Ad Apple non piace il caricabatterie universale

E' semplicemente sorprendente, ma forse neanche tanto: mentre la Cina ha già preso di petto il problema, in Europa i maggiori produttori di cellulari mondiali e molti gestori telefonici sono seduti al tavolo di GSM Association per implementare entro il 2012 un sistema di ricarica standard per la maggior parte dei dispositivi e telefoni cellulari. Ma tra molti nomi illustri, manca proprio quello di Apple.

Dopo tanti annunci e promesse, tanti brevetti, e dopo tanto marketing profuso nell'illustrare quanto i nuovi Mac siano verdi, l'assenza di Apple desta parecchia sorpresa. La scelta di adottare l'interfaccia Micro USB come soluzione di ricarica universale ridurrebbe i consumi in standby fino al 50%, ma soprattutto eliminerebbe ben 51.000 tonnellate di inutili caricabatterie doppioni.

Tutti questi sforzi verso una maggiore interoperabilità non possono che portare indiscussi vantaggi tanto sul fronte ambientale che su quello personale (niente più cavi e caricabatterie diversi da portarsi dietro), senza contare che cadrebbe un possibile ostacolo alla concorrenza. Ed ecco perché ad Apple non conviene certamente abbracciare la nuova politica verde che è d'ispirazione per tre quarti di globo: l'interfaccia di iPod, iPhone ed iPod touch è proprietaria e blindatissima, e per farne uso nei prodotti occorre pagare salatissime royalties (circa il 10% del prezzo di vendita).

E' difficile dire se e quando Apple aderirà a questa iniziativa, e di certo i motivi della riluttanza sono sotto gli occhi di tutti. Evidentemente, ci vorrà più impegno - e magari qualche legge europea ad hoc - per correggere il tiro.

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