Apple accusata di monopolio su App Store: rischia la Corte Suprema

Per i legali della mela si prospetta il rischio di una causa alla Corte Suprema. L'accusa è di pratiche monopolistiche su App Store, e in ballo c'è il futuro di iOS.

Nubi scure si addensano all'orizzonte di Cupertino. La Corte Suprema USA sembra infatti incline ad accettare una proposta di Class Action contro Apple, accusata di aver avviato illegalmente un monopolio di fatto su App Store.

Dopo aver ascoltato gli argomenti della parte querelante, infatti, la causa è stata ritenuta valida e potrà proseguire l'iter verso la più alta corte federale degli Stati Uniti. E se Apple dovesse perdere, l'App Store come lo conosciamo cambierebbe per sempre.

Secondo l'accusa, Apple avrebbe violato le leggi federali antitrust monopolizzando la procedura di installazione delle app su iPhone. Inoltre, il 30% delle commissioni praticate dalla mela agli sviluppatori costituirebbero un danno per i consumatori introducendo costi aggiuntivi poi ricadono sull'utente, al momento dell'acquisto dell'app.

Al di là del riconoscimento dei danni, comunque, la volontà esplicitata è di costringere Apple ad aprire alla possibilità di store alternativi e concorrenti, così da abbassare i costi generali; cosa che sicuramente produrrebbe effetti calmieranti sui prezzi, ma che al contempo minerebbe la sicurezza di iOS.

Per ora siamo solo all'udienza dibattimentale di apertura, in cui vengono ascoltate le motivazioni generali delle due parti. La sentenza è attesa per giugno 2019, ma il dibattito pubblico è già partito: in ballo ci sono complesse contropartite che avranno effetti anche qui da noi, e che potrebbero cambiare per sempre il futuro di iOS.

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