Questo interessante video che mostra il processo produttivo di un drive SSD 1,8″ da 128Gb è un ottimo spunto per commentare il pensiero di Gartner, nota società di analisti che spesso si occupa delle “cose” di Cupertino, circa la prospettiva di vedere entro un anno solo drive SSD nei MacBook Pro.
Se, da un lato, questa mossa potrebbe apparire prematura (molti sostengono che i tradizionali drive magnetici abbiano ancora qualche “cartuccia da sparare”) la rapida riduzione del costo dei dischi solidi potrebbe accelerare la transizione.
Il MacBook Air, è fin troppo ovvio, sarebbe il primo prodotto a vedere un gamma priva di dischi tradizionali, seguito dai modelli “Pro”: le versioni principali saranno tutte dotate di drive a stato solido, mentre solo in opzione build-to-order sarà possibile scegliere alcuni selezionati modelli di drive magnetici, nei tagli maggiori disponibili sul mercato, ovvero 500Gb e, probabilmente, gli ultimi 2,5″ da 1Tb.
Apple, infatti, non può dimenticare le esigenze di un buona fetta della propria utenza che necessità di un notevole spazio di storage: indipendentemente dal prezzo, fino a che non arriveranno SSD di capacità superiore, i dischi tradizionali non scompariranno del tutto.
[via Macbidouille]
Apple side effects
29 lug 2009 - 12:31 - #1Che voce odiosa. Quanta manualità comunque nel testing e nel packaging.
MACchia bianca
29 lug 2009 - 12:48 - #2“certi utenti”…..che stupidagini. Un utente Pro, o con final Cut o con Logic già occupa sul proprio macbook pro dai 100 ai 200gb, poi ci sono gli altri programmi, gli archivi, qualche sputo d musica per rilassarsi, le foto…….
Ciccio
29 lug 2009 - 15:25 - #3quoto: non credevo ci fossero ancora così tante operazioni fatte “a mano”, ma d’altronde bisogna pensare che in Cina costa meno pagare un tot di addetti che comprare un macchinario che faccia la stessa cosa…e tutto sommato è un bene, sennò chissà quanta gente non avrebbe di che vivere = …e noi compriamo…
Cirano
29 lug 2009 - 17:57 - #4Anche io sono allibito nel vedere quanta parte della catena produttiva sia ancora non automatizzata. Voglio sperare che cio’ sia dovuto alle dimensioni di quella specifica azienda, altrimenti occorrono secoli per avere un drive SSD pronto.
Le fasi di testing le pensavo fatte in modo seriale, con piu’ unita’ collegate nello stesso istante ad un unico computer. Per non parlare della fase di packaging: nel video sembra di tornare alla preistoria.