Vecchi iPhone rallentati: Apple citata a giudizio con un'azione collettiva

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A seguito delle recenti rivelazioni riguardo alla pratica con cui Apple rallenta di proposito i vecchi iPhone per preservare la batteria l'azienda di Cupertino ha ricevuto la prima querela e si troverà ad affrontare una cosiddetta “class action”.

Sulla scia delle recenti accuse ricevute da Apple sembra stia per arrivare una bufera non solo mediatica ma anche giuridica. La società stessa, non molte ore fa, ha confermato le ipotesi sollevate da vari individui ed entità: con gli aggiornamenti software Apple ha preso l'abitudine ad introdurre alcuni limiti che riducono le prestazioni dei dispositivi più attempati, come iPhone 6 e 6s, con lo scopo di preservare la stabilità dell'esperienza utente quando la batteria agli ioni di litio comincia a dare segni di cedimento. La limitazione non si ferma ai modelli più vecchi ma, a quanto pare, raggiunge anche iPhone 7, lanciato poco più di un anno fa.

Dopo l'ammissione della discutibile pratica arriva ovviamente la prima querela. L'opera è del querelante Stefan Bodganovich, possessore di iPhone 7, che chiede un risarcimento ai clienti colpiti dalla decisione di Apple, adottata senza interrogare o nemmeno informare gli utenti, nonché la cessazione della pratica stessa.

Attualmente l'opinione del pubblico sembrerebbe essere in parte contraria o per lo meno scettica riguardo alle pratiche di limitazione ma non ci sono ancora abbastanza dettagli per capire dove potrebbe portare una simile azione collettiva.

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