Acquisti In-App, Apple contatta gli utenti e propone il rimborso

Messa sotto pressione da FTC e Commissione Europea, Apple contatta gli utenti e propone -in certi casi- il rimborso degli acquisti in-app fatti da minorenni.

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Aggiornamento del martedì 25 marzo 2014, a cura di Ruthven

Le numerose pressioni esercitate su Apple (e su Google) per regolamentare meglio gli acquisti in-app, stanno raccogliendo i loro frutti. Apple ha spedito una lettera ad alcuni utenti di iTunes come conseguenza del decreto della U.S. Federal Trade Commission sugli acquisti in-app nell'App Store. Nell'e-mail, Apple propone la possibilità di ottenere un rimborso attraverso un modulo da compilare on-line.

Sembra che siano stati contattati quegli utenti statunitensi che recentemente hanno effettuato degli acquisti in-app. Apple mira a rimborsare quegli acquisti "fatti da un minorenne"; le richieste devono essere inviate prima del 15 aprile 2015. Il testo della mail è stato pubblicato da MacRumors e specifica le recenti restrizioni apportate da Apple per facilitare il controllo parentale sulle app.

Sempre sulla stessa linea, Apple ha introdotto in iOS 7.1 un nuovo messaggio che mette in guardia l’utente sul funzionamento automatico degli acquisti in-app, soprattutto in relazione alla possibilità di effettuare acquisti nei 15 minuti successivi al primo, il che non necessita inserire nuovamente la password associata al proprio Apple ID.

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A tirare le orecchie ad Apple e Google è stata anche la Commissione Europea, che aveva convocato portavoce delle due multinazionali per discutere delle preoccupazioni che ruotano attorno agli acquisti in-app nelle applicazioni mobili. L’intenzione del legislatore mirava proprio a sensibilizzare i due maggiori operatori del mercato sulla necessità di proteggere maggiormente i consumatori, ed in particolar modo i bambini, dagli acquisti accidentali.

Nel futuro, ci sono da aspettarsi maggiori restrizioni e controlli sugli acquisti in-app. Questi sono una grande fonte di benefici sia per gli sviluppatori che per Apple, ma vanno strettamente controllati. Nel frattempo, con i rimborsi -che si spera arrivino anche in Europa- Apple sta cercando di mettere una pezza agli sfortunati episodi che sono avvenuti in passato.

Acquisti In-App, Apple studia come tutelare maggiormente gli utenti

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Scritto da Giacomo Martiradonna - venerdì 7 marzo 2014

Ultimamente Apple è sotto il fuoco incrociato della FTC e della UE per via delle politiche legate agli Acquisti In-App sull'App Store. Dopo un lungo braccio di ferro con la prima, alla fine Cupertino si è arresa al pagamento di 32,5 milioni di dollari da rimborsare agli utenti in seguito alla slavina di lamentele che l'ha investita. L'accordo prevede che i cambiamenti promessi alla FTC entrino a regime entro il 31 marzo prossimo; e ciò implica che arriveranno quasi certamente con l'update di iOS 7.1.

Tra le novità c'è che Apple dovrà ottenere un accordo esplicito da parte degli utenti prima di poter abilitarli agli Acquisti In-App; inoltre, dovrà prevedere modalità semplici di disabilitazione per chi cambia idea. A riguardo, ZDNet scrive:

Sebbene possa sembrare banale, modificare l'App Store per ottenere una "autorizzazione esplicita da parte dei consumatori" prima di far partire la fatturazione è un cambiamento significativo. Richiede modifiche fondamentali ai flussi dell'App Store e ci sono un sacco di dipendenze da soddisfare.
Una fonte con cui ho parlato afferma che Apple sta impiegando più tempo di quanto originariamente previsto per assecondare l'FTC. Per ottemperare alla seconda richiesta del governo (quella che permette di disabilitare in qualunque momento la funzionalità) Apple deve richiedere di default una password per tutti gli Acquisti In-App, e probabilmente dovrà aggiungere poi un'opzione in una finestra specifica per ricordare le credenziali.

La notizia giunge a breve distanza anche da una serie di incontri che la Commissione Europea sta intrattenendo in questi giorni con Apple e Google, e sempre relativi a i famigerati Acquisti In-App. A differenza dell'ente regolatore statunitense, tuttavia, nel Vecchio Continente siamo ancora a livello di consultazione; il che significa che la policy dell'App Store sarà già stata modificata per quando le cose si muoveranno anche qui.

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