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Gli effetti dell'iPad sull'occupazione

Pubblicato: 19 apr 2011 da xtom

Quando Steve Jobs nel gennaio del 2010 presentò la magica tavoletta, nessuno immaginava che l’iPad potesse riscuotere tanto successo, nemmeno la stessa Apple, che ben presto si trovò ad affrontare problemi di approvvigionamento, facendo slittare il lancio internazionale di un mese.

A distanza di un anno dalla commercializzazione l’iPad è stato venduto in oltre 20 milioni di esemplari e la seconda generazione potrebbe portare entro la fine del 2011 il numero di esemplari consegnati ad oltre 60 milioni, una cifra da far invidia alla maggior parte dei modelli di smartphone.

Così come l’iPod è diventato sinonimo di lettore MP3, allo stesso modo l’iPad è diventato nell’immaginario collettivo sinonimo di tablet, dato che da solo copre il 90% della produzione mondiale di questo tipo di dispositivi, ma soprattutto perché è stato il primo dispositivo di questo genere a raggiungere una diffusione di massa, grazie ad una facilità di utilizzo e ad un prezzo d’acquisto alla portata di molti.

I dispositivi portatili di Apple sono tipicamente orientati all’intrattenimento, basti pensare al successo dell’iTunes Store ed ai numerosi giochi presenti tra le applicazioni dell’App Store, ma l’iPad si è dimostrato un dispositivo flessibile, l’anello di congiunzione tra un tradizionale computer ed uno smartphone evoluto, riuscendo a ritagliarsi un posto anche tra insoliti ed innovativi utilizzi in ambito professionale.

In Italia, ad esempio, il tablet della Mela è stato adottato anche dai parlamentari, che occupano il tempo tra una votazione e l’altra all’approfondimento delle infinite applicazioni dell’iPad, mentre nel congresso degli Stati Uniti si discutono gli effetti del tablet sull’occupazione.

Il deputato democratico Jesse Jackson Jr, che inizialmente aveva tessuto le lodi del proprio iPad, ha richiamato l’attenzione del congresso sul problema della disoccupazione, che come in Italia viene trascurata dalla classe politica, portando come esempio proprio la possibile diminuzione di posti di lavoro causata dall’iPad.

Il tablet della Mela, ma anche gli eBook reader in generale, stanno riscuotendo un grosso successo negli Stati Uniti e molte persone ormai scaricano libri, riviste e giornali sui loro dispositivi, mettendo in crisi tutto l’indotto che ruota intorno alla carta stampata.

Le vendite di eBook hanno già superato negli USA le vendite dei tradizionali libri cartacei e alcune università ritengono che entro 4 anni saranno completamente paperless, prive di qualsiasi supporto cartaceo per libri, dispense o documenti di esame.

Se da un lato l’ecologia ringrazia, meno carta stampata significa meno alberi abbattuti, meno inchiostri chimici, meno inquinamento prodotto dal trasporto di legno, carta, libri e giornali, dall’altra quest’improvvisa rivoluzione mette in crisi le aziende legate alla filiera della tradizionale carta stampata. Molte librerie statunitensi stanno riducendo il personale e chiudono i battenti di interi punti vendita, ma naturalmente anche gli addetti al trasporto ed alla stampa subiscono gli effetti di questa rivoluzione.

Secondo Jesse Jackson Jr però questa diminuzione di occupazione non è compensata da altre occupazioni, poiché i tablet sono tutti prodotti in Cina, dove notoriamente la manodopera ha costi più bassi e l’assemblaggio di questi dispositivi può essere delocalizzato.

In realtà la storia insegna che ogni innovazione tecnologica ha contribuito alla nascita di nuove figure professionali molto specializzate. Non solo la stessa Apple è alla continua ricerca di validi ingegneri, ma gli infiniti utilizzi del tablet permettono di reinventare mestieri tradizionali, stimolando la creazione di nuove applicazioni, che generano a loro volta opportunità di lavoro per gli sviluppatori ed i creatori di contenuti.

