
Al discorso sullo stato dell’Unione, tenuto ogni anno dal Presidente degli Stati Uniti di fronte al Congresso, Obama ha fatto molti riferimenti al mondo della tecnologia come mezzo d’eccellenza per uscire dalla crisi e aiutare il paese intero. Ed ecco perché, a suo modo di vedere, è fondamentale che il paese creda in ogni singolo cittadino e gli fornisca tutti gli strumenti necessari per diventare “il prossimo Steve Jobs.”
Che ci sarebbe stato quanto meno un accenno a Jobs era abbastanza scontato, visto che nella lista degli invitati al discorso figurava anche Laurene Powell, cui era sposato. L’industria high tech può e deve risollevare l’economia degli Stati Uniti, ed è proprio parlando di futuro, innovazione ed equità che Obama ricorda l’iCEO scomparso:
Vedete, un’economia costruita per durare deve incoraggiare il talento e l’ingegno di ogni persona in questo paese. Ciò significa che le donne dovrebbero guadagnare quanto gli uomini per il medesimo lavoro. Significa che dovremmo supportare tutti coloro i quali desiderano lavorare, tutti quelli che si fanno carico dei rischi, e soprattutto tutti gli imprenditori che aspirano a diventare il prossimo Steve Jobs.
E con numeri come quelli annunciati alla presentazione dei più recenti risultati fiscali, c’è davvero da sperare che di società simili ne nascano ancora molte. La bontà del futuro, sembra dire Obama, dipenderà anche dalla quantità d’investimenti rivolti all’innovazione; peccato che, come velenosamente sottolinea qualcuno, al di là delle venerazione dell’idea di Jobs ci sia poi un imprenditore che ha delocalizzato selvaggiamente gran parte della produzione al di fuori dei confini patrii. Apple dipende morbosamente dalla flessibilità di paesi come la Cina: ma questo, a quanto pare, è un altro discorso.
Andrea0000
25 gen 2012 - 12:08 - #1futuro,innovazione ed equità…certo, le parole più abusate del mondo dietro cui le multinazionali si nascondono…c’è molto futuro nei prodotti design for dump, fatti in cina da aziende i soldi per l’innovazione sono l’1% delle spese per il marketing..la marionetta Obama invece che sparare sentenze farebbe meglio a eliminare le “sue” società di rating e a ritirare le sue truppe che “esportano democrazia” guarda caso in tutti i paesi che possiedono petrolio.
seamaster
25 gen 2012 - 12:33 - #2Il lavoro va in Cina ed i profitti negli USA: socialmente parlando, non mi sembra un gran bell’ esempio.
gluse
25 gen 2012 - 12:44 - #3l’ingenuità? davvero?
misano
25 gen 2012 - 12:51 - #4I discorsi dei politici …
dobbiamo dare la possibilità a tutti di diventare il prossimo Steve Jobs.
Dobbiamo evitare che il 10% della popolazione accumuli il 90% della ricchezza.
Poi la Apple dichiara di aver 100 miliardi di dollari di liquidità !!!
Iagoxx
25 gen 2012 - 12:56 - #5Già.. Vogliono incentivare l’ingenuità? Mandiamogli Wanna Marchi!
Ma un pò di inglese su questo blog no? Mica si parla di spaghetti in fondo..
Enrico (Tecnico Certificato Apple)
25 gen 2012 - 13:47 - #6Dando per presupposto che la manodopera americana lavora male quanto quella cinese, mi chiedevo per quale motivo un’azienda senta la necessità di spostare fuori dai propri confini nazionali la produzione, affrontando le polemiche dovute alle diverse normative giuslavoristiche (cioè la situazione che in occidente viene definita “sfruttamento dei minori e dei lavoratori in generale”, ma in Cina è la normale prassi).
Non solo in America c’è abbondanza di manodopera, ma sebbene le condizioni di lavoro per la bassa manovalanza siano comunque meno che idilliache, esiste un minimo di controllo governativo.
La risposta, solitamente, è che la Cina, stante l’assenza di limiti all’orario di lavoro ed all’età dei lavoratori (e la corruzione diffusa che permette di superare anche i pochi limiti imposti), permette guadagni molto superiori.
Ma con 80 miliardi di liquidità, ci si chiede per quale motivo Apple non riporti gradualmente la produzione nei paesi colpiti dalla crisi (America, Irlanda) piuttosto che concentrarsi sui cosiddetti “paesi emergenti”: Cina, Brasile, che peraltro non solo sono già emersi, ma stanno sotterrando gli occidentali, quei poveri illusi che considerano le nuove potenze “terzo mondo”.
