DigiTimes: via un modulo di retroilluminazione LED da iPad

Per quanto concerne l'iPad di terza generazione, pare che in assenza d'una produzione di display IGZO degna di questo nome, Apple sia stata costretta ad optare per il piano B, e forse in questo c'è del vero. Secondo DigiTimes, infatti, a Cupertino starebbero approntando una revisione del modello attualmente in commercio, ma più sottile e soprattutto meno prona al surriscaldamento.

Ne parlavamo giustappunto ieri su Twitter; alcuni lettori sottolineano quanto riesca ad arroventarsi il nuovo iPad semplicemente impostandolo ad una retroilluminazione superiore al 70%. Apple è stata veloce nel respingere al mittente le accuse, ma le immagini termografiche non mentono: l'ultimo modello di tablet con la mela scalda molto di più del predecessore.

Ecco perché si vocifera da tempo di una revisione hardware in arrivo, o almeno così scrive DigiTimes:

Apple sta apportando modifiche al modulo di retroilluminazione del nuovo iPad utilizzando una sola struttura LED come nell'iPad di seconda generazione piuttosto che due, come nel modello attuale. [...]
I LED extra, a quanto si legge, stanno portando problemi di surriscaldamento, e un loro eventuale dimezzamento potrebbe aiutare a risolvere il difetto, dato che il surriscaldamento dipende dal maggior numero di LED disponibili e dalla maggiore quantità di corrente necessaria ad alimentarli.

Curiosamente, le fonti affermano anche che una modifica simile non renderebbe meno chiara o luminosa l'immagine; ma se così fosse, allora non si capisce per quale ragione Apple abbia deciso di implementare una caratteristica hardware virtualmente inutile.

Può darsi che, con l'occasione, si passi ai famigerati pannelli IGZO, ma in tutta onestà una strategia simile non sembra corretta, né percorribile. Chi ha già comprato l'iPad resterebbe profondamente amareggiato, senza contare che ciò cozzerebbe con lo stile della mela. Poi, per carità, tutto può essere: e d'altro canto, non sarebbe neppure la prima cantonata che prendono quelli di DigiTimes.

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