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I consumatori europei si battono contro FairPlay

Pubblicato: 26 gen 2007 da Marcello Majonchi

I consumatori europei non riescono proprio a digerire FairPlay, il sistema di protezione dei contenuti acquistati su iTunes Store.
Sempre più associazioni di consumatori del vecchio continente si stanno riunendo per costringere Apple a rivedere le limitazioni imposte sui brani “.m4p”.
Al nocciolo iniziale, costituito da consumatori dei paesi scandinavi, si sono recentemente aggiunte associazioni olandesi, francesi e tedesche, andando a costituire un movimento di una certa importanza numerica.
E Apple non è stata sorda alle rimostranze degli europei: pare che si siano già svolte 2 riunioni tra gli emissari di Cupertino e i delegati dei consumatori. Riunioni nelle quali le due controparti hanno avuto modo di illustrare le proprie ragioni e mettere giù alcune bozze di compromesso.


Le associazioni in lotta con Apple sono forti delle nuove leggi sulla concorrenza in questo specifico campo recentemente introdotte dai governi francese e norvegese, che imporrebbero ad Apple di rendere i brani venduti compatibili con tutti i lettori musicali in commercio, e non solo con iPod.

Da parte sua, Apple è invece sostenuta dalle normative della Comunità Europea, le cue direttive devono obbligatoriamente essere recepite dai paesi membri. Secono quanto stabilito da Bruxelles, infatti, il sistema FairPlay non è in contrasto con le leggi comunitarie sulla concorrenza e, men che meno, per Apple si profilerebbe il reato di abuso di posizione dominante.

L’ombudsman norvegese (equivalente al nostro “difensore civico”) ha recentemente dato ragione alle associazioni di consumatori, dichiarando FairPlay illegale e, da un punto di vista strettamente giuridico, ciò è in perfetta armonia con la legge norvegese.

Il problema di fondo sta nel contrasto tra la normativa comunitaria (come detto competente in materia) e le leggi speciali francesi. Questo ha causato una imbarazzante empasse: da un alto, infatti, si profilerebbero addirittura sanzioni per la Francia, ree di non aver recepito quando stabilito da Bruxelles, dall’altro, tuttavia, il commissario europeo per la concorrenza, l’olandese Neelie Kroes, non ha ancora dichiarato una posizione ufficiale.

Vedremo come andrà a finire…

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dome

    dome

    26 gen 2007 - 12:51 - #1
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    La Norvegia non fa parte dell’Unione Europea.

  • Profilo di Marcello Majonchi

    Marcello Majonchi

    26 gen 2007 - 12:59 - #2
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    @dome
    Ovviamente hai ragione, ho dimenticato di correggere l’ultima parte. provvedo subito.
    grazie.
    M.

  • (gioppo)

    26 gen 2007 - 13:31 - #3
    0 punti
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    ma infatti sembra che le etichette stesse stiano valutando di abbandonare i DRM perchè portano più rogne che altro (e tanto il mercato illegale trova modo di aggirarli e se ne frega)
    anche in Italia sembra che qualcosa si stia muovendo,ho letto qualcosa in proposito su punto informatico. Comunque se continua così Palladium & co. faranno una bella fatica a farsi avanti, non trovate?

  • (Fox82i)

    26 gen 2007 - 14:29 - #4
    0 punti
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    Fin dalla nascita il DRM ha causato molte problematiche… Tant’è vero che finalmente le Major hanno deciso di eliminare questo sistema perchè si sono rese conte che erano in errore!!
    Per Apple la situazione è complicata perchè si trova ad affrontare una questione verso un paese che non è in Comunità Europea.
    Tra le altre Apple ha fatto molti soldini proprio utilizzando questo metodo di “vendita” della musica.
    Sono curioso di vedere come andrà a fine

  • Profilo di Spike13

    Spike13

    26 gen 2007 - 16:08 - #5
    0 punti
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    Bravi bravi!
    Già il nostro (inteso come NON statunitense) iTunes fa ridere rispetto a quello a stelle e striscie (videoclip? serie televisive? film? NIENTE!!!), adesso facciamogli anche lotta per l’unica cosa che c’è, ossia la musica…

  • Profilo di Edge

    Edge

    26 gen 2007 - 16:16 - #6
    0 punti
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    Le associazioni dei consumatori dovrebbero battersi per abbassare i prezzi dei CD! Dove sono quando ce n’è veramente bisogno?!

  • Profilo di Mik

    Mik

    26 gen 2007 - 16:32 - #7
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    ha ragione Spike, se si è contrari ai DRM si uccide la concorrenza del mercato Online più che proteggere i diritti dei consumatori. Infondo FairPlay è molto leggero

  • (andrea)

    26 gen 2007 - 21:18 - #8
    0 punti
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    @Spike
    Ma fai sul serio o scherzi?
    Visto quello che hai scritto probabilmente avrai comperato qualche volta su itunes.. non ti senti preso in giro per aver pagato la musica ma avere delle limitazioni assurde e fuori di senso?

  • (Dave)

    26 gen 2007 - 21:20 - #9
    0 punti
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    Diciamo pure che le associazioni dei consumatori non fanno altro che attaccarsi a problematiche veramente futili. Se si guardassero bene intorno scoprirebbero realtà ben più minacciose per noi consumatori.

  • Profilo di Spike13

    Spike13

    26 gen 2007 - 22:53 - #10
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    @andrea: sì, ho comperato qualche volta su iTunes.
    Novantanove centesimi per una canzone, la posso sentire sull’iMac (collegato allo stereo), sul mio fiammante iPod o metterla su un CD masterizzato.
    Inoltre tutti i cd musicali che ho adesso sono sul mio Mac, e ovviamente sull’iPod.
    Mi guardo intorno e non riesco a vedere delle limitazioni assurde.

