Il CEO di Tesla discute di batterie con un ingegnere Apple

In un video, il CEO di Tesla Elon Musk discute di batterie con un ingegnere Apple. Ed è evidente che qualcosa bolla in pentola.

Il CEO di Tesla, Elon Musk, si è intrattenuto per qualche minuto con un ingegnere capo del team iPhone. Si tratta di una conversazione molto tecnica, che tuttavia offre spunti interessanti di osservazione, soprattutto se consideriamo che Apple e Tesla sono in trattative segrete da più di qualche anno. Da principio si era pensato ad una partnership strategica per l'incursione nel mondo automobilistico, ma più probabilmente a Cupertino sono interessati alla Gigafactory della società in costruzione nel Sud Est degli USA e capace di fornire qualcosa come mezzo milione di batterie l'anno. Cupertino, se tutto va come sperato, potrebbe diventare presto uno dei finanziatori del progetto.

Quel che si evince dal breve scambio di battute, è che l'ingegnere in questione è un pezzo grosso dello sviluppo hardware dell'iPhone e questo rende la cosa ancora più interessante. Apple rappresenta uno dei più grandi acquirenti al mondo di batterie e, così come Tesla, ha condotto moltissimi test su materiali, packaging, form factor e chimica. Quando Musk chiede della densità energetica (cioè la quantità di energia immagazzinata in un dato sistema per unità di volume o per unità di massa), l'ingegnere afferma di non voler rispondere per evitare che "il suo datore di lavoro gli faccia causa;" al che il pubblico, ben conoscendo la riservatezza di Apple, scoppia a ridere.

Ovviamente, si tratta del classico segreto di pulcinella: tutti conoscono ufficiosamente la densità energetica delle batterie dei gingilli Apple, visto che tutti i competitor hanno sicuramente già analizzato nel dettaglio la tecnologia adottata. Le bocche, in ogni caso, restano cucite, e Musk lancia qualche numero: a pieno regime, possono ottenere 260Wh/KG ad un prezzo altamente concorrenziale, ma qualcosa non torna, visto che questo tipo di batterie ha uno spessore che difficilmente le rende adeguate ai bisogni di Cupertino.

Insomma, apparentemente non si capisce le due cosa abbiano da dirsi, ma una cosa è certa: qualcosa le lega; qualcosa di cui allo stato attuale non abbiamo minimamente idea, ma che allude sicuramente a una qualche diavoleria hardware in arrivo entro qualche anno. E un giorno, rileggendo queste stesse, imperscrutabili parole, diremo: ecco dove volevano andare a parare.

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