Acquisti in-app: accordo tra FTC e Apple, via ai rimborsi

Apple rimborserà una cifra stimata in 32,5 milioni di dollari, dopo l'accordo con la Federal Trade Commission sugli acquisti in-app.

Quello relativo agli acquisti in-app è stato un lungo braccio di ferro, ma alla fine tra FTC e Apple è arrivato l'accordo. L'annuncio ufficiale arriva da quel di Washington, dove il boss di FTC Edith Ramirez ha annunciato anche quelli che saranno i termini stabiliti dalla società di Cupertino insieme alla Commissione.

Apple ha infatti accettato di rimborsare almeno 32,5 milioni di dollari, riservati a coloro i quali hanno visto i propri figli effettuare gli acquisti all'interno dei giochi e delle applicazioni, senza il consenso o la consapevolezza da parte del genitore. La cifra stabilita è in realtà una stima al ribasso, visto che Apple dovrà restituire completamente il ricavato proveniente da questo tipo di operazioni non autorizzate.

All'azienda tecnologica è stato inoltre concesso fino al 31 marzo 2014 per rivedere il proprio sistema di pagamento in-app, al fine di rendere più chiara l'operazione di acquisto effettuata dall'interno delle applicazioni "free": un modello che si sta facendo sempre più strada tra gli sviluppatori di software per smartphone e tablet. I consumatori dovranno inoltre dare il loro consenso informato, prima di procedere agli acquisti in-app.

In seguito all'accordo con la FTC, Tim Cook ha scritto anche una lettera ai propri dipendenti, per spiegare la decisione da parte di Apple, rimarcando allo stesso tempo la sicurezza di App Store:

"Sin dall'inizio, proteggere i bambini è stata una priorità principale per il team di App Store e tutti in Apple. Lo store è premurosamente curato, e teniamo gli sviluppatori agli stessi alti standard di Apple per sicurezza, privacy, usabilità e decenza, tra i tanti. I controlli genitoriali in iOS sono forti, intuitivi e personalizzabili, e abbiamo continuato ad aggiungere modi per i genitori di proteggere i bambini. Questi controlli vanno di molto oltre le funzionalità di altri produttori di dispositivi e sistemi operativi mobili, molti dei quali non controllano le applicazioni che vendono ai bambini."

Via | Tuaw.com

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