Logo Blogo

Passare a iTunes Plus una traccia alla volta

Pubblicato: 30 gen 2009 da Marco Iannaccone

Aggiornamento ad iTunes Plus anche per brani singoli

All’ultima edizione del Macworld Expo di San Francisco Apple ha annunciato, tra le altre cose, la conversione dell’intero catalogo musicale di iTunes Store al formato iTunes Plus (senza DRM).

Fino a oggi è stato possibile, al prezzo di 30 centesimi per ogni brano, convertire i propri brani alla versione senza DRM, man mano che questi diventavano disponibili. Non era però possibile farlo selettivamente, ma era obbligatorio aggiornare, in caso lo si volesse fare, tutti i brani indicati nella sezione iTunes Plus.

Ora è finalmente possibile aggiornare anche singoli album o perfino singoli brani, in modo da poter convertire solo determinati brani che ci interessa avere a qualità maggiore e senza limitazioni (oppure rimandando a un secondo tempo la conversione per i brani meno ascoltati).

Sembra esserci comunque un problema, riscontrato da alcuni utenti, relativo all’acquisto utilizzando la modalità con carrello, che in alcuni casi porta a tariffare il prezzo pieno d’acquisto dei brani invece di quello ridotto per l’aggiornamento. Finché Apple non risolve il problema, è consigliabile attivare la modalità di acquisto 1-Click.

[Via MacRumors]

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
19 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    30 gen 2009 - 09:45 - #1
    3 punti
    Up Down

    e io pago…. mi dispiace ma la conversione dei miei brani DRM in DRM-free è giù avvenuta l’anno scorso usando il catalogo multimediale di eMule..
    so che non è legale, ma quante volte devo pagarli i brani che ho già acquistato?! Che siamo solo bestie da spremere?

  • J0e

    30 gen 2009 - 09:54 - #2
    3 punti
    Up Down

    Finalmente l’intero catalogo a qualità superiore e fruibile anche senza iTunes e iPod. Tuttavia secondo me dovrebbero anche offrire musica in formato non compresso, magari 0.49 € compresso e 0.99 € non compresso. Di CD non nuovi a 8-9 € ne vedo tanti in vendita, e francamente se devo scegliere tra l’acquisto di un album a quelle cifre preferisco acquistarlo su CD

  • Profilo di daniglue

    daniglue

    30 gen 2009 - 10:00 - #3
    1 punto
    Up Down

    Ma per favore… se devo voglio musica di buona qualità e devo scegliere tra iTunes, eMule e un negozio di dischi…non credo ci siano dubbi sul fatto che vado a un negozio di dischi.

    Se devo scegliere tra eMule ed iTunes scelgo eMule.

  • Aqua

    30 gen 2009 - 11:41 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Io non riesco ancora a credere che iTunes riesca a vendere così tanti mp3.
    Cioè, stiamo parlando di mp3, non di dischi, gli stessi mp3 che si trovano ovunque e “gratis”

  • Maga41

    30 gen 2009 - 12:05 - #5
    0 punti
    Up Down

    beh aqua una volta i cd si trovavano gratis ( o meglio dire a basso costo rispetto agli originali) a ogni angolo della strada o della spiaggia e quanta gente comprava i cd originali???

  • Aqua

    30 gen 2009 - 12:25 - #6
    0 punti
    Up Down

    @ Maga 41
    Si, ma su quello hai ragione.

    Il fatto è che tra un cd ORIGINALE e una COPIA la differenza c’è, nel senso che se io sono un fan di un artista, mi compro il cd originale, e ho la copertina, le foto, ecc…

    Tra gli mp3 invece non c’è NESSUNA differenza. E’ questo che intendevo io.

    Cioè, tra un mp3 “comprato” su iTunes, e un mp3 “preso” da eMule, che differenza c’è???
    Quindi xchè pagare per avere la stessa cosa??

    Non voglio fare nessuna polemica, era solo una mia curiosità su come riesca iTunes a vendere mp3 quando c’è anche eMule che li “regala”. Tutto qui.

