Apple, Foxconn unite per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica


Sulle oltraggiose condizioni di lavoro degli operai negli impianti della Foxconn ci siamo soffermati in diverse occasioni e ogni volta, tranne qualcherara eccezione, c'era mediamente di che gridare allo scandalo. La buona notizia è che Apple non si sta impegnando solo a chiacchiere: pagherà di tasca propria parte delle spese sostenute da Foxconn per rendere più sicuro e piacevole il posto di lavoro.

Vista l'attenzione catalizzata dai media sulla faccenda, e la scalfittura sul buon nome della mela, non sorprende che a Cupertino stiano tentando di migliorare la percezione del proprio operato nell'opinione pubblica. La notizia l'ha data direttamente il CEO di Foxconn Terry Gou durante una cerimonia presso il quartier generale di Shanghai:

Abbiamo scoperto che questo [ovvero il miglioramento delle condizioni nelle fabbriche, n.d.T.] non rappresenta un costo. È semmai un vantaggio competitivo. Credo che anche Apple lo veda come una punto di forza, e per questa dividerà con noi i costi iniziali.

Nulla tuttavia è trapelato sulla percentuale di condivisione dei costi (fifty-fifty?), né sulla quantità di denaro che verrà effettivamente profusa nella causa. Di sicuro, gli sforzi iniziano a consolidarsi finalmente in qualcosa di abbastanza tangibile: risale allo scorso febbraio un aumento medio della paga degli operai compreso tra il 16% e il 25%, e solo un paio di mesi fa sono state annunciate decine di migliaia di nuove assunzioni per far fronte alle maggiori quantità di lavoro e ridurre gli straordinari semiobbligatori. Ciò tuttavia non è arrivato a costo zero come chiosa Gou; secondo gli analisti, infatti, i risultati dell'ultimo trimestre fiscali di Hon Hai Precision si sono assestati nettamente al di sotto delle aspettative proprio a causa della crescita salariale.

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