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Richard Stallman: Apple crea manette digitali per limitare la libertà informatica

Pubblicato: 07 lug 2010 da Ruthven

Richard Stallman

Richard Stallman è un personaggio scomodo. Fondatore della Free Software Foundation, fra gli sviluppatori e promotori di Gnu/Linux, è da sempre impegnato sul fronte della libertà digitale e della difesa della privacy. Naturalmente le posizioni di Stallman a favore del software libero si scontrano spesso e volentieri contro gli interessi delle multinazionali… tra cui Apple.

In un recente seminario presso La Casa Invisible a Malaga, Richard Stallman ha sottolineato l’attacco di Cupertino alla libertà individuale. “L’impero del Male“, così definisce Apple il fondatore del progetto GNU. Secondo lui Apple è più malevola e restrittiva di Microsoft nel limitare il diritto ad eseguire applicazioni sui suoi dispositivi:

Apple crea manette digitali, convince la gente che è “cool” solo per possedere i suoi prodotti ed applica giochi di marketing affinché quello che fa non sembri nefasto.

Come sappiamo, Apple marca dei margini di manovra per il software ammesso sui suoi prodotti. La politica della compagnia mira a controllare sia i contenuti che gli strumenti di sviluppo delle app vendute su App Store.

Se da una parte le clausole del SDK sono state ampiamente criticate dalla comunità degli sviluppatori, il filtro applicato sui contenuti delle applicazioni a volte ha rasentato la censura, come nel caso dell’app di satira politica del premio Pulitzer Mark Fiore, rifiutata perché considerata offensiva. Davanti all’alzata di scudi generale, rapidamente App Store aveva riammesso l’app, però ciò non ha calmato la polemica, la quale continua sul fronte delle “applicazioni a luci rosse”.

Le ragioni di Apple a favore di un controllo dei contenuti non sono di poco conto. Steve Jobs si è reiteratamente schierato contro la presenza di applicazioni pornografiche sui dispositivi Apple per la difesa dei soggetti più sensibili. Quello che Stallman chiama “controllo”, per Apple è “sicurezza”: misure necessarie per proteggere i dati in un mondo dove elementi malevoli purtroppo esistono.

Ma per Stallman tutte le misure di sicurezza e il software proprietario non sono altro che un’altra barriera alla libertà digitale. L’utente che segue la campagna di marketing ed entra nel sistema del software proprietario, si infila da solo le manette ai polsi. In seguito, ogni aggiornamento del software lo costringe a rimanere prigioniero, scoraggiando di fatto ogni modificazione non autorizzata del prodotto.

Nei recenti scontri fra Apple e Adobe riguardo a Flash, la posta in gioco per Stallman va quindi ben oltre i meri benefici economici. Assieme a Microsoft, le due corporazioni cercano di negare l’uso del software in ogni sua forma all’utente finale, inclusa la possibilità di analizzarne il codice sorgente e di poter ridistribuire copie di un software che, per diritto d’acquisto, è ormai suo. “Il tutto in una visione altruistica, cioè per aiutare chi ti sta intorno”, specifica Stallman.

Ma il mercato dell’high-tech non ragiona secondo una filosofia altruistica. Se vi sono isole nella Rete dove nel cyberspazio si possono esprimere liberamente le libertà individuali, le mega-corporazioni inseguono una delle merci più preziose: l’informazione.

Da Google a iTunes, da Microsoft Explorer a Flash Player, molti sistemi mirano a raccogliere quanta più informazione per offrire servizi mirati. La Rete così si è trasformata nell’incubo dei paranoici; così Richard Stallman ha intrapreso la sua crociata.

Apple, con il suo think different, ha cercato il compromesso fra gli interessi di mercato e la realizzazione di prodotti di alta qualità. Ma la bontà del software non basta, chi ha una visione manichea di quello che può essere una società libera non accetta compromessi: “Se ragioniamo in termini di etica, noi siamo dalla parte del Bene, loro dalla parte del Male. Dunque il nostro software sarà sempre migliore del loro”, disse un giorno lo stesso Stallman parlando di software libero.

