
Sembra che Apple abbia rimosso un’applicazione non ufficiale di WikiLeaks dal suo App Store. Il software, per iPhone e iPad, si limitava a rendere accessibili in modo accattivante i contenuti di WikiLeaks e del relativo account Twitter.
Come nota TechCrunch, l’applicazione non sembra più scaricabile da diverse ore. L’applicazione, a pagamento, consentiva di accedere ai materiali gratuiti pubblicati dal team di Julian Assange, che stanno facendo tremare i diplomatici di tutto il mondo.
Al momento Apple non ha risposto in merito alla rimozione, i cui motivi potrebbero non essere necessariamente censori. In ogni caso non sarebbe in cattiva compagnia: nei giorni scorsi hanno preso le distanze da WikiLeaks Amazon, Paypal, Mastercard, Visa e altre grandi aziende americane. Lo sviluppatore dell’app, Igor Barinov, afferma di aver ricevuto la notifica da Apple riguardante la rimozione dallo store.
spike13
21 dic 2010 - 18:13 - #1Mhmm… I’ve got a bad feeling about this…
noneralui
21 dic 2010 - 18:23 - #2il solito titolo scorretto. Poi nel testo del post scrivete giusto ma ultimamente (dove per ultimamente intendo due tre anni) state scrivendo dei titoli assurdi..
Comunque nulla di scandaloso. Apple ha fatto quel che andava fatto.
noneralui
21 dic 2010 - 18:24 - #3spike13
I’ve got a good feeling about this
http://www.youtube.com/watch?v=5NqpvHtARrM
noneralui
21 dic 2010 - 18:34 - #4e comunque come fa notare MacRumors
While Apple still has yet to provide an official reason for the removal, it is possible that the application simply ran afoul of Apple’s rules regarding donations. Apple’s review guidelines require that application soliciting donations be free and that donations be made to recognized charitable organizations via either a website or SMS. The donation aspect of the application had been noted in its App Store description:
One Dollar For Internet Freedom
Internet democracy requires funds to stay strong. By purchasing the Wikileaks app, you donate 1 dollar of the purchase price towards organizations that work to promote the future of online democracy.
Quindi potrebbe non c’entrare nulla la storia di WL ma si ripeterebbe la storia riguardante le donazioni fatte via app.
ashitaka
21 dic 2010 - 18:43 - #5Ah beh…tanto ormai…
Tandua
21 dic 2010 - 21:27 - #6Con 300 mirrors…non ne sentira’ la mancanza
bit7
22 dic 2010 - 00:52 - #7tandua
i 300 mirrors portano 1/100 del traffico e della rilevanza che un sito principale porta.