
Il mese scorso vi avevamo parlato delle nuove SSD card annunciate da PhotoFast ed espressamente dedicate ai nuovi MacBook Air, pensate per espandere la capacità nativa dell’ultraportatile con memorie ancora più veloci.
In abbinamento alle SSD card PhotoFast proponeva anche un pratico adattatore USB 3.0 per riutilizzare come memoria esterna la SSD originale rimossa dal MacBook Air, visto che quest’ultimo dispone solo di uno slot per le SSD card.
A quanto pare però la cosa non è andata giù ad Apple che ha invitato PhotoFast a bloccare la commercializzazione di questo kit di upgrade. Dal canto suo l’azienda giapponese non ha potuto far altro che assecondare le volontà di Cupertino, per non perdere la possibilità di vendere altri accessori che già beneficiano del benestare del MFi program di Apple.
Non è la prima volta che Apple costringe un’altra azienda a bloccare la vendita di un prodotto, una cosa analoga era infatti già capitata ad HyperMac che utilizzava i connettori MagSafe prodotti da Apple per realizzare una serie di accessori dedicati ai MacBook.
[via 9to5mac]
michelangelo giacomelli
30 nov 2010 - 12:34 - #1bene il prossimo passo sarà bloccare la vendita della ram di terze parti cosi da vendertela loro a 3 volte il prezzo di mercato.
Sono stato un utente apple per molti anni dai tempi del g3, devo dire che le politiche commerciali di apple degli ultimi 2 anni mi stanno sempre più convincendo a rivendere macbook e iphone.
L’hardware una volta comprato è mio e ci voglio traccheggiare come mi pare.
harlassen
30 nov 2010 - 13:06 - #2No, ma Apple lo fa per noi. Non vuole che questo hardware di terze parti ci crei problemi. Grande Apple che si preoccupa di noi consumatori finali, proteggendoci con il suo caldo abbraccio. :(
steverulez
30 nov 2010 - 13:09 - #3sai cos’è un accordo commerciale?
se lo firmi ne sei vincolato.
E’ incredibile come ormai il pregiudizio nei confronti di Apple sia così forte da rendere anche dei comuni accordi tra aziende un atto di dominio assolutista.
maxk
30 nov 2010 - 13:14 - #4Probabilmente c’è qualcos’altro sotto, non può essere così banale la richiesta di rimozione di un prodotto dal commercio.
Sarebbe come se Apple proibisse a Seagate di produrre HD 2.5″… o la produzione di ram… o facessero chiudere il sito Buydifferent…
harlassen
30 nov 2010 - 13:38 - #5Io non ho nessun pregiudizio nei confronti di Apple. Anzi, fino all’ultima volta che ho scritto qui il trollone mi ha chiamato fanboy ecc… Figuriamoci. Solo che questa storia, per come è stata raccontata da melablog, non ha alcun senso logico. Se non la manifestazione della volontà di mantenere blindati i propri prodotti. Ma quale sarebbe l’accordo commerciale con Photofast che vieta di produrre upgrade? Dai su, spiegatela bene allora questa storia. Io al momento mi sono fatto l’idea che Apple voglia gestire e mantenere chiusi i propri prodotti, per i quali pretende di bloccare anche upgrade di terze parti (che a mio avviso sono sacrosanti, e confermo le perplessità di Michelangelo.
cerri
30 nov 2010 - 14:19 - #6Può non aver senso logico a prima vista, ma non essendo state riportate le motivazioni per i quali Apple ha richiesto la sospensione, su cosa ti basi?
Non la prendere a male, ma riguardo HyperMac per esempio fu una questione di brevetti.
chepalle
30 nov 2010 - 14:30 - #7uffa volevo comprarmi il kit da 256 e usare quella interna attuale come chiavetta usb con l adattatore del kit….
steverulez
30 nov 2010 - 15:17 - #8nell’articolo è specificato:
http://developer.apple.com/programs/mfi/
è un “programma” attraverso il quale apple fornisce ai membri l’accesso ai suoi protocolli e alla produzione di accessori compatibili.
