Bloomberg: "niente nuovi prodotti TV Apple nel 2012"

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Su Bloomberg di oggi si legge che per l'anno in corso Apple sarà impossibilitata a lanciare nuovi prodotti e servizi relativi alla TV. Il problema starebbe tutto nelle crescenti difficoltà incontrate durante le trattative coi produttori di contenuti e i network televisivi tradizionali. Le resistenze da sconfiggere, a quanto pare, sono più solide del previsto.

Sappiamo che a Cupertino stanno pensando da tempo di introdurre una serie di canali televisivi sul proprio set-top Box e forse perfino una iTV con FaceTime, Siri e tutto il resto. Il fatto è che la mela fa paura, e per questo viene tenuta a bada:

Apple è in competizione con colossi del calibro di Google, Microsoft ed Amazon per creare un hub televisivo digitale delle vite delle persone in uno scenario industriale globale che varrà 200 miliardi di dollari nel 2017. Chiunque vincerà dovrà prima portare a casa gli accordi con le media company e le tv via cavo, che tuttavia hanno scarso interesse a cedere le proprie fonti di guadagno. Risultato: Apple non rilascerà alcun nuovo prodotto TV quest'anno, a differenza di quanto predetto da molti analisti.

Lo scontro non avviene soltanto sulla parte software (le tv via cavo ne pretendono il controllo, e figuriamoci se Apple cederebbe su un aspetto tanto importante), ma addirittura sui canali di vendita del set-top box. Da una parte Cupertino vorrebbe poter distribuirli direttamente attraverso i suoi store, dall'altra se ne vorrebbero occupare in esclusiva le società partner.

Peccato, perché a quanto sembra il prodotto in cantiere ha tutte le carte in regola per conquistare gli utenti:

Sin dalla metà dalla scorsa decade, gli ingegneri Apple sono al lavoro su un prodotto più avanzato che consente agli spettatori di trovare gli show e i film più velocemente, fondendo assieme sia materiale registrato che live [...]. Sarebbe in grado di suggerire i contenuti in base agli interessi, e si integrerebbe perfettamente col resto dei dispositivi Apple. Un iPhone o un iPad costituirebbero un perfetto controllo remoto.

È almeno dal 2007 che le negoziazioni vanno avanti, eppure di frutti se ne sono visti pochi: il rischio, infatti, è che dopo la musica, Apple finisca per controllare di fatto anche il mercato dell'on-demand e delle WebTV. Per questa ragione, è normale che i content provider tentino di tutelare il loro asset più grande; è seccante, tuttavia, che tali potenzialità restino sopite solo per la loro smaccata incapacità di fare innovazione.

Photo | GadgetyNews

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