Siri e il dono della sintesi: aggiornamento lato server per chiedere domande più brevi

Apple aggiorna Siri per chiedere domande più corte agli utenti troppo logorroici: lo fa tramite aforismi.

Se vi piace perdervi in lunghi discorsi con Siri, preparatevi a una risposta per le rime da parte dell'assistente personale inserito da Apple in iOS. Secondo quanto riporta iLounge infatti, un aggiornamento lato server su Siri avrebbe dato al software la possibilità di chiedere domande più brevi quando evidentemente non ce la fa più ad ascoltare il proprietario dello smartphone parlare oltre il dovuto.

Per chiederci di usare il dono della sintesi, Siri si comporta come suo solito in modo educato, citando William Strunk e Thomas Jefferson in frasi destinate a chiedere una domanda più breve. Il provvedimento serve naturalmente a impedire che domande troppo lunghe mandino fuori strada l'algoritmo di parsing di Siri, ponendo dunque un limite al numero di parole che l'assistente vuole sentirci pronunciare per chiedere qualcosa.

Le frasi celebri


Quella attribuita da Siri a William Strunk è in realtà un'abbreviazione (visto il caso specifico) di una frasi più lunghe, pronunciata dal personaggio sopra citato. Ecco come viene tradotta per intero:

"Una scrittura vigorosa è concisa. Una frase non deve contenere parole non necessarie, un paragrafo non deve avere frasi inutili per lo stesso motivo per cui un disegno non deve avere tratti ridondanti o una macchina parti non utilizzate. Questo non significa che occorra scrivere solo frasi corte che evitino di scendere nel dettaglio ma semplicemente che ogni parola deve essere lì per aggiungere qualcosa di utile."

Ed ecco invece quella di Thomas Jefferson:

Il più utile dei talenti è di non usare mai due parole quando una è sufficiente.

Nella versione italiana a quanto pare ci sarà anche la frase Una parola è troppa e due sono poche, di nonno Libero.

Via | Macnn.com

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