E’ del tutto normale che DEBBANO rigare dritto e non si possano permettere di prendere iniziative che apple consideri controproducenti.
mcsilenzio
30 nov 2010 - 15:25 - #9Uffff…se si parla bene di Apple si é di parte, se si parla male si è antiapple! Si devono per forza condividere tutte le politiche Apple? Io apprezzo molti prodotti Apple e molte delle sue politiche (anche le più criticate e le più coraggiose) ma questa news mi da tanto la sensazione che Apple abbia agito per puro business in quanto gli utenti avrebbero potuto acquistare la versione con meno memoria per poi upgradarlo ottenendo capacità 2-3 volte superiori e non facendo prendere a Apple il becco di un quattrino..è solo una ipotesi e potrei sbagliarmi ma la sensazione (e penso non solo la mia) è questa!
harlassen
30 nov 2010 - 16:03 - #10@Steverulez:
Non sono d’accordo. La partecipazione al programma di sviluppo di accessori “made for apple” credo che non possa significare che qualsivoglia ulteriore accessorio hardware messo in produzione debba sottostare al volere di Apple. Se Photofast intende produrre altri accessori senza richiedere la certificazione Apple, a mio avviso dovrebbe essere liberissima di farlo. Qui sembra che Apple abbia piuttosto minacciato di bloccare il supporto per gli accessori Photofast facenti parte dell’accordo, al fine di costringere a ritirare dal mercato un qualcosa di scomodo (possibilità di bypassare la chiusura hardware dei nuovi Macbook Air). Sembra eh, non facciamo guerre di religione per queste cose.
Poi avrei una domanda per i più informati: ma ciò che stava producendo Photofast era utilizzabile solo sui Macbook Air, oppure anche su altri computer?
Aaron89
30 nov 2010 - 16:33 - #11Beh detta così mi sembra un po’ strana la cosa! Apple non hai mai proibito upgrade di terze parti come non ha mai stabilito cosa attaccare o non attaccare alla porta usb del nostro computer. Non ha proprio senso questa storia, ci deve essere dell’altro sotto…
rafa
30 nov 2010 - 16:53 - #12Ma si, gli conviene tenere il controllo dell’espandibilità. Avete visto a che prezzi vendono la ram o l’aumento del disco? E’ un discorso analogo a quello delle micro sd su iphone e simili. Uno slot micro sd renderebbe la vita più semplice a tutti, ma poi chi comprerebbe gli iphone da 32gb?
steverulez
30 nov 2010 - 17:17 - #13@harlassen
non ho scritto nulla che sia lontano dalla tua posizione.
Come scrivevo sopra il problema qui è nei rapporti fra le due aziende: apple, che evidentemente teme (perchè?) il prodotto esterno della photofast, ha chiesto (imposto?) al suo partner di farsi da parte.
Aenaryon
30 nov 2010 - 17:48 - #14Compro Apple da 6 anni ma questa prepotenza della mela mi fa schifo
jack-mac
30 nov 2010 - 18:18 - #15paragonare il blocco del mag-safe a quello delle SSD non ha senso.
Il mag safe è un prodotto coperto da copyright apple e chiunque lo lo volesse ulitizzare dovrebbe pagare i diritti ad Apple.
Il blocco della commercializzazione a Photofast mi sa tanto di ricatto: smetti di vendere questo accessorio che mi fa perdere tanti guadagni oppure ti tolgo la certificazione MFi.
Linx
30 nov 2010 - 18:25 - #16Effettivamente questa cosa è urtante, mi auguro che non lo facciano anche con la RAM.
steverulez
30 nov 2010 - 18:32 - #17non è un comportamento encomiabile, ma questo tipo di atteggiamento tra aziende di valore diverso credo sia perfettamente normale. Tanto più quando le società sono partner, l’ordine di grandezza si fa sentire.
Apple si comporta da multinazionale. Questo tipo di comportamenti fanno scalpore solo tra coloro che vedono dietro la mela una ONLUS.
