Tim Cook incoraggia i dipendenti a rimanere uniti dopo le elezioni presidenziali

Le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti sembrano essere riuscite a toccare molto profondamente tanto i cittadini americani quanto quelli nel resto del globo. Una dèbacle per entrambi i partiti – soprattutto quello democratico – la campagna elettorale ha diviso l'opinione pubblica in modo piuttosto radicale, generando una retorica spesso circolare ed avvilente.

Nel giorno successivo alla contesa Tim Cook si rivolge ai propri dipendenti in una mail interna, ottenuta e pubblicata da BuzzFeed. Nella memo il CEO di Apple si esprime in tono rassicurante, invitando gli addetti ai lavori della società a mantenere un fronte unito e guardare al futuro, indipendentemente dall'esito delle elezioni, citando per giunta Martin Luther King Jr.


Abbiamo un team di dipendenti davvero variegato che include sostenitori di ciascuno dei due candidati. Indipendentemente da quale candidato ciascuno di noi ha appoggiato come individuo, l'unico modo per andare avanti e di farlo assieme. Ricordo una frase detta da M. L. King Jr. 50 anni fa: “Se non puoi volare allora corri, se non puoi correre allora cammina, se non puoi camminare allora arranca ma qualsiasi cosa tu faccia devi continuare ad andare avanti”. Questo consiglio è senza tempo ed un promemoria che compiamo grandi opere e miglioriamo il mondo solo muovendoci avanti.

Come ha fatto notare il presidente uscente Obama, il mondo non finirà ed il sole continuerà a sorgere.

In quanto corporation di altissimo profilo, partecipe nell'opinione pubblica e promotrice di diversità e progresso, Apple non è affatto rimasta intoccata nel corso della campagna elettorale. Nella sua lettera Cook non fa riferimenti diretti a Trump, ma non c'è bisogno di cercare molto indietro nel tempo per ricordare le pesanti critiche rivolte dal presidente repubblicano alla società di Cupertino o le richieste di boicottare l'azienda nel corso della complessa diatriba sullo smartphone della sparatoria di San Bernardino.

Il programma di Trump, comunque, non è affatto privo di punti a favore per aziende come Apple (tasse più basse sul rimpatrio dei capitali per esempio) ma la società ed il candidato repubblicano si sono trovati in forte disaccordo su alcuni temi fondamentali.

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