Microsoft Surface 2, i nuovi spot anti-iPad mostrano Kickstand e account multipli

Microsoft ha pubblicato due nuovi spot dedicati al Surface 2 e come al solito prendono di mira iPad. Questa volta, per l'assenza di un supporto Kickstand integrato e per gli account multi-utente.

Microsoft ha ufficialmente pubblicato i due nuovi spot dedicati al Surface 2 che potete ammirare rispettivamente in cima e in fondo a questo post. Ma questa volta, il materiale preparate dal marketing per i nuovi gingilli di Redmond appare molto meno superficiale e parecchio più convincente:

La stagione delle festività è ufficialmente alle porte, e sappiamo che molti di voi sono in procinto di decidere quali dispositivi acquistare per la famiglia, gli amici e per voi stessi. Mentre considerate le alternative, dovreste pensare a cosa volete fare col vostro tablet. Il Surface è progettato e costruito per le persone che vogliono fare di più ed essere produttive su tablet. Ciò significa cose diverse per persone diverse, ecco perché abbiamo raccolto una serie di video -e molti altri sono in arrivo- che mostrano come si comporta il Surface rispetto ai competitor nel portare a termine le cose di tutti i giorni.

Nel primo video, come al solito, Redmond pone l'accento sul supporto integrato Kickstand che rende inutili le cover esterne, come su iPad per l'appunto; poi enfatizza HandsFree, la tecnologia che permette di interagire col dispositivo anche senza toccarlo. E ha ragione quando dice che, per avvalersi di Siri, occorre non solo toccare (e potenzialmente sporcare) il tasto Home del dispositivo, ma anche pronunciare comandi vocali che non sempre vengono compresi bene, soprattutto in ambienti caotici come la cucina di casa.

Il secondo spot, invece, esalta la multiutenza nativa; una feature che Apple introdurre su insegue già da qualche anno ma senza successo. "iPad", spiega la voce guida, "non consente la creazione di account multipli e non ha neppure la capacità di monitorarne l'uso." Touché.

Vedremo se questa nuova campagna sortirà gli effetti desiderati, anche se stavolta a onor del vero c'è qualche speranza in più. Ora per lo meno, e nonostante un linguaggio alla mano, Redmond entra nel merito delle questioni tecniche in luogo del solito rosicamento ad libitum. Chissà che questo non basti a risollevare le sorti di un tablet nato storto e finito in flop dopo neppure un anno di commercializzazione.

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