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Come gli Stati Uniti hanno perso la produzione di iPhone a favore di Foxconn

Pubblicato: 22 gen 2012 da Rosario

Come gli Stati Uniti hanno perso la produzione di iPhone

C’è un aneddoto che riguarda la cena di un anno fa tra Barack Obama e tutti i maggiori esponenti dell’industria tecnologica. A ognuno di questi fu infatti chiesto di rivolgere una domanda al presidente, ma quando arrivò il momento di Steve Jobs fu lo stesso Obama a chiedere qualcosa all’allora CEO di Apple: cosa ci vorrebbe per produrre iPhone negli Stati Uniti? Una domanda alla quale ha risposto il New York Times, con un lungo e interessante articolo sul perché quello che un tempo era un vanto di Apple (la produzione interna agli USA dei propri dispositivi), al giorno d’oggi è diventato impensabile: del resto parlano i numeri, con 70 milioni di iPhone, 30 milioni di iPad e 59 milioni di altri prodotti Apple prodotti nel 2011 oltreoceano.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti solo di una questione economica, con la famosa Foxconn e simili in grado di garantire ad Apple grandi risparmi: in parte questo è vero, ma l’azienda di Cupertino è fermamente convinta che la produzione oltre i confini degli USA sia migliore in flessibilità, diligenza e capacità dei lavoratori. Secondo alcune analisi condotte nei mesi passati, sarebbe emerso che il processo di manifattura avrebbe un impatto decisamente minimo nel costo totale di un dispositivo, definito principalmente da altri fattori come il design e i vari processi d’ingegneria. Il risultato? Pagare i salari americani aumenterebbe il prezzo di ogni iPhone di 65$. Non una fortuna, o almeno non un qualcosa in grado da sola di far decidere ad Apple di muovere in Cina la propria produzione.

E per descrivere tutto ciò, c’è un esempio: a distanza di poche settimane dall’arrivo di iPhone nei negozi, Apple decise di ridisegnarne lo schermo all’ultimo minuto, rendendo così necessario un enorme sforzo aggiuntivo nella catena d’assemblaggio. Fu proprio Steve Jobs a prendere la decisione, tirando fuori il vecchio modello di iPhone dalla propria tasca e criticandone pesantamente il fatto che lo schermo fosse incline ai graffi:

“Non venderò un prodotto che si graffi. Voglio uno schermo di vetro e lo voglio perfetto in sei settimane.”

Subito dopo la riunione, uno dei presenti prese un volo per Shenzhen, in Cina: non c’era altro posto dove andare. Gli schemi dei nuovi schermi voluti da Jobs arrivarono intorno a mezzanotte nella fabbrica, dove un caposquadra svegliò immediatamente 8.000 operai collocati nei dormitori della società, dando a ognuno di essi tè e biscotti e arrivando così a produrre 10.000 iPhone al giorno, dotati del nuovo schermo, in appena 96 ore.

“Le loro velocità e flessibilità sono da togliere il fiato. Non c’è stabilimento in America che possa eguagliarle.”

Avrebbe detto uno dei vecchi vertici di Apple. E come dargli torto? Negli stabilimenti Foxconn circa 300 “vigili” sono impiegati per dirigere il traffico degli operai, per fare in modo che non ci siano colli di bottiglia alle porte. La cucina centrale dello stabilimento prepara tre tonnellate di maiale e tredici di riso ogni giorno, potendo contare anche sui dormitori di cui abbiamo parlato poco fa. Una vera e propria città chiamata non a caso Foxconn City, dove 230.000 impiegati lavorano spesso per dodici ore al giorno, in alcuni casi anche sei giorni su sette in una settimana. Più di un quarto di loro vive all’interno della City, guadagnando meno di 17$ al giorno. Nel momento in cui una delle fonti del NY Times arrivò allo stabilimento, la sua macchina fu fermata da una fiumana di gente che egli stesso definisce inimmaginabile.

