Apple accusata di eludere la "Tassa sul copyright" francese


La Copie France -l'equivalente della SIAE nostrana- ha sporto denuncia contro Apple, accusandola di aver eluso il cosiddetto "equo compenso", ovvero quell'odiosa forma di tassazione che qui da noi grava preventivamente su pellicole fotografiche, musicassette, VHS, CD, DVD, HD DVD, Blu ray, masterizzatori, hard disk, pendrive, schede di memoria, personal computer, decoder, lettori MP3, telefoni cellulari e chi più ne a più ne metta partendo dall'assunto che tutti prima o poi useranno tali supporti e dispositivi per piratare. Anche se nel DVD ci finiscono la settimana bianca o il matrimonio degli amici. E sebbene sia stata abolita nel 2012, c'è ancora un contenzioso aperto per 4,74 milioni di Euro.

In diversi paesi europei come Regno Unito e Irlanda non è mai esistito, mentre in altri come la Spagna è stato bellamente abolito in seguito alle vibrate proteste degli utenti. Quello per la copia privata è decisamente un contributo che sta sul groppone a molti, tra utenti e produttori, e non è un caso che l'implementazione d'oltralpe -estremamente simile alla disciplina nostrana- sia stata considerata illegittima il 17 giugno 2011 da una sentenza del Consiglio di Stato francese che ha così accolto la domanda avanzata da Sony-Ericsson, Packard Bell, Nokia, Motorola, Canal + e molti altri.

In particolare, Apple avrebbe aumentato di 9 Euro il costo di ogni iPad da 64 GB nel febbraio dello scorso anno proprio per venire incontro all'introduzione del contrastato balzello, ma -almeno a dire dell'accusa- avrebbe poi schivato toutcourt il versamento nelle casse della Copie France. Considerando che le stime parlano di mezzo milione di iPad commercializzati nel periodo di validità della tassa, il conto è presto fatto: 4,74 milioni di Euro e una bella disputa legale nel Tribunale di Nanterre.

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