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La nuova policy App Store, il Software As a Service e la mail di Jobs

Pubblicato: 22 feb 2011 da aWilito


La lista degli scontenti per le nuove regole degli abbonamenti su App Store si allunga: e a rinunciare ufficialmente alle delizie dell’ecosistema Apple ora ci si mettono anche Rhapsody e Readability, mentre altre come TinyGrab gettano la spugna ancor prima di arrivare al vaglio-censura di Cupertino. Il terrore che attanaglia molte piccole software house è che anche coloro che vendono software come servizi (SaaS, Software As a Service) debbano corrispondere ad Apple quel famoso 30% degli introiti e offrire pagamenti attraverso i meccanismi dell’In-App Purchase. Una mail di Steve Jobs sembrerebbe affermare il contrario, ma va’ a sapere.

Readability sostanzialmente offre su iOS quel che Safari Reader fa su Mac, vale a dire una lettura veloce dei contenuti senza pubblicità, banner e fastidiose animazioni. Per ottenere lo scopo, gli utenti iscritti al servizio pagano ogni mese 5$, il 70% dei quali viene rigirato toutcourt agli editori e il 30% trattenuto come guadagno per il servizio e lo sviluppo dell’app. Va da sé che, se Readability dovesse corrispondere un 30% anche ad Apple, il business avrebbe ben poche chance di restare in piedi così come lo conosciamo. Parlando della questione, Gruber afferma che si tratta semplicemente di un modello di pubblicazione dei contenuti, e come tale è soggetto ai nuovi termini e condizioni imposte da Apple:

Magari mi sbaglio, ma questi qui [gli sviluppatori, n.d.T.] affermano di essere sorpresi e delusi dall’insistenza di Apple nel pretendere il 30% degli abbonamenti quando loro stessi trattengono per sé il 30% degli abbonamenti! Come possono affermare che Readability non “fornisca contenuti” all’utenza? E’ esattamente quel che fa Readability.

Ciò che Gruber omette, tuttavia, è che Apple ha creato l’ecosistema e non il servizio, ma soprattutto che modificare le condizioni e i costi in mondo tanto significativo (siamo passati dallo 0% al 30% in più) e senza preavviso può scombussolare i piani di molti. Il problema non è corrispondere questo famigerato 30% ad Apple, ma doverlo fare di punto in bianco, con un modello di business creato su altri presupposti e non potervi sfuggire.

Per fortuna, però, pare che i SaaS come DropBox, SalesForce o Evernote non siano contemplati tra i destinatari delle nuove regole. Un utente di MacRumors ha infatti inviato una mail a Steve Jobs chiedendo lumi sulla faccenda e citando esplicitamente gli esempi che abbiamo fatto anche qui. La risposta, minimalista coma al solito, è stata:

Abbiamo creato gli abbonamenti per le app che pubblicano contenuti, non le SaaS.

Una conferma semi ufficiale che il Software as a Service può stare tranquillo, almeno per ora. Peccato soltanto che proprio Readability sia stato recentemente bocciato e rimosso dall’App Store perché forniva “funzionalità o servizi” di content serving senza offrire tra le opzioni di pagamento l’In-App Purchase. Hai voglia a spiegare ad Apple che l’app riformatta semplicemente i siti Web e rimuove gli spot: per Cupertino si tratta a tutti gli effetti di una rivista online, e come tale soggetta alla nuova policy. La speranza, per sviluppatori e utenti, è che Apple porti almeno un po’ di luce in quest guazzabuglio in cui si naviga a vista.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • wolf wolf

    22 feb 2011 - 13:02 - #1
    -2 punti
    Up Down

    Voglio proprio vedere dopo l’uscita dei Nuovi Tablet non Apple se la politica Aggressiva andrà avanti.
    Speriamo che l’Anti Trust americana multi la Apple di una tale cifra da fargli cambiare settore e darsi alla frutta&verdura

  • Profilo di mrmoleskine

    mrmoleskine

    22 feb 2011 - 14:16 - #2
    2 punti
    Up Down

    @wolf non capisco questo tuo accanimento e cattiveria gratuita.

    La questione è abbastanza complessa: il 30% non è poco da dare a Apple, ma è anche vero che senza Apple, molto probabilmente questo canale di vendita non lo avrebbero ed è un canale che se sfruttato per bene rende.

    E’ vero l’obiettivo degli abbonamenti inApp doveva “colpire” gli editori, che come al solito, volevano fare i furbetti (vedi Repubblica che consentiva l’acquisto con il credito telefonico, bypassando Apple). Ora, se tutti si mettessero a bypassare l’inApp in questo modo? Non credo che a Cupertino abbiano messo in piedi la baracca per la felicità degli altri.