D’altra parte le innumerevoli idee visionarie di un uomo che si chiama Jobs possono solo trasformarsi in altrettanti lavori.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di caligola

    caligola

    19 apr 2011 - 19:15 - #1
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    “D’altra parte le innumerevoli idee visionarie di un uomo che si chiama Jobs possono solo trasformarsi in altrettanti lavori.” Boh sinceramente questa frase gratuita e sconnessa mi ha fatto sorridere. Seguendo questa impeccabile logica cosa dovrebbe dire l’onorevole Bocchino delle sue idee? :D

    Comunque a parte la battuta questa ricerca lascia il tempo che trova… qualsiasi innovazione tecnologica, partendo dalle rivoluzioni agricole che millenni fa permisero agli agricoltori di migrare in città, ha avuto risvolti simili. In USA più che in altri paesi del mondo sanno bene che non si può ostacolare il progresso tecnologico basandosi su questi fatti. Sinceramente poi penso che abbiano problemi maggiori di cui occuparsi ;)

  • Profilo di thetavons

    thetavons

    19 apr 2011 - 21:01 - #2
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    Ma com’è che non si sente una mosca volare mentre questo deputato espone le sue ragioni, argomentazioni a parte se fosse stato in Italia la maggior parte dei colleghi si sarebbe messa a ridere senza (probabilmente) neanche lasciarlo finire…. ;)

  • Profilo di drakoon

    drakoon

    19 apr 2011 - 22:40 - #3
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    Ah si perché l’operaio alla catena di montaggio di una azienda di produzione cartacea che rimane a casa perché l’azienda chiude a causa dell’ipad lo prende la Apple come operatore professionale… Si si come no!

  • Profilo di Dave

    Dave

    20 apr 2011 - 07:42 - #4
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    Io le librerie le vedo sempre piene. Comunque i nostri parlamentari farebbero bene a sciogliere dolenti nodi piuttosto che cincionare con l’iPad!

  • Profilo di gm-phobos

    gm-phobos

    20 apr 2011 - 08:35 - #5
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    le librerie le vedi sempre piene… si qui in Italia dove gli editori pubblicano poco o nulla in formato digitale e anche quel poco ha un costo equiparabile a quello del cartaceo (di cui non sostengono i costi ne di materie prime, ne di stampa e nemmeno di distribuzione)…
    Ma ad ogni modo questo problema della mancanza di libri digitali è uno schifo sia per l’ipad che per qualunque altro ebook reader…

    Per il discorso del calo dell’occupazione la storia è sempre la stessa:
    Le innovazioni tecnologiche da un lato creano opportunità e dall’altro cambiano l’approccio al lavoro e in alcuni caso cancellano lavori “obsoleti”.

    Si prendano ad esempio le aziende che producevano i tecnigrafi, con l’avvento dei sistemi informatici e cad sicuramente hanno visto ridursi di parecchio il loro mercato venendo relegati ad una nicchia… è l’evoluzione…

  • Profilo di TizFX

    TizFX

    20 apr 2011 - 08:39 - #6
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    @drakoon
    Dire alla Apple di accogliere tutti gli operai in disoccupazione sarebbe un utopia piuttosto ridicola. Ma esiste sempre la riqualifica professionale.

    Cosa avrebbero dovuto dire tutti i maniscalchi dell’ottocento di fronte all’innovazione della macchina a vapore? Si sono reinventati e si son messi a fabbricare pezzi di ricambio per macchine a vapore.

    Io stesso 15 anni fa ero elettricista, magari avevo già una mezza passione per l’informatica, però per colpa della crisi edilizia ho deciso di rimettermi in gioco e di ricominciare da zero. Oggi sono ingegnere informatico.

    Il problema è che molti di quelli che improvvisamente si trovano in disoccupazione, perdono anche la grinta di voler evolversi.

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