::: NEW Domainers Gate :::
30 nov 2010 - 20:55 - #18gli accordi commerciali si rispettano ovviamente
ma quando fai un accordo con aziende potenti come Apple firmi sempre col cappio al collo
UserName
01 dic 2010 - 00:51 - #19secondo me non vuole perchè lei vende al doppio del prezzo l’upgrade da 256 GB sullo store. E poi non vuole che escano i nuovi pro con una flash più lenta di quella che vende un pincopallo chiunque.
deus2
01 dic 2010 - 03:19 - #20grande Apple.
come si fa a non amarla?
segnale007
01 dic 2010 - 03:43 - #21@steverulez
“non è un comportamento encomiabile, ma questo tipo di atteggiamento tra aziende di valore diverso credo sia perfettamente normale. Tanto più quando le società sono partner, l’ordine di grandezza si fa sentire.
Apple si comporta da multinazionale. Questo tipo di comportamenti fanno scalpore solo tra coloro che vedono dietro la mela una ONLUS.”
Ehhh??? Un comportamento normale? perché si comporta da multi nazionale e pensa solo per i suoi interessi e c’è lo mette nel c*l0 ??? Ma te sei tutto matto o vieni qui per prenderci tutti per i fondelli? Cioé, e come se qualcuno ti condannasse a morte ingiustamente per un crimine non comesso e tu saresti felice di andare a morire.
Io davvero non riesco a trovare un ragionamento logico nei tuoi commenti, a meno che non ci stai prendendo tutti per quel posto, allora va bene, bel gioco, ma fare (ripetutamente e sempre) gli interessi di un azienda ed andare contro i proprio diritti ed interessi, a me non sembra da persona normale.
Gabriel_Voyager
01 dic 2010 - 09:27 - #22Fascisti, dittatori ecc… ma quanto la fate lunga… La M$ ha vietato memorie non ufficiali in sostituzione dell’HD dell’ xbox360. La console è sua e ha tagliato le gambe ai produttori di memorie alternative, stesso discorso. Uscite un po nel mondo invece di ululare alla luna appena leggete Apple vieta perchè fate solo la figura di superficiali ignoranti.
krokko
01 dic 2010 - 10:51 - #23Scusate, ma non viene affrontato quello che secondo me è il punto focale della questione: ovvero, PhotoFast vendeva già queste schede SSD prima dell’arrivo dei MacBook Air? A me non risulta, e la stessa enfasi data alla notizia della vendita delle schede mi porta a pensare in questo senso, ma posso sbagliare. Allora, se io faccio produrre a qualcuno un aggeggio ideato e progettato da me, alla fine mi pare normale che io non voglia che questa ditta venda parallelamente il dispositivo. Ben diverso è il caso se PhotoFast produceva già queste schede in proprio: allora diventa davvero come se io volessi che un produttore di HD li vendesse solo a me.
steverulez
01 dic 2010 - 11:36 - #24@segnale007
veramente a volte ho la sensazione di parlare con persone che non solo NON leggono quello che viene scritto, ma che sembrano appartenere ad un altro mondo, incapaci di contestualizzare gli argomenti. Io parlo di “comportamento NON encomiabile” e tu mi fai passare per uno che gode a farselo mettere nel c.u.l.o.!
Dire che per una multinazionale è NORMALE difendere i propri interessi e imporre la propria volontà ai partner più deboli non centra nulla con l’affermare che sia giusto o meno o se sia conveniente o meno per gli utenti. Sono due aspetti diversi.
Il tuo esempio mischia questi aspetti ed è per questo inefficace oltre che non pertinente.
IO NON FACCIO GLI INTERESSI DI NESSUNO. IL PROBLEMA E’ VOSTRO CHE SIETE INCAPACI DI RAGIONARE E CONFONDETE IL SENSO CRITICO CON GLI UMORI DEL VOSTRO STOMACO.
Personalmente motivo SEMPRE le mie affermazioni al contrario di molti di voi che non vanno oltre giudizi del tipo: fascista/non fascista, bello/brutto, figo/non figo.