Dovremmo svegliarci tutti e prendere esempio dal Brasile, dove Apple prima o poi dovrà spostare parte della produzione. Il Brasile, per politiche protezionistiche, “ammazza” i prodotti fatti all’estero con tasse di importazione mostruose, quindi chi vuole vendere in quel mercato deve produrre lì. Mica scemi…
almostdust
25 gen 2012 - 14:26 - #7Molti che scrivono non sanno nulla della Cina , in Cina è normale lavorare ad ogni ora, se pagati i cinesi si muovono a qualsiasi ora e giorno , in Cina se devi rifare le chiavi alle 2 del mattino del sabato trovi subito quello che lo fa!!! In Cina esiste tutta un altra cultura, indipendentemente da Apple e le multinazionali , ma voi che probabilmente non avete mai visitato o lavorato in cina potete capire, gli stipendi crescono in media del 20% al anno, in Cina non esiste il bello o il brutto, ma quello che fa fare soldi e quello che non lo fa, evitate di giudicare un continente che non conoscete
Versus
25 gen 2012 - 14:40 - #8Sergio Marchionne !!
xEAGLEx
25 gen 2012 - 15:13 - #9@almostdust
Il mercato del lavoro cinese ha regole diverse da quelle del modo occidentale. L’assenza di restrizioni (lavoro minorile) e tutele (sindacati, ecc) permettono costi di produzione molto minori, e per questo motivo molte aziende spostano la produzione in Cina. Ma per lo stesso motivo le organizzazioni dei lavoratori occidentali considerano sleale la concorrenza cinese. Ed in effetti sono capaci tutti ad essere competitivi quando il salario di un operaio ammonta a pochi centesimi di dollaro l’ora, e per questo motivo l’operaio è costretto a vivere in fabbrica.
Al vantaggio dei minori costi fanno eco molti svantaggi: la minore qualità, la contraffazione, lo spostamento dell’asse economico, il peggioramento delle condizioni di vita dei paesi occidentali nei quali le fabbriche vengono chiuse, i fallimenti delle banche occidentali che vengono acquistati da quello orientali.
In sintesi, dopo l’impero Romani, quello Britannico e quello Americano, è iniziata l’era dell’impero del Dragone (che si è svegliato da tempo). Il problema è che, dove Romani, Inglesi e Americani hanno in qualche modo lasciato sopravvivere i sudditi, i cinesi, che sono MOLTO più nazionalisti e razzisti (se preferisci, campanilisti), non hanno alcuna simpatia per i non cinesi, e quindi la vedo abbastanza grigia.
L’unica speranza, ed è triste affidarsi a così poco, è che lo stile di vita occidentale (corrotto e decadente) sta un po’ intaccando quello orientale, e forse questo piccolo ed inadeguato scudo proteggerà quel poco che rimane della civilizzazione occidentale.
iFrankz
25 gen 2012 - 15:14 - #10almostdust..scusami davvero se mi permetto..e’ in buona fede: ma vaff@ncul0 te e la cina
AFFA R.INFO S t o l e n I d e a s . Org
25 gen 2012 - 15:31 - #11beh, mi telefoni pure quando vuole :)
almostdust
25 gen 2012 - 15:51 - #12xEAGLEx, mi dispiace ma non è come dici tu, i cinesi hanno gusti e abituni completamente diverse dalle noste, anche il loro linguaggio del corpo è diverso!!! non lavorano tanto perchè non ci sono i sindacati, i cinesi lavorano tanto perchè vogliono guadagnare tanto, per farti un esempio pratico, il proprietario di una grande azienda che fa cartone in cina, nella quale sono andato a fare un installazione, tiene il riscaldamento a casa spento per un sacco di ore per risparmiare!
Negli uffici ci sono tanti cinesi che si girano i pollici, ma chi lavora ad ore, lavora a qualsiasi ora, ma non perchè costretto, perchè è normale che sia cosi, qui da noi molti la domenica non vogliono essere disturbati come la notte (per carit giustissimo) , ma per loro questo è incocepibile ,non esiste proprio come concetto.
Il nostro senso del bello, per loro è incomprensibile, per fare un altro esempio, possono vivere in case gigantesche, ma non sanno cosa farsene e occupano a malapena due stanze.
Davvero se volete capirci qualcosa della cina, le prossime ferie invece di farle in un villaggio turistico, passate qualche settimana in cina e poi ne riparliamo
seamaster
25 gen 2012 - 16:37 - #13@almostdust
Quello che dici è tutto vero, ma, scusa, tu cosa ci vedi positivo (a parte potersi far rifare le chiavi alle 2 del mattino)?
Andrea0000
25 gen 2012 - 17:01 - #14evvai, sto sabato tutti a suonare il citofono alle 2 di notte da Almostdust per farsi fare le chiavi , così ci racconterà altre banalità di quanto i paesi del mondo possono essere diversi dal proprio,di quanto il nuoto sia uno sport completo,di quando si stava meglio quando si stava peggio…logicamente la Cina è la fabbrica del mondo perchè tutte le multinazionali NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE abbattere ed esternalizzare costi, ma va, vanno lì perchè solo in Cina vogliono lavorare e guadagnare…logicamente temi come la contraffazione,l’inquinamento,il controllo delle nascite, lo sfruttamento, la mancanza di diritti,l’esilio del governo tibetano sono tutte invenzioni della stampa….
almostdust
25 gen 2012 - 17:14 - #15Seamaster io non ci vedo nulla di bello, ma io non sono cinese, io non sono di cultura cinese, quindi non paragono la mia visione del mondo con quella cinese, amo scoprire e studiare le culture diverse senza dare in modo ipocrita la mi cultura come quella migliore per definizione.