Il rovescio della medaglia, come ben sappiamo, sono le condizioni di lavoro lamentate dagli impiegati: nonostante Foxconn affermi di rispettare tutti i loro diritti, molti sono stati i casi di contestazione da parte degli operai, arrivati in alcuni casi ai ben noti casi di suicidio. Al di là delle capacità tecnico-organizzative evidentemente superiori rispetto agli stabilimenti di produzione di altre parti del pianeta, resta sempre una parte oscura del processo che porta i vari dispositivi nei negozi: non solo quelli Apple, visto che Foxconn Technology ha decine di fabbriche in tutto il mondo, compresa Europa dell’Est, Messico e Brasile, dove produce il 40% dei prodotti elettronici per clienti come Amazon, Dell, Hewlett-Packard, Motorola, Nintendo, Nokia, Samsung e Sony.

Via | 9to5mac.com
Foto | Flickr

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39 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di XANDRES

    XANDRES

    22 gen 2012 - 14:22 - #1
    10 punti
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    beh..per come la girino..il succo è che loro vanno a produrre in posti in cui gli operai sono considerati delle macchine con pochissimi diritti…con uno stipendio bassissimo e disposti a vivere in formicai chiamati dormitori,
    una vita votata al solo produrre per soddisfare i bisogni dei paesi più ricchi…
    non parlo solo di apple ovviamente..ma di tutti i produttori pultroppo

  • Profilo di Dave

    Dave

    22 gen 2012 - 15:06 - #2
    2 punti
    Up Down

    Di certo non è da Diritti Umani questo sistema di produzione. Mi spiace, ma Apple dovrebbe solo vergognarsi.

  • ijack84

    22 gen 2012 - 15:20 - #3
    -3 punti
    Up Down

    beh direi che 17 dollari al giorno non sono poi cosi pochi…alcuni giovani in italia, nei call center guadagnano anche meno.

  • Profilo di Zerododici

    Zerododici

    22 gen 2012 - 15:22 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Lo so che é un pensiero egoista e sono d’accordo che dovrebbero pagarli di più e trattati meglio ma, c’è di peggio e almeno hanno un lavoro e un tetto sulla testa…

  • Profilo di boston

    boston

    22 gen 2012 - 15:31 - #5
    0 punti
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    Quoto #1

    sì certo, flessibilità e velocità
    immagino che tutte le multinazionali badino a questi fattori piuttosto che al risparmio in denaro….
    ma per favore

  • Profilo di berbeerre

    berbeerre

    22 gen 2012 - 15:45 - #6
    1 punto
    Up Down

    Schiavisti.

  • Profilo di destroyer85

    destroyer85

    22 gen 2012 - 16:00 - #7
    -3 punti
    Up Down

    Pagare i salari americani aumenterebbe il prezzo di ogni iPhone di 65$. Non una fortuna, o almeno non un qualcosa in grado da sola di far decidere ad Apple di muovere in Cina la propria produzione.
    A questa frase non crederei nemmeno se me lo dicesse Aida Yespica completamente nuda.
    65 $ dollari in più per iPhone vuol dire dover vendere l’iPhone a 100 $/€ in più per mantenere gli stessi profitti.
    Sicuramente gli utenti Apple sarebbero stati contenti di spenedere ulteriori soldi e l’iPhone avrebbe venduto lo stesso, ma la concorrenza avrebbe avuto più margine per giocare sul prezzo.

  • Profilo di Dhamon78

    Dhamon78

    22 gen 2012 - 16:17 - #8
    1 punto
    Up Down

    Quella descritta nell’articolo non è flessibilità ma schiavismo bello e buono: è inumano svegliare gli operai in piena notte per iniziare una produzione quando la stessa cosa si può fare il giorno dopo. Steve ci ha pensato tardi alla storia del vetro? Peggio per lui avrà qualche migliaio di iPhone in meno da vendere… Che schifo!

  • Profilo di Alexmac

    Alexmac

    22 gen 2012 - 16:41 - #9
    0 punti
    Up Down

    In Cina si aprono fabbriche con milioni di operai in tre settimane. Dubito che riuscirebbero a riassorbire la disoccupazione di Foxconn e simili se chiudessero. Pensateci.

  • Profilo di WilliamILSanguinario

    WilliamILSanguinario

    22 gen 2012 - 16:50 - #10
    -2 punti
    Up Down

    A me la cosa ricorda molto i lager tedeschi… Sfruttati sino all’osso con più di 12 ore di lavoro al giorno… Ma complimentoni apple!!!

