Arranca la produzione di MacBook Air


A più di un mese di distanza dall'introduzione del nuovo MacBook Air con porta Thunderbolt, Apple fatica ancora per raggiungere livelli di assemblaggio in sintonia con la domanda del mercato. E così, rivenditori e persino siti di e-commerce approfittano della situazione ritoccando i prezzi di commercializzazione con rincari ad hoc.

Sarà che gode di un successo inaspettato, o forse semplicemente i partner asiatici non riescono a stare dietro alle richieste. Fatto sta che non occorre essere esperti di finanza per sapere che, quando la domanda supera l'offerta, i prezzi si alzano fisiologicamente. E questo è esattamente ciò che sta accadendo soprattutto negli USA. E' noto infatti che, sin dai primi momenti della presentazione dei MacBook Air con Sandy Bridge, i rifornimenti ai reseller si sono rivelati difficoltosi, tanto da spingere i retailer online a praticare prezzi superiori anche di 200 o 300 dollari rispetto al MSRP di Apple.

A mo' di paragone basti pensare che la variante a stelle e strisce di Amazon (quella italiana non ce l'ha neppure a catalogo) vende l'Air da 13" e memoria da 128GB a ben 1.549$, ovvero 250$ in più rispetto ai prezzi di Cupertino. E parimenti, il modello da 1.599$ e 256GB tocca i 1.84,99$ contro gli originali 1.799$. Tutto ciò mentre molti degli altri principali store online, Best Buy su tutti, annunciano il Sold Out e tempi di consegna sconosciuti.

E' chiaro che qualcuno a Cupertino ha sottostimato il successo del MacBook Air, e in questo senso non sorprendono affatto i rumor secondo cui il MacBook Pro erediterà presto il form factor dell'Air. E neppure le voci su di un possibile passaggio ai processori ARM; una scelta costruttiva che impedirebbe ai competitor di rispondere con prodotti all'altezza per un bel pezzo. Ovunque vogliano andare a parare.

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