  • Profilo di daniglue

    daniglue

    30 gen 2009 - 14:19 - #7
    0 punti
    Up Down

    Maga41,
    tra un cd piratato ed uno originale c’è una bella differenza: design e artwork, booklet, testi delle canzoni e anche qualità del sound.

    Tra un mp3 di iTunes e uno qualunque invece non c’è differenza.

    Io acquisterei musica su iTunes se implementano un servizio di booklet ed artwork virtuale/interattivo che non sia solo la foto della copertina dell’album disponibile al momento.

  • vince

    30 gen 2009 - 15:07 - #8
    0 punti
    Up Down

    Ma chi diavolo spende quasi gli stessi soldi di un CD originale per avere un formato file senza DRM e pure compresso?
    E’ una cosa da pazzi. Ma quanti allocchi ci sono nel mondo? se un album senza DRM recente costa 10 euro e uno vecchissimo costa 5 euro allora ok. Ma a questi prezzi è assurdo! Contenti chi compra!

  • VashTS

    30 gen 2009 - 15:14 - #9
    0 punti
    Up Down

    @ Aqua #4
    Mi sono posto lo stesso quesito che ti poni tu e, in base alla mia esperienza, dico che la gente acquista musica compressa su iTunes perché è semplice farlo.
    L’utilizzo di un software di file-sharing presuppone determinate conoscenze che, per te (e per me, e per molti altri frequentatori di questo blog) sono scontate. Ma per la maggior parte degli utenti PC o Mac, che vedono il loro computer come una sorta di scatola magica, certi meccanismi rimangono misteriosi. A questa ignoranza diffusa (che non è una colpa; mica si può essere esperti di qualunque cosa… a ognuno il suo ^_^) bisogna aggiungere tutta la campagna mediatica e legislativa che è stata fatta e che si continua a fare contro la pirateria, equiparandola a reati ben più gravi. Spaventare un ignorante è il modo migliore per “controllarlo” (o “educarlo”, se vogliamo essere più politicamente corretti ^_^).
    Uno dei grandi punti di forza di Apple (agli occhi di molti, compreso chi scrive) è la capacità di creare prodotti semplici, ma non banali. “Giocattoli tecnologici”, che gratificano l’utente mettondolo in grado di compiere azioni che non pensava di essere in grado di fare. Ad esempio, scaricare musica da internet. ^_^ Pazienza se questa cosa costa qualche centesimo. Agli occhi dell’inesperto, la soddisfazione di esserci riuscito li vale.

  • Profilo di brewis78

    brewis78

    30 gen 2009 - 16:08 - #10
    2 punti
    Up Down

    @Aqua (e tutti o quasi gli altri commentatori del post): riprendo la tua frase:

    Cioè, tra un mp3 “comprato” su iTunes, e un mp3 “preso” da eMule, che differenza c’è???
    Quindi xchè pagare per avere la stessa cosa??

    e te la riscrivo così:

    Cioè, tra un MacBook “comprato” su AppleStore, e un MacBook “preso” dal primo sfortunato che passa per strada, che differenza c’è???
    Quindi xchè pagare per avere la stessa cosa??

    Adesso ovvio che non è esattamente la stessa cosa (i brani digitali sono replicabili all’infinito, etc…prima che qualcuno me lo faccia notare, grazie so di cosa parlo) però non è altresì ammissibile un ragionamento diffuso di questo tipo.
    Solo perchè io posso “rubare” un prodotto di altri dal calduccio della mia cameretta senza che nessuno possa scoprirmi, non vuol dire che questo comportamente è giusto/normale/accettato. Questo un malcostume dei nostri tempi che ha portato negli anni non tanto ad un abbassamento dei prezzi (auspicato dai più, ma che imho non cambierebbe le cose) ma ad un abbassamento drammatico della qualità dei contenuti e delle rpduzoini multimediali.

