Miramax: Apple è una minaccia per il cinema


Durante la conferenza del MIPCOM, il CEO di Miramax Mike Lang ha spiegato per quale ragione il suo studio sta cercando in ogni modo di ostacolare l'ascesa di Apple nel mondo dell'industria cinematografica. I rischi, afferma, sono affini a quelli già visti nel mondo della musica.

Il problema nasce dall'aggressività di Apple e dal suo successo. Un mix di elementi che determina una cristallizzazione del mercato:


Apple è la più forte società nell'industria musicale, e poiché non c'era sufficiente competizione, né ce n'è abbastanza oggi, in qualità di industria non può quindi mettere voce su packaging, merchandising e tutte le altre cose vitali. Noi del cinema dobbiamo prendere coscienza di ciò.

Ed è in quest'ottica che occorre inquadrare i recenti accordi con Hulu e Netflix. E', per farla breve, una questione di scarsità di competitor dotati del peso specifico necessario a contrastare Cupertino:

Il nostro obiettivo come industria dovrebbe essere quello di averne il più possibile, e che possa vincere il servizio migliore.

Un monito ragionevole che, per certi versi, appare in sintonia anche con le esigenze degli stessi utenti. Nel mercato dei download video, iTunes Store detiene due terzi dei download diretti totali degli USA, al secondo posto dopo Netflix, che invece la fa ancora da padrona con lo streaming. E bene se la cava anche Hulu col suo milione abbondante di abbonati al servizio Plus, senza contare i servizi gratuiti sostenuti dalle inserzioni pubblicitarie. Il mercato del video digitale, insomma, è ancora meno ingessato di quello musicale: perdere questo stato di cose, è il monito di Lang, significherebbe fare un autogol.

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