ARM e ST-Ericsson hanno annunciato la prossima dimostrazione di una nuova generazione di processori destinati al segmento mobile, dotati di nuclei di calcolo multipli.
ARM al momento domina in ambito mobile, e l’attuale serie ARM11, in particolare, è tra le più usate nei più recenti smart phones e non solo. Anche il chip presente all’interno di iPhone e iPod touch, realizzato da Samsung su licenza ARM, è di questa serie.
La prossima serie di processori, chiamata Cortex-A9, deriva dall’attuale, ma prevede core multipli (che, come in ambito desktop, permettono l’esecuzione di più operazioni contemporaneamente).
Ha anche prestazioni raddoppiate nei calcoli in virgola mobile (importanti nelle applicazioni multimediali e matematiche).
Ogni core include inoltre il set di istruzioni NEON, di tipo SIMD, per accelerare diverse operazioni in ambito audio-video.
Proprio questi processori potrebbero equipaggiare la prossima generazione di iPhone, magari realizzati direttamente da Apple su licenza ARM, dopo l’acquisizione di P.A. Semi.
Mansell
17 feb 2009 - 08:05 - #1Per il cortex-9 si parla di 2010, quindi nel prossimo iphone ancora niente…
iSimone
17 feb 2009 - 09:23 - #2Attenzione: sfogo personale da condisderare tipo off topic anche se centra.
Ho fatto un giro su vari siti in cui si tratta il Mobile World Congress.
La cosa interessante è che la fiera sembra proprio di quelle necessarie. Nel senso che la telefonia cellulare stà esplodendo in mille direzioni diverse, siamo nell’era pioneristica del settore. Come quando nacquero i primi personal computer negli anni 70. Solo ora capisco a pieno le parole di Jobs quando paragonava il lancio di iPhone al primo Mac.
Fa strano vedere come si parli praticamente ovunque di Apple anche se non è presente direttamente alla fiera.
Girovagando (virtualmente) per gli stand si può vedere di tutto e di più. È orami chiaro che l’indirizzo preso dai cellulari sia quello del “netbook” cioè devono diventare dispositivi per navigare e permettere elementari funzioni di editing, oltre ai giochi e a gestire qualche piccolo intrattenimento.
C’è anche il cellulare “monouso”, quello che telefona e basta magari trasformato in un mattoncino sommergibile o indistruttibile. Casi rari, come fu per le macchine da scrivere.
Il bello di tutto questo, come leggevo ieri in un bel articolo di Macity, è che non accadrà mai più, per il settore cellulare, un periodo così florido di sviluppo, ingegno, possibilità, tentativi… in una parola: creatività.
Il settore è ancora in fase di definizione e non è ancora stata scritta la parola fine su quale sarà l’interfaccia “standard” o ritenuta tale del cellulare evoluto. Sarà più un iPhone o un HTC o un iMate o un netbook? Insomma, fra trent’anni, quando avremo tra le mani un cellulare, il concetto sarà quello di iPhone come ora accade con i computer nei confronti del primo Mac?
Io credo di si.
Ah, aspetta, si parlava del processore multicore… beh, si, è solo un pezzo, quello di sicuro durerà la sua stagione, poi verrà sostituito da uno più performante, più veloce, meno oneroso, con più core, ecc… L’hardware è importante ma il concetto che deve sorreggere è quello che fa la differenza. Che Apple adotti un processore piuttosto che un altro, personalmente, non me ne frega niente. L’importante è che quando prendo in mano un iPhone mi sia semplice fare quello che mi serve.
Io odio l’hardware.
Ogni tanto mi sfogo, spero sopportiate.
Christian-94
17 feb 2009 - 09:33 - #3con un multi-core anche nell’iPhone “grand central” potrà diventare molto utile, visto che l’iPhone OS è una copia sputata di MAC OS X, prevedo grandi sviluppi
coccoinomane
17 feb 2009 - 10:53 - #4Aggiungo una postilla al commento di iSimone: tanto più che puoi mettere anche 16 cores, ma se le applicazioni non supportano il multi threading non te ne fai molto. Considerate che anche ora su Mac, le applicazioni che sfruttano i 2 cores sono veramente poche. Mathematica ha messo il supporto al parallelismo solo con l’ultima versione…
Ciao,
Guido