Logo Blogo

Google Chrome OS: Schmidt potrebbe lasciare Apple

Pubblicato: 09 lug 2009 da aWilito


La questione era nell’aria da tempo e potrebbe aver assunto proporzioni insostenibili, almeno per il diritto statunitense. L’annuncio di Chrome OS amplifica e rafforza infatti un conflitto d’interesse senza pari, nel mondo dell’informatica, che potrebbe causare l’uscita del CEO di Google Eric Schmidt dal consiglio d’amministrazione Apple.

In seguito all’apertura delle indagini anti-trust, e dopo aver affermato di non voler abbandonare Apple, ora Schmidt potrebbe trovarsi davanti una bella gatta da pelare. Gli ambiti di mercato in cui le due società si fronteggiano e collaborano, infatti, sono pericolosamente sovrapposti:

  • Innanzitutto, c’è la questione dei browser, con Google Chrome e Safari che competono pur condividendo le fondamenta con Webkit
  • Più sostanziale, invece, la guerra tra iPhone OS ed il Sistema Operativo mobile di Google, Android, senza contare che Dell stessa ha annunciato l’introduzione di un lettore multimediale, una sorta di anti-iPod touch, alimentato da Andorid pur senza disporre della componente puramente telefonica. Insomma, le imbarazzati ingerenze sembrano riguardare ora non soltanto gli iPhone, ma persino gli iPod
  • Entrambe le società possiedono uno store virtuale, un bazar online in cui vendono le applicazioni mobili per i propri Sistemi Operativi mobili
  • Quando sarà disponibile Chrome OS, destinato per stessa ammissione di Google tanto ai netbook che ai pc fissi, il conflitto potrebbe cessare di passare inosservato, poiché i computer powered by Chrome OS entrerebbero in competizione coi Mac
  • Infine teniamo a mente che Google possiede la suite online Google Docs, in parziale competizione con Apple iWork

Appare quindi poco convincente la spiegazione addotta in precedenza da Schmidt: la carne sul fuoco è semplicemente troppa, ed è ridicolo credere di potersi assentare dal consiglio d’amministrazione ogni volta che si parla di qualcuno di questi argomenti. Probabilmente, è giunta l’ora della separazione.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 1 su 5)
condividi condividi
6 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di ZeL

    ZeL

    09 lug 2009 - 09:46 - #1
    0 punti
    Up Down

    Bah….ancora con ’ste storie sui conflitti di interessi…che noiosi che sono questi americani…roba sorpassata qui in Italia :P

  • Profilo di Dani_Dan

    Dani_Dan

    09 lug 2009 - 10:07 - #2
    0 punti
    Up Down

    più competizione maggiore qualità!

  • 1 punto
    Up Down

    1) Chrome e Safari, come descritto, condividono lo stesso motore di rendering (anche se competono sul motore javascript) e siamo davvero sicuri che l’aiuto di Google nello sviluppo di Webkit non interessi per niente alla Apple?
    2)Mha, la guerra sostanziale tra iPhone OS e Android io non la vedo. La Apple vende iPhone, non iPhone OS. E poi anche android utilizza webkit, E il motore javascript che utilizza anche la Apple (squirrelfish, non V8). Certo i due sistemi non saranno “amici” perché uno aumenta il vaalore della concorrenza di Apple, ma Apple compete con RIM, Nokia, HTC, ecc non con Android
    3)Lo store virtuale: fa sempre parte di android, ed in questo caso si può al limite vedere un minimo di concorrenza nel “rubare” sviluppatori, ma neanche troppo ( e poi nulla impedisce ad uno sviuppatore di sviuppare per entrambe le piattaforme)
    4)Ancora qui lo steso discorso di prima, Apple vende Mac, non Mac OS X, ma soprattutto: “Quando sarà disponibile Chrome OS, destinato per stessa ammissione di Google tanto ai netbook che ai pc fissi” L’unico accenno che Google fa ai pc fissi nella presentazione ufficiale è per distinguerlo da Android, ma il vero obiettivo, come ripetono più volte, sono i netbok. Si sta parlando di un OS mini, pensato per internet e per computer mini. Non per nulla è ricavato da un browser!
    5) Qualcuno mi spiega come fa GoogleDocs ad essere in concorrenza con iWork? Hanno potenzialità completamente diverse, oltre che mercati completamente diversi.

    Schmidt è rimasto nella direzione Apple malgrado tutte questo cose eccetto Chrome OS per tutto questo tempo, non mi semra un cambiamente così sostanziale.
    Detto ciò, non escludo che possa andarsene, ed è anche certamente possibile che venga cacciato nel caso il rapporto Apple-Google venga ritenuto illegale. Ma se è rimasto lì fino ad ora vuol dire che è un tipo che sa il fatto suo, che non si manda via per delle cose del genere.

  • Profilo di fix-1

    fix-1

    09 lug 2009 - 10:31 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Ho letto da qualche parte che microsoft presenterà (mi pare la prossima settimana) il progetto gazelle, un browser kernel che grosso modo assomiglia molto al progetto chrome os.
    Microsoft però possiede anche la tecnologia silverlight che gli permetterà, a differenza di chromeos, l’esecuzioni anche di applicazioni non javascript.
    Se qualcuno si fosse chiesto perchè tutta questa fretta da parte di google nel presentare un os (che forse non esiste neanche nei loro laboratori) e quali fossero i suoi competitor, ora ha pure la risposta!

  • Profilo di Caligola

    Caligola

    09 lug 2009 - 18:54 - #5
    0 punti
    Up Down

    @G:

    Il fatto è che il tuo ragionamento fila se la vediamo in maniera generale, ma nel momento in cui una persona (importante) di Google è nel consiglio di amministrazione apple, beh…queste “leggere” convergenze d’interessi, diventano notevoli…
    e se Google implementasse Chrome OS (proponendolo non solo sui netbook) “spiando” apple? E se facesse lo stesso con Android (che comunque già ha il retrogusto di un anti-iphone OS)? E se facesse questo con altri prodotti??
    Insomma i POSSIBILI conflitti d’interessi sono TANTISSIMI. Anche se attualmente, come giustamente dici, non se ne vedono poi tanti!
    Il fatto è che il rischio di “spionaggio industriale” è alto, anche se involontario…

    Per evitare ciò quindi credo che prima o poi Schmidt dovrà lasciare ;)

  • Profilo di david67

    david67

    11 lug 2009 - 15:03 - #6
    0 punti
    Up Down

    Mandiamogli Berlusconi. Un esperto del genere non c’è negli USA. Come con l’Abruzzo, si potrebbe comprare casa a Cupertino e lasciarci un po’ in pace.

In questo post possono commentare solamente gli utenti registrati