
In accordo con il carrier che distribuisce l’iPhone in Giappone, un istituto universitario di Tokyo ha cominciato a distribuire ai suoi studenti iPhone gratis.
Per il prossimo anno accademico ne sono previsti ben 550. A una condizione, però: la scuola potrà usare il GPS integrato (che fra qualche giorno, si suppone, sarà dotato anche di bussola digitale) negli apparecchi per tracciare la posizione degli studenti.
In questo modo, sarà possibile controllare che entrino in aula in orario, e che una volta entrati, non ne fuoriescano con la facilità di uno sciatore provetto in fuoripista.
[Via | Tuaw]
Wolfete
01 giu 2009 - 17:29 - #1quindi confermano che c’è il GPS….
daniglue 2
01 giu 2009 - 17:36 - #2Il titolo del post è troppo lungo.
Rilancio con una domanda: barattereste la vostra libertà di fare sega a scuola con un iPhone?
Io sì.
Wolfete
01 giu 2009 - 17:42 - #3eh certo… al limite lascio l’iPhone a scuola e me ne vado fuori… :D
Nemomnis
01 giu 2009 - 17:54 - #4Wolfete, il GPS è integrato già in iPhone 3G.
Emiliano_ifn
01 giu 2009 - 17:55 - #5alla faccia della privacy…
Poi non sapevo che ci fosse un regime in Gappone, addirittura vogliono sapere dove stanno gli studenti…
aaa_ilMac
01 giu 2009 - 18:51 - #6a queste condizioni direi che l’iPhone se lo possono tenere
markk0
01 giu 2009 - 18:53 - #7ma quale privacy di ’sta ceppa?
se non ti piace, cambi università e tanti saluti…
…tanto se non hai voglia di fare niente, ci sono le università italiche pronte ad accoglierti a braccia aperte.
daniglue 2
01 giu 2009 - 18:54 - #8Emiliano,
scusa, ma di quale regime stai parlando?
Non so se è cambiato qualcosa nelle ultime 2 ore, ma sto per andare in Giappone per la mia quarta volta fra una settimana e non vorrei che si fosse instaurato questo fantomatico “regime” di cui stai parlando…
markk0
01 giu 2009 - 18:55 - #9ah, dimenticavo, se amate così tanto la privacy, dovete buttarli proprio i cellulari, perchè il vostro carrier può tracciare la vostra posizione e i vostri movimenti con una precisione che il GPS se la sogna (lo fanno tutti i giorni per conto dell’A.G., nel caso non lo sappiate, bamboccioni belli…)
Helix
01 giu 2009 - 18:55 - #10@daniglue
Beh i giapponesi sono più civili di noi, ma dubito che se lasci un iPhone in giro per una scuola il giorno dopo lo trovi ancora li :P
Comunque vabbè, solite iniziative atte solo a far pubblicità, questo lo puoi fare con qualsiasi cellulare dotato di gps, se davvero vogliono controllare gli studenti possono farlo (anche) senza iPhone…
daniglue 2
01 giu 2009 - 18:59 - #11A parte il fatto che, come dice markk0, per tutti coloro che vogliono fare sega anche all’Università ci sono sempre i nostri istituti pronti ad accogliervi… :)
daniglue 2
01 giu 2009 - 19:09 - #12Helix,
non sono stato io a dire che se lasci un telefono a scuola in Giappone lo trovi anche il giorno dopo, ma posso tranquillamente affermare che è più probabile che lo ritrovi rispetto a che ti venga rubato.
Senza tenere conto che rubare un cellulare in Giappone è come rubare una scatola di pasta in Italia e che l’iPhone in Giappone non è proprio il cellulare più desiderato (per usare un eufemismo).
Ovviamente tutto può accadere…
Può accadere che passo io, per esempio, e dall’alto della mia inciviltà l’iPhone me lo metto in tasca.
Speriamo che questo ennesimo pellegrinaggio in Terra Santa mi renda ancora un po’ più civile.
albertofr
01 giu 2009 - 19:33 - #13ma poi che privacy violano? ragazzi è vietato uscire da scuola nelle ore di lezione, controllano solo se entri in orario o esci di nascosto…
Nemomnis
01 giu 2009 - 20:10 - #14Io mi getteri a braccia aperte in Università così.
Matteomic94
01 giu 2009 - 20:35 - #15ma come farebbero? deovrebbero fare un’app che rimane costantemente in background!
Yuki
01 giu 2009 - 20:36 - #16Ti auguro buon viaggio Daniglue, se passi per Kyoto vai al Fushimi Inari Taisha a farmi un salutino a Inari san per favore^^ è dal 2007 che non ci vado e il Giappone mi manca da morire ;_;
daniglue 2
01 giu 2009 - 21:05 - #17Fantastico quel posto, Yuki.
Non credo di tornarci a Kyoto quest’anno, ma per lavoro sarò sicuramente a Tokyo, Nagoya, Hiroshima e a “casa mia”: Osaka.
Nel frattempo mi sposo e se ce la faccio vorrei anche fare un salto in Korea.
Se torni al Fushimi Inari Taisha, a metà “strada”/salita cè una vecchina che ha un “ristorante”. Serve degli udon fantastici in un posticino veramente strategico; ha una terrazza che ricorda il Kyomizudera che da su molti dei gate rossi.
Pieno di zanzare, tra l’altro, ma fu una bella esperienza.
