Apple Glasses, arrivano nel 2020 con sistema operativo rOS

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Aggiornamento dell'11 marzo 2019

Esattamente come vaticinava Bloomberg un paio di anni fa, il solitamente ben informato Ming-Chi Kuo conferma i rumors sugli occhiali smart a Realtà Aumentata di Cupertino. E rilancia: arriveranno nel 2020 e saranno basati su uno speciale sistema operativo, chiamato "rOS" cioè "reality operating system."

"Esattamente come tvOS fa funzionare Apple TV, macOS gira su Mac e watchOS sugli Apple Watch," scriveva la testata nel 2017, "'rOS' farà funzionare gli occhiali Apple. Geoff Stahl, ex software manager giochi e grafica di Apple, è uno dei responsabili del gruppo software rOS." Gruppo segreto chiamato col nome in codice T288, che poi è lo stesso cui dobbiamo ARKit.

La scaletta di sviluppo definita dal management è "molto aggressiva" e potrebbe rivelarsi semplicemente troppo audace per questo prodotto; anche perché per quanto ne sappiamo non è stata ancora definita neppure la modalità di interazione utente-occhiali. Si parla di un insieme di display touch, comandi vocali e gesti della testa, e nuovi prototipi vengono sfornati a cadenza ciclica:

Gli ingegneri stanno ragionando su una serie di applicazioni, dalle mappe alla messaggistica, fino alle feature più avanzate inclusi i meeting in stanze virtuali e la riproduzione video a 360'. La società aveva discusso la possibilità di abbinare una versione speciale di App Store per scaricare contenuti, esattamente come avviene su iPhone, Watch, Apple TV e Mac.

Tuttavia mentre Apple sviluppa hardware proprietario, basato per lo più su Oculus Gear VR in abbinamento a iPhone e ad altro hardware, il software viene testato su dispositivi HTC Vive. Se e quando verrà trovata la giusta combinazione di hardware, software e "applicazioni insostituibili," il prodotto inizierà la sua scalata verso l'Apple Store: e ciò non avverrà comunque prima del 2020.

L'aspetto più interessante, tuttavia, è che almeno nella fase iniziale non verranno commercializzati come prodotti indipendenti come si vociferava tempo addietro: saranno lanciati piuttosto come un dispositivo-companion, un accessorio di iPhone. Ciò consentirà di alleggerire il peso e i costi di produzione dell'hardware per gli occhiali, includendo il resto dell'hardware necessario sullo smartphone.

E se non possiamo ancora anticiparvi quando verranno lanciati con precisione, siamo però in grado di dire che la produzione di massa potrebbe partire già entro la fine dell'anno, o al massimo all'inizio del prossimo. La rivoluzione della Realtà Virtuale di Apple sta per arrivare. Tutti pronti?


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Sembravano averci messo una pietra su, a Cupertino, e invece no. Riecco che si torna a parlare di iGlasses, gli occhiali a Realtà Aumentata di Apple.

Stando a quanto riportato dal Nikkei Asian Review, Catcher Technology -un partner chiave di Apple con sede a Taiwan- oltre ai componenti per iPhone, iPad e Mac, avrebbe iniziato a produrne anche per occhiali smart.

Ovviamente, bocche cucite sul committente che, in teoria, potrebbe essere altro rispetto ad Apple, ma il dubbio è legittimo:

"Basandoci su quel che abbiamo appreso, [i nuovi occhiali smart] dovrebbero essere belli da vedere e leggeri da indossare [...] ciò rende la montatura di un simile dispositivo molto difficile da produrre, e ci sono ancora parecchie sfide da risolvere attualmente," ha rivelato il presidente di Catcher Allen Horng davanti la platea di analisti in occasione della conferenza sugli ultimi dati fiscali."

Sappiamo che Apple sta esplorando la possibilità di creare occhiali digitali in grado di connettersi ad iPhone e "mostrare immagini e altre informazioni direttamente nel campo visivo dell'utente" e di sicuro esiste più di un prototipo in circolazione, altrimenti come spiegare i misteriosi incidenti alla vista capitati di recente al Campus?

Tim Cook, poi, a riguardo è stato lapidario e eccezionalmente ciarliero: "non esiste ancora una tecnologia tale," ha dichiarato, "che ci consenta di farlo con qualità. La tecnologia richiesta per il display, e tutta l'attrezzatura che occorrerebbe mettersi attorno al viso rappresenta una sfida gigantesca in questo senso. Il campo di visione, la qualità del display stesso, semplicemente non sono ancora all'altezza." Il che però non significa certamente che non continuino a provarci; ecco perché, checché ne dica l'iCEO, siamo certi che il capitolo iGlasses sia tutt'altro che chiuso.

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