[Foto Colectivo La Tribu]

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60 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di fabrix

    fabrix

    08 lug 2010 - 17:22 - #51
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    @Gurzo83
    la X serve per chiudere la finestra corrente di quella App, non tutta la app (a meno che la app abbia una sola finestra per default, tipo “preferenze” e allora si chiude tutto). Queste sono le basi di OSX: pretendere di usare un sistema diverso per quello che non è (non è Windows e non è GNU/Linux) mi sembra un po’ pretestuoso. Stessa cosa per il “+” che non serve a zoomare a tutto schermo come succede altrove: si spreca solo un sacco di spazio e si intralcia il paradigma del drag-n-drop. Le cose “strane” che vedi sono il frutto di concetti di interfaccia alla base diversi.

    Per il disco in NTFS non capisco come mai OSX ti ci faccia scrivere sopra; se non ricordo male per default puoi solo leggere, a meno di utility di terze parti (mac fuse o Paragon a pagamento) oppure se abiliti da terminale la scrittura ma che è rispauto essere INSTABILE. Io p.e. uso il Paragon NTFS e non ho problemi sui dischi esterni formattati Windows: nessun kernel panic cancellando, spostando, rinominando ecc.. Stiamo comunque parlando di un filesystem “estraneo” e pergiunta non documentato, non vedo cosa c’entri strettamente OSX, che — ripeto — lo supporta ufficialmente in sola LETTURA. Anche sotto Linux si è dovuto fare i salti mortali con ‘ntfs-3g’.

  • Profilo di fabrix

    fabrix

    08 lug 2010 - 17:31 - #52
    1 punto
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    @manang
    per scorrere la lista delle applicazioni installate in modo rapido puoi trascinare la cartella Applicazioni sul dock. Poi cliccandoci sopra ti si aprirà l’eleco con tutte le icone a seconda di come lo imposti: o a “quadrato” o a “stack”. Così hai una specie di menu “START -> PROGRAMMI” sempre disponibile direttamente dal dock senza passare dal finder.

  • Profilo di Gurzo83

    Gurzo83

    08 lug 2010 - 18:53 - #53
    -1 punto
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    @fabrix

    si finestra corrente, peccato che molti programmi con singola finestra cmq non li chiuda…e ti riempie la dock di inutili icone

    il taso + a quanto leggo è stato modificato di recente..nelle passate versioni ingrandiva…e infatti ho scaricato un programmino che ripristina la funzione

    cose strane? posso capire su imac27″…ma tenere un ide di programmazione non a tutto schermo è da malati…non sono cose diverse sono idiozie ;)

    infatti uso paragon…e mi dispiace ma è colpa di mac osx se non riesce a cancellare un file, e mi rimanda a 3 kernel panic…ha una gestione errori ridicola allora

  • Profilo di Gurzo83

    Gurzo83

    08 lug 2010 - 18:55 - #54
    -2 punti
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    ah e mi spieghi la grande intuizione filosofica di dover ogni volta selezionare tutte le immagini presenti nella cartella per poterle aprire in un unica finestra di anteprima e scorrerle? nell’uso quotidiano di solito se apro una cartella di immagini vorrei visualizzarle tutte…non una a una

  • Profilo di Gurzo83

    Gurzo83

    08 lug 2010 - 18:59 - #55
    0 punti
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    mi riferisco per esempio alle foto delle vacanze ecc ecc…non capisco perchè dovrei passare sempre da iphoto quando posso usare il più semplice anteprima

  • Profilo di fabrix

    fabrix

    08 lug 2010 - 23:57 - #56
    0 punti
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    stiamo andando OT, cmq ti ostini a usare il sistema come fosse Windows o GNOME, ecco qual è il problema. Piaccia o non piaccia devi ragionare diversamente (think different)! :-) È inutile forzarlo o installare pezze che scimmiottano altri comportamenti a lui estranei: essendoci passato ti dico semplicemente che si fa prima a imparare e seguire le sue regole (4 in croce), e si è pure più produttivi.

    La famosa X rossa NON serve per chiudere le applicazioni (tranne rare eccezioni come già detto) nemmeno quando è rimasta solo UNA finestra aperta della app, quindi il modo corretto per chiudere è menu-applicazione -> chiudi (o più velocemente cmd-Q). Con la X chiudi solo quella finestra; finestre e applicazioni (che può avere più finestre) sono 2 concetti separati.

