di scelte azzeccate, da parte di Apple?”
Scusate ma proprio non la capisco questa frase, non è per criticare ma proprio non la comprendo.
Sherry Haibara
04 ago 2009 - 14:20 - #3Non vorrei dire, ma io appoggio Apple in questo caso.
Far pagare 5$ un’applicazione che, di fatto, è poco più di un RSS reader (probabilmente copiato da altri, visto che su Google si trovano i sorgenti già fatti per questo tipo di applicazione) che prende un contenuto dal web e lo renderizza.
Sforzo? Praticamente nullo. Creatività? Zero. Prezzo? Esorbitante. E per di più erano oltre 900 le applicazioni di questo tipo, una quantità tale che si potrebbe persino definire “spam” all’interno di App Store.
È vero, tecnicamente finché c’è qualcuno che le compra dovrebbe essere tutto regolare, ma qui si sta lucrando sul lavoro che è stato fatto da altri (cioè dagli autori delle web app stesse) a un livello che è quasi da frode.
Poi vi lamentate che su App Store ci sono troppe applicazioni inutili: per una volta che Apple fa la decisione giusta (non capita spesso, tra le tante rimozioni ingiustificate) e stronca un business che sta sul filo della legalità, le date contro. Bah! :|
Sherry Haibara
AXE2
04 ago 2009 - 14:20 - #4secondo me e’ da sciocchi fondare la propria azienda, esclusivamente sulla permanenza sull’app store, che resta di apple ed apple puo’ farci quello che vuole, fino a revocare i permessi e bandire le applicazioni (in vista magari di accordi con altre società o congiunture politico/diplomatiche etc.). se basi la tua sopravvivenza su di un solo canale sul quale non hai controllo prima o poi te lo devi aspettare… meglio era che quest’azienda avesse cercato di vendere prima i suoi prodotti, diversificandoli per target e per canale di distribuzione.
_ndrè_
04 ago 2009 - 14:22 - #5io dico solo: finalmente.
Moltissime della applicazioni di Shaikh infrangevano copyright, come ad esempio iDoom… una raccolta di file audio campionati da doom e doom 2. Chiaramente orientata a rastrellare i soldi di utenti sprovveduti che pensavano di comprare il gioco.
O iShooter o qualcosa del genere, con la stessa icona del gioco Shooter, un’altra raccolta di suoni.
Per non parlare dei giochi del 15 con le foto di Scarlett Johansson o altre star, ovviamente prese dalla rete… potrei sbagliarmi, ma secondo voi ha mai pagato i diritti per l’utilizzo di questo tipo di materiale?
Non dovevano essere accettate già in partenza, ma aver posto rimedio è già un passo avanti.
G (che si è deciso a registrarsi)
04 ago 2009 - 14:27 - #6Scusate eh, ma almeno in questo caso, secondo me hanno fatto bene.
PS: “copyright infringement” non è vago, significa che qualcuno ha fatto usa specifica accusa per violazione dei copyriights, e, vedendo che questo sviluppatore aveva probabilmente molte accuse hanno deciso di bannarlo dall’app store rimuovendo le suo 900 app che non fanno niente, e come ho già detto credo che abbiano fatto bene per una volta.
_ndrè_
04 ago 2009 - 14:41 - #7qui la descrizione di iDoom, che non era certo un RSS reader, valutate voi se il copyright infringement reggesse o meno.
http://appbeacon.com/apps/047386/idoom
dai link sulla destra si può accedere ad altre sue perle (non so fino a quando, magari le pagine verranno rimosse visto che le app non ci sono più).
Felice Griffi
04 ago 2009 - 14:42 - #8il software spazzatura è ritornato al suo paese natale :-)
giovanni de stefano
04 ago 2009 - 14:43 - #9Anche se non so se si possa dire propriamente che le applicazioni in questione fossero applicazioni a carattere di spam puro e semplice (non sarebbero state approvate per l’App Store, suppongo), devo chiarire qui che la mia posizione non era di difesa del pakistano in questione.
Quando una policy è violata è violata, e gli sviluppatori firmano un contratto con Apple. Solo, notavo (forse dando adito a qualche fraintendimento) come fosse accaduto che della violazione della policy da parte di 900 app Apple non si sia resa conto che dopo 250 giorni dal lancio della “capostipite”.
_ndrè_
04 ago 2009 - 14:46 - #10@giovanni de stefano
si, ma il tuo inciso tra parentesi “in realtà, esclusivamente” è errato, come ho documentato sopra, e fa apparire il pakistano più innocente di quanto non fosse.
fanboy-apple
04 ago 2009 - 15:15 - #11La motivazione è chiara:
“Apple has informed you of numerous third party intellectual property complaints concerning over 100 of your Applications and reminded you of your obligations to obtain the necessary rights prior to submission of your Applications. Nevertheless, we continue to receive the same or similar types of complaints regarding your Applications despite our repeated notices to you. The persistent nature of such complaints has led us to conclude that you are entering into the representations and warranties in the iDP Agreement in bad faith by misrepresenting that you have all the necessary rights for your submissions.”
E’ bandito non perchè fa applicazioni inutili, ma perchè infrange regolarmente dei copyrights nonostante le 100 segnalazioni.
L’accusa è grave e niente affatto generica, se non è vera l’autore dovrà solo citare Apple e farci bei soldi sopra.
fanboy-apple
04 ago 2009 - 15:17 - #12giovanni de stefano:”Quando una policy è violata è violata, e gli sviluppatori firmano un contratto con Apple. Solo, notavo (forse dando adito a qualche fraintendimento) come fosse accaduto che della violazione della policy da parte di 900 app Apple non si sia resa conto che dopo 250 giorni dal lancio della “capostipite”.”
Si, qui ti quoto, non vedo perchè questo abbia diritto a ben 100 avvisi e altri vengano cassati prima di uscire.
Napo Aperol
04 ago 2009 - 18:20 - #13Ahn, allora non sono io che non capivo una mazza mentre leggevo, pensavo di essere diventato rimbambito…
Moftro
04 ago 2009 - 19:17 - #14Qualcuno potrebbe riscrivere l’articolo in italiano? grazie.
sampei1000
04 ago 2009 - 21:30 - #15Giovanni di Stefano
per una volta che dovete elogiare Apple veramente e a ragione..non lo fate
siete il blog più strano della rete su Apple