Soneira: per il nuovo iPad Apple ha scelto il piano B


Se vi siete domandati come mai dal sottilissimo iPad 2 siamo passati ad un dispositivo di terza generazione più avanzato ma lievemente più spesso e pesante, sappiate che non siete soli. Anzi, a dire del CEO di DisplayMate Raymond Soneira, la ragione è molto semplice: per produrre il nuovo iPad, Apple avrebbe optato per il piano B; i piani iniziali, infatti, prevedevano l'uso di display supersottili equipaggiati con la tecnologia IGZO di Sharp.

Da principio, spiega Soneira, le previsioni erano ben diverse:

Il piano era di usare la nuova tecnologia chiamata IGZO di Sharp che, con la sua superiore mobilità elettronica avrebbe permesso di creare transistor molto più piccoli ed elementi di circuito molto meno voluminosi.

In altre parole, una componentistica mediamente più piccola e leggera avrebbe richiesto anche una minor quantità di retroilluminazione; ciò si sarebbe tradotto direttamente in un assemblato nettamente meno spesso rispetto alla precedente generazione:

Che l'iPad 3 rappresenti un piano B è certo. Hanno spinto il silicio amorfo al più alto grado di densità di pixel per pollici mai visto. Ma la quantità di luce che fuori esce non è sufficiente. Per questa ragione hanno dovuto raddoppiare i LED e hanno dovuto anche installare una batteria col 70% di capacità in più.

Senonché, Sharp non era ancora pronta coi pannelli, e quindi a Cupertino hanno dovuto ripiegare su tecnologie meno avveniristiche. Peccato, perché sembra che Sharp abbia inaugurato la produzione dei display IGZO proprio in questi giorni, da destinare alle smart HDTV di futura generazione, compresa la iTV che per JP Morgan non vedremo prima del 2014. Quando si dice il destino beffardo.

Photo | CNet

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