Apple TV, nuova versione ad aprile e commercializzazione a Natale

Indiscrezioni molto attendibili confermano la presentazione di una nuova Apple TV ad aprile, con lancio molti mesi più tardi. Ma le aspettative degli utenti saranno fortemente ridimensionate.

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Bloomberg non ha dubbi. Apple introdurrà una versione aggiornata di Apple TV tra pochi mesi, ad aprile, con commercializzazione prevista molto più tardi ma comunque in tempo per il Natale. E il risultato sarà parecchio distante dalle aspettative iniziali di Cupertino.

Apple sta cercando di avere il dispositivo disponibile per le vendite entro le festività natalizie, sebbene la data di rilascio potrebbe subire spostamenti dato che la società è ancora nel mezzo del processo di chiusura dei contratti coi partner della programmazione e della distribuzione, hanno affermato le fonti chiedendo di restare anonime poiché i piani sono privati.

E in effetti, è da parecchi anni -ripescando a memoria, almeno dal 2007- che Apple tenta di convincere i fornitori di contenuti a cedere i diritti per lanciare un ambizioso servizio di set-top box con Internet TV à la carte, che consenta agli utenti di scegliere cosa vedere in ogni momento rimuovendo la distinzione tra TV dal vivo e on-demand. Senonché, scrive il Wall Street Journal, finora le negoziazioni hanno preso tutt'altra piega.

L'ultimo approccio di Apple è parecchio meno ambizioso. Invece di chiedere le stagioni complete degli show, ora chiede ai fornitori solo gli ultimi cinque episodi delle stagioni attualmente in circolazione, ovvero lo standard dell'industria TV [....]. Apple sta anche proponendo di disabilitare il fast-forward degli show per tre giorni dopo la messa in onda, così da proteggere i canali TV.

La speranza era di strappare qualche esclusiva a CBS e Disney, così da offrire i loro contenuti agli utenti iTunes direttamente attraverso il Web, tagliando fuori le tv via cavo e via satellite tipo Comcast, Time Warner e DirecTV. Ma evidentemente i produttori di contenuti hanno troppa paura che la mela possa finire per controllare di fatto anche il mercato dell’on-demand e delle WebTV, esattamente come è avvenuto con iTunes; e per tutelare i propri interessi, insomma, ci rifilano un servizio Web azzoppato all'origine. Ma offrirlo loro stessi, proprio non gli passa per la testa, vero?

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