iPhone 6s, ordini ai fornitori in diminuzione per calo delle vendite

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Apple ha rallentato la produzione di iPhone 6s e 6s Plus, per fronteggiare un calo nelle vendite dei dispositivi. È il succo di un report pubblicato dal Wall Street Journal, all'interno del quale si parla anche della reazione forzata da parte dei fornitori cinesi a licenziare personale. Foxconn, tra i partner più importanti per Apple in Cina, avrebbe già ricevuto circa 12 milioni di aiuti da parte del governo locale per limitare le perdite di staff.

In realtà, la tesi di Foxconn è diversa: si parla infatti di un incentivo dato dalla città di Zhengzhou come "riconoscimento del contributo della nostra società per mantenere la nostra forza lavoro significativa presso lo stabilimento", ma da parte della città stessa arrivano indicazioni sugli 81,9 milioni di yuan forniti come sussidio contro la disoccupazione della forza lavoro. Apple, dal canto suo, continua a mantenere la politica del no comment sulle voci di corridoio e sulle previsioni, ma Nikkei Asian Review parla di per l'azienda di Cupertino di un certo quantitativo di dispositivi invenduti in mercati differenti.

Da qui sarebbe dunque arrivata la decisione di Apple di rallentare la produzione di iPhone 6s e 6s Plus, nonostante l'intenzione iniziale fosse quella di mantenere inalterata la quantità di iPhone 6 avuta tra fine 2014 e inizio 2015. Anche Wall Street sembra avere annusato le presunte difficoltà da parte di Apple: dal picco di 132 dollari per azione raggiunto a metà luglio, attualmente il valore dei titoli AAPL sembra in picchiata verso la soglia psicologica dei 100$.

Via | Theverge.com

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