  • Profilo di canarinomannaro

    canarinomannaro

    22 gen 2012 - 16:50 - #11
    0 punti
    Up Down

    Prima di fare i santi dei diritti umani chiedetevi quale sia lo si pendio medio di un operaio cinese

    Poi guardatevi intorno e vergognatevi perché direttamente o indirettamente siete circondati da oggetti grandi e piccoli costruiti in citta’ fabbriche.

    Ma dare fiato alla bocca e agio alle dita e’ più facile che pensare

  • rogerme

    22 gen 2012 - 16:58 - #12
    -3 punti
    Up Down

    a me sinceramente non mene frega niente dei cinesi… potrebbero anche morire tutti in quella fabbrica, tanto sono miliardi e non se ne accorge nessuno! LOL :D

  • Il-Becchino

    22 gen 2012 - 17:13 - #13
    -1 punto
    Up Down

    Arbeit Macht Frei dovrebbero scrivere all’entrata della foxstro..z
    In pratica Apple sfrutta gli schiavi (legalizzati) cinesi per assecondare le paturnie del povero Steve.
    E’ IL CONCETTO CHE E’ SBAGLIATO!
    Non puoi trattare la gente come delle pezze da piedi!
    Il problema è che sta vincendo il l’orto modo di lavorare.

    La cosa positiva è che questo, presto, finirà con la fine del capitalismo.

  • Profilo di caligola

    caligola

    22 gen 2012 - 17:22 - #14
    0 punti
    Up Down

    Si può girare la questione come si vuole ma la apple (come il 99% delle società nel suo settore e non solo) SFRUTTA una situazione di DEPRECABILE DISPREZZO DEI DIRITTI UMANI. Il fatto che in Cina 12 ore siano considerate legali e le leggi siano meno restrittive non significa che questi orari e leggi siano GIUSTE.

    Non sono un moralista e sono convinto che se vogliamo godere di quello che abbiamo come mondo occidentale dobbiamo coerentemente accettare che qualcuno da un’altra parte del mondo faccia una vita d’inferno. Però, sempre per coerenza, ODIO quando una società cerca di passare per “ETICA”, quando poi sfrutta queste situazioni come tutte le altre. Almeno abbiano la decenza di stare zitti e riconoscere la realtà. Vale per apple come per l’ultima azienda che vende i frullatori in offerta all’IDL.

  • pamyxx

    22 gen 2012 - 17:23 - #15
    -2 punti
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    All’uscita dell’autostrada di Torre Annunziata ci sono ragazzini MINORENNI che vendono sigarette di contrabbando. Quindi, non rompete i c0gli0ni.

  • Profilo di 1luca1

    1luca1

    22 gen 2012 - 17:43 - #16
    1 punto
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    Prima di tutto concordo sul fatto che lo sfruttamento in Cina è ingiusto per la produzione di qualunque tecnologia. Ma bisogna anche dire che in effetti il motivo per cui Apple decide di produrre i suoi dispositivi in Cina è perché hanno un buon metodo di lavoro e producono ad una velocità inimmaginabile. Per esempio riescono a costruire due piani al giorno di un grattacielo e come fanno? Semplice organizzano 3 gruppi di operai che lavorano 8 ore (non sottopagati) e così c’è una continuità lavorativa di 24 h. È il metodo che è anche fondamentale.

  • Profilo di 1luca1

    1luca1

    22 gen 2012 - 17:47 - #17
    0 punti
    Up Down

    Caro melablog Apple ha appena pubblicato sul sito apple.com tutto un articolo sulla qualità del lavoro e sulle fabbriche pulite ma io non ci ho capito più di tanto. Avresti voglia di scrivere un articolo?
    Grazie

  • Profilo di MacMickey

    MacMickey

    22 gen 2012 - 18:15 - #18
    -1 punto
    Up Down

    Chiedete su vostri genitori o nonni quante ore lavoravano quarant’anni fa…. Quante ferie facevano, quanti diritti avevano.
    La Cina ed i lavoratori cinesi poco per volta conquisteranno quello che i nostri padri hanno conquistato per noi. Nel frattempo c’è chi approfitta di questo, ma se non fosse così, se non ci fossero queste condizioni nessuno investirebbe in Cina. Il loro progresso lo paghiamo con la nostra crisi e recessione alla fine.

