Accadeva Ieri: quando l'iPad era solo un'indiscrezione su "iTablet"

In questi giorni, cinque anni fa, si parlava di un misterioso "iTablet" con funzionalità e hardware mutuato dall'iPhone che avrebbe rivoluzionato il mondo della tecnologia. Oggi, sappiamo tutti com'è andata a finire.

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Il 25 agosto di cinque anni, i fatti del giorno su Melablog erano molto diversi da quelli attuali. Allora come oggi, nell'aria c'era molta attesa per un evento Apple che si sarebbe tenuto manco a farlo apposta il 9 settembre (solo che al tempo si parlava di musica, oggi di iPhone), ma Steve Jobs si era appena re-insediato in seguito alla convalescenza dovuta ai suoi problemi di salute; e il chiodo fisso del momento era iTablet, il mitologico dispositivo metà iPhone metà Mac destinato a rivoluzionare il mondo dell'elettronica di consumo. Le voci a riguardo, tuttavia, non erano neppure rumors: semmai, si trattava di semplici congetture.

Leggi il post originale del 2009: Qualche indiscrezione sull'iTablet che verrà

Su specifiche tecniche e supporto software aleggiava il mistero più assoluto, ma alcuni si gettarono subito in una serie di vaticini, e il bello è che spesso ci hanno anche visto giusto. Facciamo un rapido fact checking.

L'impressione che si aveva era di un dispositivo molto costoso, dotato di almeno "almeno una caratteristiche che nessuno si era mai sognato di chiedere" e privo di un'altra feature che invece "la gente considera normalmente essenziale." Al suo debutto, il 27 gennaio 2010, l'iPad originale costava dai 499€ ai 799€ ma era molto limitato, sopratutto a livello di software (un tormentone su tutti: Adobe Flash), e poi era anche piuttosto pesante; non aveva il supporto alle periferiche di massa USB, e montava solo 256MB di RAM. I prezzi d'altro canto erano tutto sommato paragonabili a quelli dell'iPhone 3GS in vendita in quegli stessi giorni. L'iPhone 4, tanto per avere una prospettiva, sarebbe uscito soltanto a giugno del 2010.

Aggiungevamo anche che, di sicuro, ci sarebbe stato almeno un competitor che l'avrebbe denigrato, soprattutto dopo l'inevitabile tamtam mediatico che puntualmente si è innescato. E invece, le prime recensioni furono addirittura entusiastiche, e i detrattori dovettero ricredersi: c'erano molte potenzialità, ed era riduttivo considerare il nuovo dispositivo solo un iPod touch ipertrofico. E se con l'iPhone originale Ballmer predisse il fallimento, stavolta con iPad le bocche sono rimaste tutte cucite, onde evitare sonore figuracce mondiali.

Fatevi 4 risate: Quando Ballmer diceva che l'iPhone è destinato a fallire

Scrivevamo inoltre che la gente si sarebbe messa "in coda davanti ai negozi Apple per acquistarlo" e questo invece si è immancabilmente verificato. "Gli acquirenti," dicevamo pure, "saranno così contenti del loro acquisto da passare docilmente sopra alle caratteristiche mancanti o ai problemi di performance," e anche questo in un certo senso si è verificato. Il tablet regalava soprattutto una nuova esperienza utente: per la prima volta, si poteva toccare Internet, le mappe e la posta elettronica come nei film di fantascienza; era evidente che Apple avesse creato una nuova categoria di prodotto di cui non si sarebbe più potuto fare a meno.

L'ultimo vaticinio, poi, fu semplicemente perfetto. "La seconda versione del dispositivo," chiosavamo, "funzionerà molto meglio della prima" e infatti all'iPad originale è seguito iPad 2, un congegno sottilissimo e potente; era una gioia per gli occhi e per la produttività, comodo da tenere, e incredibilmente leggero; fu perfino più compatto e maneggevole dell'iPad di terza generazione che sarebbe venuto dopo, ispessito dal Display Retina. Per battere i 600 grammi dell'iPad 2 c'è voluto iPad Air con i suoi 469 grammi e iPad mini con poco più di 300.

Il resto è storia, e sebbene iPad sia ancora il tablet più diffuso sul mercato, l'offerta è quanto mai variegata grazie ai gingilli della concorrenza, tutti per lo più dotati di OS Android o Windows.

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