    Si prendano come esempio i Film, la cui qualità (tranne rari casi9 è ormai a bassissimi livelli e siamo ormai cotrstti a vederci sequel e re-sequel all’infinito. A vedere Film divisi in 3-4 capitoli (dove solo il primo e forse l’ultimo sono validi) solo per tentare di aumentare i profitti.

    Penso ai videogame, dove anche qui abbiamoormai solo lcuni “filoni” (5 o6) e un’infinità di cloni e nessuno più ha il coraggio di rischiare o innovare (si veda esempio di Little Big Planet)

    Infine la musica, piena zeppa di “artisti” creati a tavolino e lanciati solo in base ad indagini di mercato “non abbiamo nessuno per coprire il genere XY, costruiamo un gruppo con queste e queste caratteristiche”

    Insomma, la pirateria è un cancro che limita la qualità della “cultura” alla quale abbiamo accesso. Per poterla rendere “libera” abbiamo abbassato drasitcamente la qualità (insomma quantità invece di qualità).

    Certo, chi ha il potere sicuramente non sta facendo molto per cabiare e migliorare le cose e ormai l’approcio tradizionale alla commercializzazione ha fallito miseramente, ma non siamo nemmeno noi nel diritto di appropiarci di qualunque cosa ci passi per la testa solo perchè è semplice e poco rischioso…e lo fanno tutti!

  • (Xanderoby)

    30 gen 2009 - 16:31 - #11
    0 punti
    Up Down

    brewis78: ribalti una questione storica.
    Chi ha ammazzato la cultura è stato il copyright estremo, non il fair use.

    Quello che fa chi scarica materiale protetto non è rubare fino a che un diritto sul legittimo profitto commerciale di un’opera resterà eterno come è ora.
    A mali estremi estremi rimedi.

    Riportassero il copyright ai limiti ed al contesto in cui è nato e la cultura subirebbe un’impennata qualitativa, visto che per definirsi artisti bisognerebbe dimostrarlo QUALITATIVAMENTE e non QUANTITATIVAMENTE.

  • Profilo di brewis78

    brewis78

    30 gen 2009 - 16:49 - #12
    2 punti
    Up Down

    @Xanderoby: e secondo te quale “artista” (o melgio professionista/industri/imprenditore) sarebbe disposto ad investire tempo, soldi, vita, carriera (a seconda dei casi) con la consapevolezza che gli introiti (a causa appunto dell’”estremo rimedio”) sono molto spesso bassi (senza contare tutte le volte in cui si va in perdita).

    Cioè, sinceramente TU OGGI se potessi investire un bella somma in un’attività che produca ad es. un videogame, piuttosto che un film o simili lo faresti. Oppure TU OGGI hai un’idea che reputi geniale per lo script di un film o di un gioco o di un software ma ti richiede di mollare il tuo attuale lavoro e/o carriera per lanciarti nella cosa lo faresti?

    Io visto i tempi che corrono sinceramente no. Perchè devo investire tutto in una cosa che anche se fatta bene poi il “furbetto” di turno si scarica da eMule e io resto si con tanta “fama” ma con il portafogli più vuoto di prima?
    Hai visto quante software House e case di produzione varie sono morte in questi ultimi 10 anni nonostante il “consumo” di giochi, software, film, etc. sia cresciuto in modo incredibile!?!?

    IL mondo va avanti con i soldi mi pare (o almeno questo mondo in cui siamo immersi noi) e non so come sia pensabile che la soluzione per poter migliorare le cose (nell’ambito di musica, film, etc ovviamente) sia quella di “scaricare tutto a sbaffo”.
    Cioè se i “fessacchiotti” o “poco esperti di P2P” come definiti da qualcuno la smettessero di spendere i loro soldi su iTunes o in negozio per permettere a tutti gli altri di poter “scaricare a sbaffo” vorrei vedere la nostra bella “rivoluzione” che fine farebbe…

    E’ come per i servizi e le tasse: c’è chi reputa le tasse troppo alte/ingiuste/etc e non le paga o le paga molto meno di quanto dovrebbe e veve comuqnue sereno! Certo fino a quando ci sono i “fessacchiotti” che le pagano anche per lui per garantirgli che quando dovrà andare in ospedale sarà curato questi di sicuro continuerà ad agire sempre allo stesso modo senza preoccuparsi di farsi delle domande!