  • anonimo1234566

    22 gen 2012 - 18:25 - #19
    0 punti
    Up Down

    “Negli stabilimenti Foxconn circa 300 “vigili” sono impiegati per dirigere il traffico degli operai, per fare in modo che non ci siano colli di bottiglia alle porte. La cucina centrale dello stabilimento prepara tre tonnellate di maiale e tredici di riso ogni giorno, potendo contare anche sui dormitori di cui abbiamo parlato poco fa. Una vera e propria città chiamata non a caso Foxconn City, dove 230.000 impiegati lavorano spesso per dodici ore al giorno, in alcuni casi anche sei giorni su sette in una settimana. Più di un quarto di loro vive all’interno della City, guadagnando meno di 17$ al giorno.”

    E intanto cook prende più di 370 milioni di dollari come bonus!!!1

    V-E-R-G-O-G-N-O-S-O!!!

  • Profilo di ilfarmacista

    ilfarmacista

    22 gen 2012 - 18:38 - #20
    0 punti
    Up Down

    non dimenticate che si sta parlando di un paese che si può benissimo considerare un continente. Inoltre lì sono sotto regime comunista da una marea di tempo, di conseguenza sono totalmente diversi da noi. E questo è facilmente appurabile se, come è capitato a me, sì ha la possibilità di conoscerli. Per come la vedo io, comunque, ci sono anche altri punti da analizzare; non solo i soldi, il benessere, i numeri, le colpe di questo o le conseguenze di quello.

  • maxoO

    22 gen 2012 - 18:39 - #21
    0 punti
    Up Down

    Cavolate. Il mio primo iPod che comprai nel 2004 era già Designed in California e Assembled in Cina. Quindi sono solo cavolate quelle di Steve Jobs. La verità è che si pensa solo al profitto. E BASTA!!!

  • Profilo di iWant

    iWant

    22 gen 2012 - 19:47 - #22
    -1 punto
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    Mi piace molto il commento #1 ma abbasso decisamente il #3 perché non sa quello che dice. Spero che il #3 si sia sbagliato e intendesse dire all’ora e non al giorno altrimenti vorrei proprio vederlo a lavorare per meno di 17€ al giorno.

  • madm,sa

    22 gen 2012 - 19:58 - #23
    0 punti
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    #7 Destroyer85 per mantenere lo stesso profitto lo dovrebbero vendere a 65$ in più. La matematica non è il tuo forte.

  • madm,sa

    22 gen 2012 - 20:02 - #24
    -1 punto
    Up Down

    cmq propongo di ammazzare tutti i cinesi adulti e di lasciare solo i bambini fino ai 10 anni. Che ne dite?

  • Profilo di XANDRES

    XANDRES

    22 gen 2012 - 20:18 - #25
    0 punti
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    non sono i cinesi il problema…sono quelli che li sfruttano
    (dai boss cinesi ai furbi imprenditori occidentali che spostano tutta la produzione li per poi vendere qui)

  • Profilo di canarinomannaro

    canarinomannaro

    22 gen 2012 - 20:18 - #26
    0 punti
    Up Down

    non ho i dati precisi ma gongolando un po’ si trovano notizie tipo…

    lo stipendio medio di un operio cinese e’ 100/200 dollari al mese

    un operaio tessile in cina nel 2008 guadagnava 0,84 euro l’ora

    nel 2008, il salario minimo è fissato a 800 yuan al mese (93 euro) a Pechino, 960 yuan (111 euro) a Shanghai e 770 yuan (90 euro) in Dongguan.

    il salario minimo a Shenzhen è di 100 $ (75 euro). Contando le ore straordinarie ed i premi di rendimento, un operaio può guadagnare da 120 a 200 $ al mese (90 a 150 euro al mese)

    ora se foxcon paga 17€ al giorno per 6 giorni a settimana a gennaio un operaio foxcon ha guadagnato 447 euro

    lo stipendio medio di un cinese e’ 4 volte piu’ basso… vi scandalizzate ancora se per contratto quando la produzione parte ti alzi dal letto che l’azienda ti fornisce fai colazione e ti metti a lavorare?

