Multa UE da 13 Miliardi, Apple non rispetta la scadenza di pagamento

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Aggiornamento del 1 febbraio 2017

La multa da 13 miliardi di Euro comminata dalla Unione Europea ad Apple non è stata onorata secondo termini previsti. La scadenza da rispettare, infatti, era il 3 gennaio.

Margarethe Vestager -la commissaria UE che ha messo sotto il microscopio Apple assieme ad altre multinazionali come Google, Starbucks, McDonald e Amazon- ammette la necessità della prudenza; si tratta di cifre molto elevate, spiega, "ovviamente bisogna capire bene come agire." Ma sulla questione non ha dubbi: "le indagini della Commissione hanno rilevato l'offerta di illeciti vantaggi fiscali ad Apple da parte dell'Irlanda, che le ha consentito di pagare parecchie meno tasse rispetto alle altre società per un lungo periodo di tempo. [...] Gli stati membri non possono elargire vantaggi sulla tassazione a specifiche società. Ciò è illegale in Unione Europea."

Apple, dal canto suo, garantisce di non aver mai chiesto né ottenuto accordi speciali o agevolazioni, sebbene secondo i calcoli dell'Unione nel 2014 non abbia superato lo 0,5% di aliquota. Praticamente, un regalo; Tim Cook ha liquidato la faccenda come una "totale schifezza politica."

Multa UE da 13 miliardi di Euro: Apple annuncia l'appello


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L'Antitrust Europeo non ha dubbi: Apple deve restituire all'Irlanda 13 miliardi di Euro di imposte non versate. E mentre Cupertino annuncia il ricorso alla Corte di Giustizia, Dublino accusa Bruxelles di "interferenza indebita."

Secondo la ricostruzione della UE, Apple ha goduto di privilegi fiscali non dovuti accordandosi direttamente col governo irlandese, il che ha prodotto un disequilibrio di mercato, danneggiando le altre società dell'Unione.

Tim Cook sostiene che i conteggi fatti dall'Antitrust abbiano creato "falsi numeri" e ha liquidato l'intera vicenda come "robaccia politica." Scrive il Fatto Quotidiano:

Il governo guidato dal conservatore Enda Kenny ha pubblicato un documento in cui presenta i punti chiave del ricorso: erronea interpretazione del funzionamento del diritto fiscale irlandese e indebita interferenza negli affari interni. [...] Nel testo, di 130 pagine, si elencano nel dettaglio le motivazioni della decisione che non ha precedenti, come somma da recuperare, nella storia dell’antitrust Ue. [...] Grazie a due tax ruling, cioè accordi fiscali ad hoc tra autorità e aziende, stipulati nel 1991 e 2007, la Apple ha evaso sistematicamente tasse che avrebbe dovuto pagare su tutti i profitti generati sulle vendite in Ue e anche in Africa e Medio Oriente.

Lo schema è sempre il solito, e consiste nel registrare a Dublino tutte le vendite fatte in Medio Oriente, Europa e Africa, dove vigeva un'aliquota agevolata e molto inferiore al 12,5% previsto. In cambio, veniva garantito il mantenimento dell'occupazione locale: solo a Cork, Apple dà lavoro a più 5.000 impiegati.

Luca Maestri, parlando della linea difensiva della società, spiega che in questo caso si voluto spremere il limone, che è pure bello succoso “Apple non è un’anomalia in nessun senso che possa contare per la legge: è un bersaglio conveniente perché genera un sacco di titoli."

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