  • (Xanderoby)

    30 gen 2009 - 18:57 - #13
    0 punti
    Up Down

    brewis78: parti male e finisci peggio.

    Le tasse sono ben altro argomento, han a che fare con gli oneri sociali, non d’intrattenimento, e dovrebbero servire a coprire servizi essenziali per la collettività; ben diverso è il mondo del profitto e della crescita infinita.

    Punto per punto:
    1. non sono gli “artisti” o presunti tali ad investire soldi: se hanno talento ce l’hanno a prescindere dalle vendite. Van Gogh docet.

    2. gli imprenditori dell’industria culturale sanno benissimo quali sono i limiti del mondo in cui investono. Non è stuprando il diritto che possono permettersi di lucrare a vita su ogni miseria che producono, bensì provando a produrre beni di qualità, pagati il loro giusto prezzo (no, non quelli attuali).

    3. Io OGGI l’Arte me la faccio da me, quando ho voglia e quando ho tempo, e la faccio girare nei canali opportuni, gratis o donationware: l’Arte vale per quello che è, non per quello che vende. Se già il tuo scopo diventa vendere stai facendo business, e allora evitiamo di mischiare le due cose.

    4. il mondo va avanti con lo sfruttamento: sottopaghi le risorse altrui (quando non le rubi), ci metti il tuo Brand e lo rivendi decuplicato. Non c’è produzione, non ci sono plusvalenze, se non quelle finte, del mercato, della finanza, del marketing.
    Quello che compri arricchisce chi te lo vende ed impoverisce molti altri, solo che non li hai sotto gli occhi e quindi fai finta che il Mercato funzioni, quando è palese il contrario.

    5. commetti un errore abbastanza diffuso: estremizzi le questioni.
    I “fessacchiotti” non smetteranno mai di comprare in massa, così come i “ladri” non diverranno mai la totalità. Ci saranno equilibri più o meno altalenanti, e quando qualcuna delle due fazioni avrà quote troppo rilevanti il sistema collasserà e verrà ripensato con nuove leggi. In fondo si faceva Arte ben prima del copyright, e guarda caso sono gli unici capolavori di cui può godere l’umanità.

    6. non so in che mondo vivi tu, quello in cui vivo io ha un’eccedenza di flussi di denaro in mano al 10% della popolazione, che sfrutta l’80% delle risorse del pianeta.
    C’è una certa discrepanza da colmare.
    Il P2P per materiali coperti da copyright è uno dei tanti strumenti sistemici per riportare un po’ l’equilibrio, calmierare i prezzi e portare i vanagloriosi coi piedi per terra: se fosse stato per il Mercato il prezzo sarebbe salito, perché la Concorrenza, unico calmiere del Mercato, spesso e volentieri non esiste.
    Ora se, abbassando i profitti (perché è qui che verte la questione, non sono i costi, che son bassi da sempre, specie producendo nel Sud e nell’Est del mondo), si riesce a mantenere un prezzo “congruo” per la maggior parte dei clienti, allora sarà molto più la gente che preferirà pagare per un prodotto, in cambio (bada bene) di:
    a. qualità (e spesso i prodotti sono carenti per progettazione, garantendo un introito a lungo termine al produttore);
    b. valore (ovvero pago un prodotto che vale poco meno del suo prezzo, per garantire un giusto guadagno al produttore ma non uno sfruttamento. Se vuoi studiati un po’ come si calcolano i prezzi.);
    c. proprietà (sì, proprietà. Pratiche come licenze e contratti capestro, come aggiornamenti di versione infimi necessari per compatibilità, sfruttamento di lavoro altrui NON pagato vanno contro il cliente/consumatore, e nel medio periodo, contro l’azienda stessa).
    Quando si additano di ladrocinio la masnada di utenti P2P si fa un po’ come lo stolto che guarda il dito del saggio piuttosto che la Luna: le ruberie, i soprusi, son altrove, e di una portata talmente elevata che un utente P2P non arriverà ad averne mai un profitto lontanamente paragonabile.
    Questo non vuol esser un manifesto pro-”pirateria”: molti degli utenti P2P non hanno una benché minima idea delle questioni di cui si discute, semplicemente s’attaccano alla poppa cyberspaziale e pretendono il nutrimento.
    Ma, per chi è in grado di comprendere, sarebbe il caso di osservare i fenomeni dalla giusta distanza, e nel corretto contesto in cui nascono, si sviluppano ed infine muoiono.