    Apple Store (così come il market Android) ti dà i clienti belli e pronti ad acquistare, e parliamo potenzialmente di 100 milioni di persone, senza investire nulla in pubblicità, comunicazione (sullo store intendo) e in cambio dovrebbe accettare che la possano bypassare così facilmente?

    Questo vale per qualsiasi azienda non solo per Apple

  • Profilo di ashitaka

    ashitaka

    22 feb 2011 - 14:38 - #3
    0 punti
    Up Down

    Mah. Quello che sta progressivamente implementando Apple è un meccanismo, anche abbastanza subdolo se vogliamo, che ho criticato da subito. Io lo ritengo poco sostenibile, altri dicono che è il futuro. Boh..staremo a vedere. Certo aldilà di tutto uno scarto del 30% manda a zampe all’aria qualsiasi modello di business avviato. E direi che oggettivamente tiene alla larga anche quelli che vorrebbero avviarlo un eventuale business. Per cui ho idea che gli unici che si daranno al biologico a breve termine sono i sviluppatori di piccole software house.
    Realisticamente non siamo ancora in zona antitrust ma diciamolo francamente a Cupertino ci stanno ricamando intorno da un po, sempre lì lì sul filo. D’altra parte lo stuolo di avvocati che avranno in busta paga non è che stanno lì a pettinare le bambole. E si vede.

  • Profilo di mrmoleskine

    mrmoleskine

    22 feb 2011 - 16:16 - #4
    0 punti
    Up Down

    “L’informazione in futuro non si pagherà +”

    Scusa Wolf mi spieghi perché secondo te? Dirlo è facile, a me interessano le motivazioni.

  • wolf wolf

    22 feb 2011 - 16:28 - #5
    0 punti
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    Perchè in futuro non avrai bisogno di Editori per fornire informazioni.
    Userai i social Network, i Blog e altri strumenti per avere notizie.
    A seconda del tipo di notizia cercherai il giusto fornitore.
    Così facendo, solo un pigrone ignorante può utilizzare i soliti canali per avere informazioni.
    Ma non lo dico io…..
    E’ scritto ovunque da anni e chi lo dice è gente che magari te lo spiega senza offendere un fan Apple.

  • wolf wolf

    22 feb 2011 - 16:31 - #6
    0 punti
    Up Down
  • Profilo di mrmoleskine

    mrmoleskine

    22 feb 2011 - 18:00 - #7
    0 punti
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    @Wolf da un lato può essere vero: la diffusione della notizia “as is” può avvernire attraverso una forma di p2p della news. Ma tutto il resto dell’informazione? Editoriali, approfondimenti, ricerche, inchieste, reportage, fotoreportage ( più lunghi di un paio di foto fatte con il cellulare).

    Hai mai scritto su un blog? Io si. Serve tempo e se non è ricompensato non lo fa nessuno. Per il tipo di news “da social network” per quanto mi riguarda esiste già ANSA.it, ma per fare riflessioni, confronti, far emergere la verità dei fatti, serve tempo e professionalità: e nessuno le offre gratis.

    Inoltre, i grandi editori “DOVREBBERO” avere anche la funzione di autorevolezza garante dell’obiettività dei fatti riportati ( tradotto, non stanno sparando minch*iate, come potrebbe fare chiunque ti riporti la notizia).

  • zzss

    23 feb 2011 - 10:46 - #8
    0 punti
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  • wolf wolf

    23 feb 2011 - 12:33 - #9
    0 punti
    Up Down

    @mrmoleskine purtroppo i grandi editori, essendo di parte non saranno mai obbiettivi riguardo alla notizia.
    La notizia va affrontata in 2 modi:
    Il primo consiste nell’apprendere l’avvenimento (Agenzie che comunicano senza fronzoli la notizia)
    Il secondo consiste nell’accedere al/ai Sito/i Web/Blog/Social Network di fiducia per approfondirla.
    L’eventuale arricchimento per un sito web consiste negli accessi, il traffico che smuovono.
    Il denaro arriva solo dopo tutto ciò da Banner e cose simili.
    Non si può pretendere del denaro da distribuire al Pubblicatore (Apple) della tale Testata Giornalistica (Giorno,Corriere della sera,Repubblica ecc. ecc.) che poi paga il Giornalista.
    Se il Giornalista è bravo/affidabile ecc. ecc., può bypassare i primi 2 e fare della sua professionalità il biglietto da visita.

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