  • Profilo di 101931

    101931

    22 gen 2012 - 21:25 - #27
    0 punti
    Up Down

    L’articolo riesce a dare un sacco di informazioni interessanti sulle fabbriche cinesi e allo stesso tempo fa pisciare dalle risate per quanto ingenuo!
    Leggiamo: “resta sempre una parte oscura del processo che porta i vari dispositivi nei negozi”.
    Parte oscura?!?!?
    Ma chi ha scritto questa frase è la stessa persona che poco prima ha digitato: “dove 230.000 impiegati lavorano spesso per dodici ore al giorno, in alcuni casi anche sei giorni su sette in una settimana.” E poco prima raccontava che 8.000 operai vengono svegliati in piena notte da “vigili” (immagino con che gentilezza poi)…

    P.s. Non parlo del salario perché la disputa sarebbe infinita se sia corretto o meno in Cina pagare 17$/h (presumo di sì ma non ne sono certo).

  • Profilo di 101931

    101931

    22 gen 2012 - 21:28 - #28
    0 punti
    Up Down

    Ecco prima ho scritto 17$/h, evidentemente un refuso! 17$/h sarebbero tanti pure in Europa

  • Davideeeeeeeeeeeee

    22 gen 2012 - 22:39 - #29
    0 punti
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    Foxconn city non è una città ma un girone dell’ inferno… Una comunità di esseri umani dovrebbe essere composta da famiglie (di qualunque tipo) non da persone vivono solo in funzione del proprio lavoro… 230000 persone ma nessun bambino, nessun anziano, nessun inabile, solo bestie da lavoro senza diritti.

  • Profilo di caligola

    caligola

    22 gen 2012 - 23:20 - #30
    0 punti
    Up Down

    Quando i cinesi si sveglieranno chiedendo gli stessi nostri diritti umani, saranno caz/zi. Sopratutto per la Cina, e sopratutto per la apple e chi per lei.
    I nostri nonni hanno guadagnato col sudore della fronte la nostra supremazia economica, ma i nostri padri hanno guadagnato un traguardo ancora maggiore: il rispetto dei diritti umani almeno nei paesi sviluppati. Questo processo NON E’ REVERSIBILE.
    Non si può chiedere a un italiano o francese di lavorare quanto un cinese, si deve IMPORRE che il cinese lavori quanto l’italiano o il francese.

  • ruppolo

    22 gen 2012 - 23:58 - #31
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    mi piacerebbe sapere come sono stati calcolati i 65$ in + ad iphone, ma anche se fossero 650$ (cifra che considero più realistica) che cambierebbe? poniamo per un attimo che tutto sia riaddoppiato

    esce il nuovo iphone 4S a prezzi di 1200€, 1400€, 1600€ ..
    meno male perchè sono due anni (anziche 1) che apple non rinnovava l’iphone, ma ciononostante l’iphone4 è da due anni che è al top delle vendite
    dopo un mesetto, qui in italia le 4 compagnie se escono con gli abbonamenti top a 4/6 anni, ed è subito boom di vendite la trovate tanto irreale?

  • Profilo di canarinomannaro

    canarinomannaro

    23 gen 2012 - 00:43 - #32
    0 punti
    Up Down

    @ caligola

    quando tutti i cinesi guadagneranno 578 dollari al mese come i lavoratori di foxcon invece dei 200 raggiunti con straordinari e premi di rendimento staranno tutti meglio

    pero’ sai qual’e’ la cosa buffa?

    i soliti noti si scaldano a parlare di quanto sia schifosa foxcon e di conseguenza apple

    ma non vi chiedete da doev viene la stoffa delle tovaglie che usate? e la maglieria che indossate? e le scarpe?