    Saluti.

  • anonimo_22

    31 gen 2009 - 12:37 - #14
    0 punti
    Up Down

    Aqua, ma che mp3 e mp3? Stai facendo un pò di confusione con i formati. La qualità della musica che compri su iTunes sta al file mp3 medio come uno studio di registrazione sta a un microfono da cellulare. Poi magari te non te ne accorgi, ma non mi venire a dire che Apple vende la musica sotto forma di mp3.

  • VashTS

    31 gen 2009 - 17:54 - #15
    0 punti
    Up Down

    @ (Xanderoboy) #13

    Se potessi, ti stringerei la mano. Concordo su ogni singola parola che hai scritto. Esprimi in pieno anche il mio pensiero.

  • VashTS

    31 gen 2009 - 18:06 - #16
    0 punti
    Up Down

    Chiedo venia a (Xanderoby) per aver sbagliato a scrivere il suo nick nel post #15.
    Inginocchiandomi sui ceci, mi cospargo il capo di cenere.

  • Profilo di rogerdodger

    rogerdodger

    31 gen 2009 - 22:46 - #17
    0 punti
    Up Down

    daniglue
    due cose
    se compri l’album su iTunes il digital booklet c’è, non so se per tutti ma io l’ho sempre visto
    inoltre che differenza c’è tra eMule e iTunes? che se sono in giro o sono in macchina è più comodo anche se pago. Inoltre mi è capitato non spesso ma qualche volta sì che qua a casa per avere la tal canzone dovevo accendere il computer, scaricarmi la canzone (per quanto ci metta 20 secondi volendo), cercarmi la copertina se non viene riconosciuta automaticamente, eventuali rinominazioni etc., mentre facendo da iTunes via iPod ce l’avevo lì e finita. Pago sì ma è un servizio. Comunque anch’io sono uno di quelli che tende a comprare soprattutto per i miei artisti preferiti il cd originale in negozio (o i vinili).

  • Profilo di rogerdodger

    rogerdodger

    31 gen 2009 - 22:49 - #18
    0 punti
    Up Down

    e comunque a proposito di Vinili:
    secondo me parte del merito per cui oggi alcuni artisti propongono dei box set di qualità a prezzi contenuti o vinili a prezzi ok è dato da internet e dal p2p. Infatti lo scaricamento selvaggio da parte degli utenti ha alcuni risvolti negativi sicuramente, però si stanno a vedere i primi frutti di una consapevolezza da parte di una parte del mondo della musica che i metodi vecchi non funzionavano. Poi da qui a risolvere la questione ce ne passa perchè tanto anche mettendo i CD o i DVD a 1 euro ci sarebbe comunque il p2p.

  • vince

    03 feb 2009 - 12:28 - #19
    0 punti
    Up Down

    13 cent + 99 cent già spesi sono 1,12 euro moltiplicati per 11 tracce di un album sono: 12,34 euro. Con 16.50 euro in uno store tipo catena di elettrodomestici si trova il CD con copertina case e supporto CD. Qualità tipografica e masterizzazione perfetta. per 4,20 euro in più.
    Fate la vostra scelta. Io l’ho già fatta, come amante della musica compro il CD originale con tutta la sua bella confezione e in qualita Wav e non mp3.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di melablog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento