Addio a Stephen Hawking: quando ammoniva sui pericoli di Siri

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Il contributo di Saverio Cecca in memoria di Stephen Hawking

Stephen Hawking, il celebre astrofisico che propose la "Teoria del Tutto," è morto all'età di 76 anni. Melablog lo ricorda per i moniti contro i pericoli degli assistenti digitali come Siri.

È un esempio di caparbietà e impegno, e la prova empirica della supremazia della mente sul corpo. Malato sin dall'età di 21 anni di SLA, una condizione cronica che porta ad un lento ma ineluttabile declino delle funzioni biologiche, Hawking ha continuato dedicare la propria esistenza alla studio sulle meraviglie del cosmo e alla divulgazione scientifica. Il suo contributo sui buchi neri è noto a tutti.

In uno degli ultimi interventi pubblici, a novembre 2018 presso la conferenza di tecnologia Web Summit di Lisbona, l'astrofisico ha messo in guardia sui rischi che derivano dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Siri, Alexa, Cortana e Google Now rivoluzioneranno per sempre l'umanità con cambiamenti che soltanto ora iniziano a diventare evidenti; se però, in ultima analisi, sarà un cambiamento positivo o negativo, lo scopriremo solo vivendo. Occorre restare vigili.

“Il successo nel creare un'intelligenza artificiale efficace potrebbe rappresentare il più grosso evento nella storia della nostra intera civiltà. O il peggiore. Semplicemente, non lo sappiamo ancora.”

Già, perché dietro ai motti di spirito di Siri o alle previsioni meteo di Alexa, c'è una "Intelligenza artificiale che potrebbe sviluppare una volontà tutta sua, una volontà in conflitto con la nostra e che potrebbe distruggerci. In breve, la nascita di una potente Intelligenza Artificiale potrebbe essere la cosa migliore che possa capitare all'umanità. O la peggiore."

Già oggi, computer, reti neurali artificiali e robot rimpiazzano l'uomo per svolgere determinati compiti, di solito quelli più ripetitivi o meccanici. Secondo l'astrofisico, potrebbe arrivare il giorno in cui questi schiavi elettronici si ribelleranno a noi, duplicando e riparando se stessi come nei film distopici di fantascienza.

Ma non tutto è ancora perduto. Se sapremo assecondare il cambiamento e indirizzarlo verso il bene comune, questi avanzamenti tecnologici potrebbero mettere fine a malattie e povertà, e perfino annullare i danni ecologici inferti al pianeta. Dobbiamo essere ottimisti, ma senza facili illusioni: un'intelligenza artificiale sufficientemente evoluta può sostituire un agricoltore, ma può anche trasformarsi in una "potente arma autonoma" o in un "nuovo modo di opprimere le masse."

Sempreché il mondo esista ancora, per allora. A dire di Hawking, infatti, la Terra è destinata a diventare una "palla di fuoco" tra 600 anni, se non modificheremo le nostre politiche su sovrappopolazione e consumi energetici. Siete stati avvisati.

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