Il fondatore di Acer scredita i tablet e gli ultrabook. Acer lo ignora e va avanti.


Il fondatore di Acer, Stan Shih, ricalca le polemiche screditando il valore degli ultimi dispositivi prodotti da Apple. Egli ha definito tablet come iPad e ultrabook come il MacBook Air, "fenomeni di breve-periodo" che passeranno. Nella sua visione il PC convenzionale è la pietra angolare della tecnologia; non solo tablet e smartphone derivano dai PC ma ogni dispositivo vi deriverebbe per acquisire valore.

Parlando della sua ex azienda, egli pensa che il tablet Acer Iconia Tab A100 possa competere ponendo più enfasi sul prezzo. E non è mai stato chiaro perché continuasse ad incoraggiare Acer nel continuare in un settore che egli stesso ha più volte reputato finito.

I commenti nella loro totalità erano consistenti con il tentativo principale di screditare il successo di Apple, che egli stesso definì un "virus mutante" lo scorso settembre. L'aver tenuto conto delle idee di Shih, sebbene già fuori dall'azienda, è stato deleterio per Acer. L'azienda crollò dal secondo al quarto posto tra le compagnie produttrici di computer proprio per non aver intuito il successo dei tablet.

La caduta di Acer è stata talmente veloce che l'azienda ha dovuto cambiare CEO, Gianfranco Lanci, all'inizio di quest'anno ripensando l'intera strategia mobile: focalizzando gli sforzi su tablet e smartphone e al tempo stesso muovendo la strategia dei portatili dai netbook e notebook economici a prodotti di alta qualità. L'azienda oggi è una delle poche già in grado di seguire l'onda degli ultrabook intenzionata a dichiarare guerra al successo di Apple con MacBook Air.

Questo ad esempio, è un raro caso di dissociazione di intenti tra fondatore e azienda. L'esatto contrario di ciò che da molto tempo accade in Apple.

[Via Electronista]

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