Tim Cook sulla Privacy: l'NSA "dovrà passare sul nostro cadavere prima di poter accedere ai server"

In una intervista televisiva, Tim Cook ha usato toni molto duri nei confronti delle politiche di governo riguardo la privacy degli utenti. E sembra ben intenzionato a proteggerla.

Nell'intervista rilasciata alla ABC in occasione del trentennale del Mac, Tim Cook ha sorvolato diversi argomenti, tra cui un interessante accenno al problema della protezione della privacy degli utenti.

Dopo lo scandalo del Datagate, la questione è nota un po' a tutti. Da una parte la National Security Agency (NSA) statunitense difende il proprio operato con la necessità di proteggere la gente, e dall'altra la gente in questione inizia a sentire la morsa di un potente tritacarne che ha accesso indefinito a quantità gigantesche di dati e fa sempre più paura.

Secondo la stampa, la NSA ha (o quantomeno ha avuto per anni) accesso libero ai dati e ai sensori degli iPhone; Apple si è subito affrettata a negare ogni coinvolgimento diretto, ma la questione resta, tanto più che esistono per certo software capaci di studiare il comportamento degli utenti in mobilità: basta guardare nello scalcinato mondo del jailbreak per farsi un'idea di cosa parliamo. Tutti i big chiedono al governo maggiore trasparenza, ed ecco perché nell'intervista alla ABC, Tim Cook ha affermato che la NSA "dovrà passare sul nostro cadavere" prima di avere accesso ai server di Cupertino.

Il resto dell'intervento non è meno duro:


Giornalista: "Qual è la tua più grande preoccupazione riguardo il programma di sicurezza qui nel paese?"
Tim Cook: "Sto spingendo davvero molto per aprire i libri ed essere totalmente trasparente. Molto di quello che è stato detto non corrisponde al vero; non c'è alcuna backdoor. Il governo non ha accesso ai nostri server. Dovrebbero prima passare sul nostro cadavere per quello. Semplicemente, non accadrà mai. È una cosa che sentiamo molto profondamente. Io desidero essere trasparente, poiché credo che la trasparenza aiuterebbe a mettere tutto nella giusta prospettiva."
Giornalista: "Crede che gli americani, Tim, sarebbero più a loro agio se gli potesse dire altro?"
Tim Cook: "Credo proprio di sì."

Per Cook, occorre poter chiarire agli utenti quali dati vengono forniti, nonché il numero delle persone e degli account coinvolti; Apple, tuttavia, è attualmente sotto cosiddetto "gag order," cioè è sottoposta al divieto di rilasciare dichiarazioni su queste questioni. Chi volesse gustarsi per intero l'intervista all'iCEO può farlo direttamente sul sito dell'emittente televisiva. Buona visione.

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