    Anzi no, hai ragione, delle limitazioni ci sono: vedo un videoclip su un canale televisivo, vado su iTunes e non lo trovo. Voglio portarmi appresso sull’iPod una puntata di Lost e non posso, vorrei comprare Cars (anche) per il mio lettore multimediale ed è impossibile. Perché? Perché iTunes italiano NON È come l’iTunes USA. Questa è una limitazione assurda e fuori di senso.

  • (lpalli)

    26 gen 2007 - 23:08 - #11
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    I DRM non sono probabilmente la soluzione ideale, ma dubito che le Major li aboliranno a breve termine salvo miracoli. Il vero problema é l’interoperabilità dei DRM.
    Il DRM di Apple FairPlay non é sicuramente il peggiore: permette di masterizzare la musica su CD audio, poi é possibile generare degli MP3 compatibili con qualsiasi lettore. Viene attaccato solo perché non é dato in licenza ne ai produttori di lettori ne ai venditori di musica online? Forse per la posizione sul mercato di Apple?
    Se si attacca Apple bisogna attaccare anche gli altri sistemi (WMA, ATRAC, …)!

  • Profilo di Mik

    Mik

    27 gen 2007 - 01:19 - #12
    0 punti
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    non si possono demonizzare tutti i DRM, FairPlay non evita che vengano effettuate delle copie (anche pirate) dei contenuti protetti, evita solo che le azienda discografiche tengano per se tutto il guadagno della vendita di musica. poi anche i CD audio hanno dei DRM, spesso più osceni di quelli che applica iTunes. Inoltre costano anche molto di più

  • (andrea)

    27 gen 2007 - 13:42 - #13
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    E’ il concetto di per sè che non mi convince: il DRM di apple non funziona sugli altri lettori mp3 (e questo anche per me nonè un problema, perchè l’ipod ce l’ho anch’io, ma l’idea di non poter usare la mia musica su altri lettori mi da fastidio, visto che la musica l’ho pagata). Apple stessa dice: “Masterizzatevi un cd e poi importate i file con itunes per togliere la protezione”. Ma allora che senso ha scusa?!
    E poi, perchè devo aprire ogni volta itunes quando voglio ascoltare la musica che ho comperato? Avrò speso 50 euro su itunes fino ad adesso, ma fin quando non toglieranno queste cose non vedranno più un centesimo..

  • Profilo di Spike13

    Spike13

    27 gen 2007 - 15:00 - #14
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    Una domanda mi pongo: perché il DRM di Apple DOVREBBE funzionare sugli altri lettori mp3?
    Sta succedendo la stessa cosa che succede con i Mac. La Apple è una società che costruisce hardware, e per farli comprare crea del software. Non è una società che vende software e basta.
    Ora: cosa entra in tasca ad Apple? iTunes lo scarichi gratis dal sito. Dalle canzoni comprate sullo store prende alcuni centesimi (non so quanti, ma certo non tutti considerando i discografici). Il fine ultimo della Apple è che ti compri un iPod per sentirle (o vederle, nel caso dei filmati), mica che compri le canzoni.
    Quanto conviene alla Apple che tu (è un “tu” generico) scarichi una canzone da iTunes e poi la passi sullo Zune color marrone?
    Mi spiace dirlo ma la Apple è una società per azioni, non un ente di beneficienza.
    Altra domanda: devi per forza comprare la musica su iTunes? Ci sono delle valide alternative (?) che ti permettono di acquistare musica per gli altri lettori. E anche quelli non dovrebbero essere a pagamento. Allora chi te lo fa fare?
    Nessuno viene obbligato ad acquistare da iTunes. Puoi acquistare musica in un altro store e sentirla con un altro lettore.

    Inoltre la musica l’hai pagata, ma NON È tua. Hai il diritto usufruirne su un dato numero di dispositivi, puoi riprodurla, ma non è tua.

  • (andrea)

    28 gen 2007 - 17:55 - #15
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    Il mio discorso contro il drm di apple si estende a tutti i tipi di drm, non solo a quello della Apple.
    Fa piuttosto ridere invece che tu difenda così tanto Apple e il DRM in generale, quando in tutti i casi quelli che hanno perso fino ad adesso siamo stati noi utenti se ci pensi bene: siamo passati dal CD, e potevamo farci quello che volevamo, a questo DRM..non lo so, fa i conti te!

    PS Spike, cerca di pensare un po’ con la tua testa e non sparare frasi da concept pubblicitario che lo zio Steve ci propina..

  • […] Per questo chiede ai governi e alle associazioni dei consumatori europee (che recentemente hanno intimato ad Apple di aprire FairPlay alla concorrenza) di non far pressione sulla sua azienda, ma direttamente sulle etichette. Visto che, dopotutto, due etichette e mezza, delle grandi quattro, risiedono proprio nel Vecchio Continente. Ecco il testo integrale di questa lunga lettera, tradotto in italiano. Parole da leggere, perché certamente scateneranno un grande dibattito, e mi sembra cosa buona e giusta… […]

  • La Norvegia risponde

    07 feb 2007 - 10:33 - #17
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    Up Down

    […] La lettera aperta di Steve Jobs, comparsa ieri sulle pagine internazionali del sito Apple, ha già suscitato le prime reazioni.Arriva dalla Norvegia, da cui era in un certo modo partito l’attacco a FairPlay, la prima risposta, in un comunicato del Norwegian Consumer Council. […]

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