Apple: autorizzazione obbligatoria per l'accesso alla Rubrica


Dopo la gaffe sull'accesso indiscriminato alle informazioni personali da parte delle app ufficiali, Apple ha affermato che presto sarà necessario fornire un esplicito consenso perché ciò avvenga. E ai sofisticati controlli per regolamentare le risorse di geolocalizzazione ora se ne aggiungeranno di simili per Contatti, calendari e tutto il resto.

La vicenda ha inizio con la scoperta che un numero incredibilmente alto di app approvate da Cupertino invia dati sensibili in giro per il Web senza chiedere prima l'autorizzazione all'utente. Numeri da far spavento: tra i titoli gratuiti dello store, uno su cinque esegue l'upload delle informazioni personali, e tra questi contiamo celebrità del calibro di Path e Foursquare; il 21% di tutte le app, invece, invia agli sviluppatori lo Unique Device Identifier del dispositivo senza una formale autorizzazione.

Una situazione che ha allarmato -nell'ordine- il Web, gli utenti e perfino il governo degli Stati Uniti. Due membri del congresso, infatti, avrebbero scritto a Cook una lunga missiva in cui hanno spiegato tutta la loro preoccupazione sull'intera vicenda, chiedendo tempestivi chiarimenti:

Questo incidente solleva la questione della policy degli sviluppatori di app per Apple iOS, che potrebbe risultare inadeguata a proteggere le informazioni degli utenti iPhone e dei loro contatti.[...] Quante app iOS nell'iTunes Store USA trasmettono informazioni dalla Rubrica? Quante di queste chiedono l'autorizzazione all'utente prima di inviarle online?

E tanto è bastato perché a Cupertino capitolassero. Il portavoce di Apple Tom Neumayr ha quindi dichiarato:

Le app che raccolgono o trasmettono i dati degli utenti senza la loro autorizzazione preventiva violano le nostre linee guida. Stiamo lavorando per migliorare questo aspetto per i nostri clienti, e non dissimilmente ai servizi di localizzazione, qualunque app che desideri accedere ai contatti dovrà prima richiedere un'approvazione specifica da parte dell'utente nelle future release del software.

Meglio tardi che mai, perché diciamoci la verità: si tratta di qualcosa che andava fatta molto tempo fa, tanto più che la modifica non richiedeva grossi sforzi concettuali o di sviluppo. A onor del vero Apple è sempre stata molto attenta al rispetto della privacy, ed è probabile che l'omissione sia stata voluta per non appesantire troppo l'esperienza d'uso su iOS con troppe domande all'avvio di ogni nuova applicazione. In ogni caso, ben venga la novità.

Photo | Mashable

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