Prima era un rumor, ora è una certezza: Universal non ha accettato il rinnovo del contratto biennale con Apple per iTunes Store. La conferma è arrivata direttamente da Universal Music Group sulle pagine di MacWorld Uk.
Questo significa che ora è Universal ad avere il “coltello” dalla parte del manico, distribuendo la sua musica solo fino a quando vorrà, avendo diritto di ritirarla immediatamente dal catalogo non appena non si troverà d’accordo con una scelta di Apple.
Come è noto, le case discografiche (a parte Emi, a quanto pare) sono profondamente preoccupate per il ruolo di monopolista virtuale assunto dalla Mela nel campo della distribuzione digitale della musica. In particolare sono molti i Ceo delle etichette che hanno criticato la dittatura di Apple sulle politiche di prezzo. Come è noto, infatti, Steve Jobs crede che la soluzione migliore per il cliente sia quella del prezzo fisso per album e singoli, mentre le etichette preferirebbero differenziare il prezzo a seconda del prodotto.
Libera dal precedente contratto, inoltre, ora Universal ha la possibilità di non distribuire alcuni brani su iTunes avvantaggiando altri distributori digitali, cosa vietata in precedenza. Cosa accadrà? Difficile prevederlo. Da una parte dobbiamo notare che un disco su tre distribuito nel mondo ha marchio Universal. Dall’altra ricordiamo che si stima che iTunes Store porti nelle casse di Universal almeno 200milioni di dollari all’anno, un business da trattare con i guanti. Il nuovo contratto tra Apple e Universal ha una cadenza mensile.
iSimone
06 lug 2007 - 08:21 - #1quindi un contratto c’è ma è mensile…
in ogni caso la borsa ha reagito con un +4% per Apple, forse o si sapeva già che prima o poi sarebbe successo oppure non cambia così tanto come si crede. Ora il mercato della musica digitale è ben consolidato e Universal anche se si riserva la facoltà di rivedere il contratto mensilmente non credo abbia interesse a lasciare Apple.
Ippocampo
06 lug 2007 - 08:29 - #2Questo vuol dire che per il momento nessuna casa discografica seguirà Emi nel vendere contenuti privi di protezione DRM!
Mah…
Mik
06 lug 2007 - 09:18 - #3A me da piuttosto fastidio l’arroganza e la fame di denaro delle case discografiche…
Una volta tanto che una di queste toglie i DRM speravo che si convincessero pure le altre
dLog - Davide Dellacasa in Blog
06 lug 2007 - 10:29 - #4Universal non rinnova il contratto biennale con iTunesChe prima o poi una Major si sarebbe ribellata alle politiche di prezzo imposte da Apple sull’iTunes Store era prevedibile. Non ne sono contento, perché credo che per far affermare il suo modello di distribuzione Apple abbia sempre effettivamente calmierato…
rogerdodger
06 lug 2007 - 11:03 - #5iSimone
la rottura è arrivata solo dopo la chiusura della borsa. E ieri le azioni sono salite nuovamente per via delle stime ritoccate per le vendite di iPhone.
Quindi bisogna vedere oggi. Tuttavia apple potrebbe tenere botta annunciando il primo milione di iPhone, anche se temo che oggi le azioni caleranno abbastanza
;)
and
06 lug 2007 - 12:24 - #6Finchè Universal continuerà a vendere musica con DRM i miei soldi se li può sognare! Figuriamoci poi a prezzo maggiorato…
Carlomagnum
06 lug 2007 - 12:41 - #7“Questo significa che ora è Universal ad avere il “coltello” dalla parte del manico…”
Col 15% del fatturato universal nell’ itunes music store? altro che coltello dalla parte del manico!! sta solo giocando a fare la prima donna secondo me, vedrete che Jobs non cederà e Universal tornerà con la coda tra le gambe sopratutto appena arriveranno i primi risultati di vendite delle canzoni di EMI senza drm.
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31 ago 2007 - 09:38 - #8[…] Non c’è proprio più sintonia tra Apple e Universal. Dopo la rottura del contratto per la fornitura di brani Universal Music su iTunes Store e l’ipotesi della messa in vendita dei file DRM-Free solo sugli altri negozi, ora sono a rischio anche i contenuti video di NBC-Universal. […]
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26 ott 2007 - 08:29 - #9[…] Era facile immaginare che avremmo ancora sentito parlare della querelle tra Apple e NBC/Universal. Per carità, niente strascichi legali, non conviene a nessuna delle due aziende, almeno non quanto tirarsi addosso un po’ di veleno. […]