In più sembrate cadere giù dalle nuvole quando un’azienda, legalmente fino a prova contraria, usa la sua posizione dominante per fare la sua volontà. Siete dei bambacioni.
segnale007
01 dic 2010 - 14:26 - #25Ti commenti da solo, veramente….
steverulez
01 dic 2010 - 15:02 - #26la tua superficialità si commenta da sola.
ma vedo che non sei solo. Buon per te.
brewis78
01 dic 2010 - 15:27 - #27Scusate è ma cosa non è chiaro nel ragionamento di Steverulez? Sta dicendo che è politica diffusa, normale, comune questa. E io sono concorde. Se la critica che fate (facciamo) è verso TUTTO il sistema ok, ma se è solo contro questo caso specifico di Apple è solo voler prendere a pretesto questo articolo per criticare l’azienda decontestualizzando il tutto dal mondo reale.
Capiamoci, come detto prima da altri. COsa fa MS con la sua Xbox 360 dove non posso montare memorie mie? Cosa ha fatto Sony con PS3 imponendo di fatto il SUO standard BR rendendolo di fatto obbligatorio sulla console più diffusa al mondo (al tempo almeno)? Cosa fanno TUTTE le case automobilistiche se non faccio il tagliando regolare da loro annullandomi così tutta o determinata garanzia su eventuali guasti? Cosa fanno le compagnie telefoniche pensando a complicazioni nel passagio da operatore X a Y, rimodulazioni, tasse obbligatorie per connessioni solo dati, etc? E le compagnie petrolifere?
Potremo andare avanti ore a fare un elenco infinito di situazioni che di sicuro vanno a discapito del consumatore e per questo di sono (dovrebbero essere) degli organi preposti al controllo In generale questo caso specifico non mi pare nemmeno così “strano” o deplorevole essendo in atto accordi commerciali e di partnership tra le due società.
Se vogliamo dire che tutto il sistema fa schifo..ok..(per quanto vale), ma il resto mi paiono solo commentini superficiali fuori dal mondo reale in cui viviamo noi.
steverulez
01 dic 2010 - 15:55 - #28grazie brewis. ; )
lucatullio
02 dic 2010 - 01:01 - #29Dato che la società produttrice delle memorie ha la “licenza” di Apple per lo sviluppo di accessori Apple, potrebbe trovarsi nella posizione che nel nostro ordinamento viene definita “di dipendenza economica”. Se Apple le avesse imposto di terminare la produzione delle memorie avrebbe violato il divieto di abuso di dipendenza economica.
Probabilmente anche il sistema giuridico americano conosce istituti simili a quello descritto, nei prossimi giorni magari ne sapremo qualcosa.
Se un fatto del genere fosse accaduto in Italia sarebbe stata non una condotta “non encomiabile”, bensì illecita.
EdoM
02 dic 2010 - 10:24 - #30La realtà sembra questa:
Il disco fisso proposto da PhotoFast ha prestazioni nettamente superiori a quello fornito da Apple. Apple non ha piacere che in un prodotto di alta gamma, venduto come super-performante, qualcuno possa far notare come si potesse scegliere prodotti ancora più performanti.
Apple ha con PhotoFast un accordo commerciale per la produzione di accesori ai prodotti Apple che rappresenta per PhotoFast una grossissima fonte di guadagni.
Apple ha fatto pesare su PhotoFast il suo peso contrattuale minacciandola di annullare il contratto qualora non ritirasse le SSD.
Il contratto di per se non vieta la vendita delle SSD, ma Apple ha il diritto di recedere dal contratto senza motivazioni (ovviamente non inficiando la vendita dei prodotti commercializzati sino a quel momento).
PhotoFast, di fronte alla possibilità di perdere un mercato grande per uno molto più piccolo, ha fatto 2 conti ed ha accettato di ritirare il prodotto (che probabilmente dopodomani verrà offerto da qualcun’altro che non è vincolato da contratti Apple).
Questo è quello che succede quando un’azienda dipende in maniera troppo marcata da una sola nicchia merceologica.