Per andrea0000 (gli zeri sono giusti per te) scusami ma tu non meriti manco una risposta, passi le tue giornate a fare una crociata anti Apple quindi puoi capire che valore posso darti, poi l esempio delle chiavi era per far capire che loro vivono così in tutti i settori e non ho mai detto nulla di quello che hai scritto, non ho detto che le multinazionali non vanno li per interesse, non ho mai detto che io condivido o vivo così, ma ho detto che molti che scrivono manco hanno mai parlato con un cinese e che molti che scrivono li fanno tanto per fare in quanto hanno l intelligenza di un criceto e l arroganza di chi sa tutto ma non sa niente e tu ne sei l esempio più chiaro
Cincillà
25 gen 2012 - 17:18 - #16Il passaggio più bello è che i cinesi lavorano per lavorare, mica per comprarsi una casa grande, tanto poi usano due stanze.
Accumulano e sottraggono tempo e sogni perché a loro piace così.
E cavolo il mondo occidentale ci ha messo 2000 anni a capirlo ma ora ha trovato un popolo che soddisfa pienamente i canoni del mondo produttivo occidentale, mica come quei lavativi degli occidentali!
E allora ecco che per far contenti i cinesi i capitalisti con le pezze al …. delle nostre parti cambia produrre in Cina, e la Cina per riconoscenza produce felice miliardate di cahate che i lavativi occidentali acquistano, ancora per poco visto che non han un lavoro e non se lo meritano.
Ma la marmotta quando a che punto della storia arriva?
Andrea0000
25 gen 2012 - 17:25 - #17se non merito risposta allora non rispondere.. dico quello che voglio, cosa che a voi fanboy non piace, ma in fondo ci sperate….altrimenti sai che p***e a leggere i vostri commenti di giubilo sui risultati fiscali di Apple.
alessandrodb
25 gen 2012 - 20:00 - #18almostdust sono d’accordo con te.
seamaster non c’è nulla di positivo e nemmeno di negativo. La cultura è cultura. Non si critica nulla nel senso negativo. Si spiega cosa significhi per loro il lavoro, un senso di vita. Senza lavoro non vivi non perché non hai i soldi ma perché non ha senso vivere se non si lavora.
seamaster
25 gen 2012 - 20:11 - #19@alessandrodb
che il lavoro dia un senso alla vita siamo tutti daccordo ma poi dipende dal valore che dai a tutto il resto: ambiente, famiglia, salute, rispetto del prossimo e quant’ altro… non tutte le culture hanno gli stessi valori, ma questo non vuol dire che siano tutte ugualmente accettabili, sennò tanto di cappello anche per il nazismo, in fondo non erano loro che dicevano che il lavoro rende liberi?
Marco_Almostdust
25 gen 2012 - 21:06 - #20Cincilla hai unito un po’ delle mie frasi prese da punti diversi per fare il tuo commento, questo non è corretto, in quanto hai manipolato il mio pensiero, che puoi non condividere ma non stravolgere per far forza al tuo pensiero.
Non ho mai scritto che i capitalisti occidentali vanno li per fargli un favore, in più non ci hanno messo 2000 anni per andar li ha sfruttare la loro cultura produttiva, gli inglesi ci hanno campato per secoli e i prodotti Made in Cina ci sono da una vita, e cmq volevo semplicemente farvi capire che hanno un senso della vita molto meno materialista inteso come possessione di oggi, come grandi case ecc ecc, ma hanno un gran senso del denaro, che avendo gusti diversi dai nostri non li spendono come noi ci potremmo immaginare, cmq se ti fa piacere prendermi in giro fai pure, ma sono sicuro che se un giorno te e la tua marmotta avrete a che fare con la Cina e i cinesi capirai.
MariPad
26 gen 2012 - 10:42 - #21Comunque continuo a preferire la decadenza occidentale…
MariPad
26 gen 2012 - 11:10 - #22Essere un popolo represso, senza gusto e senza un minimo di amor proprio (verso se stessi, ovviamente… verso il “Paese” di amore ne hanno fin troppo) non è cultura.
Che i cinesi non sappiano cos’è la bellezza è una cazzata madornale, riprova ne è le opere del loro passato. Non sapevano solo copiare, sapevano creare opere di una bellezza incredibile, al pari di quelle create dai nostri più grandi artisti.
I Cinesi sono così, ora, perchè sono stati “cresciuti” in questo modo idiota da un governo che li preferiva schiavi piuttosto che cittadini, che preferiva controllarli come bambini perché poteva assicurarsi il potere per i pochi “eletti” che dovevano averlo. Avevano la cultura del bello, della grandezza, dell’arte e della decadenza (nel senzo baudleriano del termine)… erano un popolo con una cultura immensa (quella vera)… poi è arrivata la rivoluzione culturale e tutto se ne è andato a fare in c…
Per cortesia guardate un po’ indietro prima di aprire bocca.
E cmq Almostdust anche io conosco gente che a casa non accende i riscaldamenti per risparmiare… si chiamano TIRCHI!!!