In Giappone ci si deve andare almeno una volta all’anno, altrimenti come fai a sfogare lo stress che accumoli nel nostro Bel Paese? :)
Adso da Melk
01 giu 2009 - 21:07 - #18Università, mica asilo…
Mammamia.
augustus
01 giu 2009 - 22:49 - #19Helix
Mah non saprei. Io ora mi trovo all’universita’ negli USA e questa mattina mi sono dimenticato il mio ipod nano nella sala “lettura” che e’ moltro trafficata. Sono tornato un’ora e mezza dopo quando me ne sono accorto e l’ipod me l’avevano gentilmente lasciato alla reception.
Inoltre la gente lascia computer (spesso mac) in giro (magari se devi fare una telefonata o andare al bagno) con tranquillita’. Non c’e’ davvero il rischio che qualcuno se lo porti via.
rogerdodger
02 giu 2009 - 01:46 - #20nemomnis
scusa per ieri ma da iPhone non mi fa scrivere il filtro non so come mai! comunque diritto processuale civile.
Daniglue quoto il tuo primo commento!
Luca_da_Osaka
02 giu 2009 - 02:24 - #21Ma ora basta!!!
Tutti a riportare la stessa fregnaccia, ragazzi prima di postare controllate le fonti.
Ho letto l’ articolo in Giapponese non enfatizza cosi tanto il discorso controllo.
La facolta che ha avuto l’ idea e’ la Social Informatics.
Il nome dice tutto.
Semplicemente l’ universita vuole implementare l’ uso dell’ iphone per sviluppare applicazioni, iphone e’ un ottimo tool di sviluppo.
Avevo gia spiegato su altri siti che in Giappone non vi e’ la necessita di controllare gli studenti, spesso questi posso russare in classe. Importante e’ non disturbare i coetanei.
Forse chi scrive e chi legge non sa che in Giappone e’ difficile entrare in un Universita.
Se uno studia puoi imparare moltissimo ma se uno si grata esce lo stesso con un pezzo di carta igienica per diploma ma con la possibilita di fare carriera anche se si e’ degli idioti ignoranti.
Nemomnis
02 giu 2009 - 12:57 - #22Luca da Osaka (son contento tu sia così lontano), da come e osa scrivi riteng tu appartenga alla seconda categoria che citi. Quindi in Giappone un idiota entra all’Università ed uscitone diventa manager internazionale; immagino che i dirigenti Sony si siano sempre .Credo piuttosto che tu ti stia confondendo con la triste situazione dell’Università italiana (con i dovuti riguardi, ovviamente).
Nemomnis
02 giu 2009 - 13:02 - #23Da aggiungere nel commento precedente, dopo “Sony si siano sempre”: “gratati”
Luca_da_Osaka
03 giu 2009 - 01:15 - #24Caro Nemominis.
Sei monotono ci sono due attacchi che ricevo quando commento.
Uno e’ certo tu fai l’ ingegnere informatico in Giappone chi vuoi che ci creda.
L’ altro e’ il tuo, commenti del tipo scrivi da cani ecc.
Caro mio ti scrivo con il cellulare giapponese che non ha le accentate nella pausa sigaretta.
Provaci tu e vediamo come scrivi.
Poi caro mio conosci approfonditamente come me le universita giapponesi?
No caro, quando insegnavo l’italiano ho avuto decine e decine di studentesse che si erano laureate in lingue e come seconda lingua avevano studiato l’ italiano.
Quindi avevano una laurea da interprete di lingua italiana. Ma non sapevano cogniugare il presente di un verbo o semplicemente dire io sono mariko.
Come ti spieghi la cosa? io quando ero all’ universita ho studiato cobol e assemblere, ormai non mi ricordo nulla ma se mi si chiede di scrive quattro righe semplici ci riesco lo stesso.
Io mi incavolo quando la gente scrive stereotipi sul Giappone che siano positivi o negativi. Caro mio io lavoro per una delle piu grandi aziende informatiche giapponesi, noi come ingegneri siamo assegnati in progetti in varie aziende.
Ho lavorato in Sony, Panasonic e Nintendo come team leader e aministatore di sistemi.
So di cosa parlo, avevo e ho capi che non sanno fare nulla, ma diciamo in Giappone lo staff e’ sovrannumero e questo permette di ovviare all’ incapacita di alcuni.
Io passo le giornate a sentirmi criticare da degli idioti che non sanno cosa e’ un computer ma che sono i miei leader o project manager.
Come ho detto prima se uno vuole studiare nell’ universita’ giapponese puo’ trovare strumenti eccezionali ma se uno non studia non importa esce lo stesso.
I giapponesi si fanno il mazzo in esami di ammissione allucinanti ma solo questo.
Poi se uno e’ dotato ne guadagna ma per il resto sono molto manualisti e se vi e’ un problema non indicato nel manuale sbroccano, ma qua intervengo io che da bravo italiano con una cultura piu generalista trovo la soluzione in 5 MINUTI.
Adesso lavoro per una multinazionale Americana e quando sono arrivato qui ho lavorato per 6 mesi solo su dummie per esercitarmi, ma poi il mio lavoro era al 90% sui blackberry e i server BES. Non ne sapevo nulla ma in un mese sono diventato un mostro e faccio scuola, ma se vado in vacanza devo produrre tonnelate di manuali e se il problema non e’ all’ interno di questi scritti sta sicuro che mi chiamano anche se sono in Italia, ma per delle cavolate incredibili.
Caro chi conosce l’ informatica, la lingua, la cultura e il sistema lavorativo e’ il sottoscritto e tu?
Certo se appartengo alla seconda categoria sono un gatto visto che ho nove vite, sono arrivato qui senza parlare la lingua e piano piano mi sono sistemato, ma ricordati se uno straniero qui e’ piu brillante dei suo colleghi maschi giapponesi stai sicuro che avra mobbing e critiche continuamente, io lo so alla perfezione.