    Il “+” ti ingrandirà a tutto schermo se e solo se il contenuto della finestra lo richiede: per personalizzare le dimensioni della finestra si usa la maniglia in basso a destra, così l’app se le ricorderà pure quando la riaprirai.

    Per le foto non capisco dove sia il problema. Anche qui ti impunti che siccome negli altri sistemi c’è una app predefinita che scorre le immagini nella stessa cartella, ALLORA anche in MacOSX ci deve essere per forza. Se continui così installerai altra robaccia che ti faccia riapparire come per magia i tasti home/end o la funzione “taglia” sul finder, o il tasto “canc”! :-). Qualcosa NON ti dice che probabilmente sei il tizio che urla in autostrada contromano? :-D Comunque sia io per vedere più foto semplicemente le seleziono (cmd-A) e le lancio (cmd-frecciàgiù): in 2 secondi hai anteprima aperto con tutte le immagini. Oppure puoi usare quicklook (spazio) e scorrere con le frecce. Oppure ancora puoi installare “Xsee” che di default fa quello che vuoi tu: ti fa scorrere le foto nella stessa cartella. La “intuizione filosofica” è che il finder gestisce solo i file e quindi non è compito suo gestire le foto: come per qualsiasi altro tipo di file se vuoi operare su più elementi prima li selezioni e poi li passi all’applicazione.

  • Profilo di mik

    mik

    09 lug 2010 - 08:31 - #57
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    Gurzo ma lo sai usare un computer??

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    10 lug 2010 - 21:39 - #58
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    Mi colpisce che nessuno abbia contestato quanto afferma Stallman, cioè che Apple crea delle manette digitali.
    Questo va bene? E’ accettabile?
    Secondo me non lo è. I consumatori dovrebbero rivendicare i propri diritti nei confronti delle aziende, piuttosto che dire: comprati un altro prodotto.
    Perché se domani tutti i produttori si mettono a fare lo stesso, non avremo più alcuna alternativa.
    Del resto già è così: Android è più aperto di iOS ma anche Android ti toglie le applicazioni e i dati da remoto contro la tua volontà. Lo stesso fa il kindle di Amazon (che ha cancellato da remoto i libri di Orwell…)
    Questo non è accettabile, l’utente deve poter mantenere i dati che ha acquisito, nessuno ha il diritto di mettere le mani sul mio apparecchio. Anche nel caso delle applicazioni, tu prima mi segnali perché dovrei rimuoverla e dopo mi chiedi il consenso ed eventualmente solo se io te lo do allora la rimuovi.

  • Profilo di Gurzo83

    Gurzo83

    27 ago 2010 - 19:24 - #59
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    @fabrix

    non mi impunto su niente…parlate tanto di facilità e immediatezza e poi per scorrere le foto in una cartella di foto devo ricordarmi ogni volta di fare cmd+a? ma per favore…

    anke il concetto della x…è da malati…perchè devo passare da cmd+q ogni volta quando posso premere in un nano secondo la x rossa che quando un programma ha una sola finestra aperta esso si chiude…molto pià intuitivo di fare menù applicazione chiudi, o cmd+q

    quindi per fare un tutto schermo devo ogni volta fare a mano la cosa? mah meno male che esiste right zoom

    più produttivi un par di ciufole se permetti

    le regole me le gestisco come dico io dato che ci sono programmini che permettono di cambiarle…dato che molte di queste sono idiote per la maggior parte dei programmi

    ps il thick different a volte e think idiot ;)

    @mik
    più di quanto tu creda ;)

  • Profilo di Gurzo83

    Gurzo83

    27 ago 2010 - 19:27 - #60
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    @fabrix

    infatti per il discorso immagini è l’anteprima che funziona ad minkiam non il finder

    se permetti metto di meno a fare doppio clic su una foto e trovarla già tutte a disposizione per scorrerle

    forse sono uno die pochi che si è accorto che l’autostrada è fatta male? ma visto il pullulare di app che abilitano funzioni pià sensate non direi che sia il solo

    ps poi mi fai un fischio quando trovi il motivo di non implementare il merge fra cartelle ;)

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