    CINA

    stipendio medio meno di 200 dollari 154 EURO

  • Profilo di AlessandroDB

    AlessandroDB

    23 gen 2012 - 01:41 - #33
    0 punti
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    Allora il problema non è quanto siano pagati in Cina.
    Lo stipendio è diverso perché è diverso il costo della vita.
    Un operaio in Giappone prende 2000 euro al mese ma vivere in Giappone costa il triplo che da noi.
    Il problema sono invece le 12 ore al giorno.
    Ovvero la mancanza si diritti e la flessibilità tanto decantata che si traduce in sfruttamento.
    Lo stipendio non c’entra nulla. Ovvio che una azienda quotata in borsa vada dove costi meno la manodopera, meno ovvio e corretto che vada dove la mancanza dei diritti umani garantisce un ciclo produttivo superiore. Se si limitassero a guadagnare “solo” sulla differenza tra costo di manodopera e prezzo finale andrebbe più che bene… Ma noi vogliamo l’iPhone al day one… E ci lamentiamo quando finisce prima… Poniamoci delle domande.
    La domanda detta l’offerta signori…

  • Melalex

    23 gen 2012 - 01:54 - #34
    0 punti
    Up Down

    XANDRES E TUTTI GLI ALTRI COMMENTI

    Se voi foste uno di quei produttori FARESTE ESATTAMENTE LA STESSA COSA. E non dite che non è vero.

  • UccellettoMannaro

    23 gen 2012 - 02:33 - #35
    0 punti
    Up Down

    Mancanza di diritti, questa è la chiave di lettura.
    E, come già è stato fatto notare, il problema non è lo stipendio, è la schiavitù che deriva da questa mancanza di diritti.
    E questa mancanza di diritti c’è anche in altri paesi, sottosviluppati, dove il problema non è solo il lavoro bensì i diritti umani riconosciuti ai cittadini e, di riflesso, si diffonde ormai anche in Occidente con scemenze che prendono il nome di Produttività e Flessibilità e invece sono mancanza di diritti e schiavitù.

    Ai dementi (e gli faccio un complimenti perché gli rendo una scusa per le idiozie che scrivono, ovvero il non stare apposto con la testa) che ciarlano ipocritamente di stipendi e di cosa faremmo noi io farei provare sulla nuda pelle che significa mancanza di diritti e schiavitù.
    Non la fame, non ancora la violenza, basta la mancanza di un presente e un futuro e il non sapere se il tuo supervisore oggi abuserà di te e ti lancerà dal terzo piano per non farti parlare.
    Questa è mancanza di diritti microsistemica che poi vien allargata a macrosistemica sul piano del cittadino.
    Sveglia, paraculi.

  • Profilo di iWant

    iWant

    23 gen 2012 - 09:14 - #36
    0 punti
    Up Down

    101931 #30
    17$/h non sono tanti in Europa. Un operaio generico, secondo l’INPS, ha una paga di 10€ l’ora mentre un operario specializzato può percepire anche il doppio quindi anche ben oltre i 17$/h. Il problema è che ormai siamo assuefatti a stipendi da fame ma guadagnare 2000€ al mese dovrebbe essere il minimo per offrire una vita dignitosa a tutti solo che purtroppo non è così.

  • Andrea0000

    23 gen 2012 - 10:35 - #37
    0 punti
    Up Down

    sono convinto che un sacco di gente qua dentro sarebbe felicissima di farsi svegliare la notte dal proprio capo per andare a lavorare….ah i diritti fondamentali,che cosa superflua per produrre telefoni da 800 euro che poi non ricevono bene in base a come li tieni in mano…

  • Profilo di GTR43

    GTR43

    23 gen 2012 - 11:02 - #38
    0 punti
    Up Down
  • Profilo di canarinomannaro

    canarinomannaro

    23 gen 2012 - 16:04 - #39
    0 punti
    Up Down

    @ Uccelletto

    Vai a parlare di diritti a chi lavorando call centre con contratti rinnovati di mese in mese. A chi sono anni che viene lasciato a casa ciclicamente per poi essere riassunto senza certezza. A commessi di negozi che parlano 4 lingue e guadagnano 1000 euro al mese in città con affitti da 500 euro…

    Il problema in cina e’ oggettivo ma fare il paladino a spot e solo dove conviene a cosa serve? A nulla…

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