iPhone SE, rincari ingiustificati sui prezzi fuori dagli USA

È il solito balletto che si ripete ad ogni nuovo lancio di prodotto. A casa sua, Apple pratica dei prezzi, e al di fuori dagli USA sono sempre un po' più esosi; e l'Italia come al solito è la più cara della zona Euro.

Negli USA, iPhone SE parte da 399$ per la versione da 16GB senza vincoli contrattuali; a questo occorre aggiungere le tasse, che variano di Stato in Stato, ma che talvolta sono davvero bassissime. Quindi, in alcuni casi, ce la si cava con meno di 400€ effettivi.

In Australia, si parte invece da 679$; a conti fatti, tolte la GST e le tasse locali, e al netto della conversione valutaria, Apple si intasca qualcosa come 62$ in più rispetto all'equivalente statunitense. Stessa cosa in Canada: i 579$ dell'entry level sono comprensivi di tasse come da noi, ma col modello da 64GB -calcola MacRumors- Apple applica un sovrapprezzo di circa 55$ canadesi.

Nel Regno Unito, aggiunte VAT e conversione, gli utenti sborsano comunque un 20-25 Sterline in più, ma è nella zona Euro che le cose vanno peggio. La Germania ha una tassazione IVA del 19% e lì l'iPhone SE costa 489€; In Francia, la TVA è al 20%, eppure l'iPhone costa sempre 489€, prezzo in cui è contemplato l'odioso balzello per la copia privata e che in teoria dovrebbe essere più caro che da noi. In Spagna, poi, la tassazione è addirittura al 21%, eppure l'iPhone costa sempre 489€; in Italia, con IVA al 22% e 4€ di copia privata (tariffario giugno 2014) la batosta è da 509€, il prezzo più esoso di tutti.

E allora facciamo due conti. Ad oggi, 399$ corrispondono a 357€, cui si aggiungono i 96€ di IVA e oneri indicati da Apple, e distribuiti così: il 22% di IVA, più la copia privata (che come detto dovrebbe ammontare a 4€ per un dispositivo da 16GB), più il contributo per il riciclo: totale 453€ circa. Ma il telefono costa 56€ in più.

Per carità, probabilmente ci sono altri fattori che ci sfuggono, tipo spese d'importazione, dazi, costi di licenza e chissà quali altre voci, senza contare che Apple ha il diritto di tutelarsi da eventuali fluttuazioni valutarie; ma resta comunque l'impressione che i prezzi italiani siano un po' gonfiati, soprattutto se confrontati con gli omologhi dei paesi vicini. E questo avviene anche con iPad Pro e tutti gli altri prodotti con la mela.

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