iPod Mini da Media World: un reality pubblicitario

Assalto al Media World

Visto il boom di accessi per la notizia, un effetto del genere ce l’aspettavamo. Mi riferisco a tutte quelle persone che Media World ha attratto nei suoi negozi oggi, mettendo “in palio” 4mila iPod Mini ad un sottocosto di 99€. In molti negozi oggi c’è stato un vero e proprio delirio. Ecco la storia di un reality promozionale…


Chiariamo subito una cosa: di certo Media World non fa la carità. iPod Mini è fuori produzione da mesi, e metterlo sugli scaffali non sarebbe risultato “consono” al look degli iPod più moderni, in particolare il Nano. In ogni caso un iPod, anche se fuori produzione, rimane spesso un prodotto migliore (e più attraente) rispetto a quello che offre oggi la concorrenza. Noi stessi vi avevamo consigliato l'offerta, perchè per chi è appassionato questi prodotti valgono anche per collezionismo. Ma in questo caso, forse, abbiamo agevolato una perversione promozionale. Prendi un prodotto popolare, abbassi drasticamente l’offerta (4mila modelli in tutta Italia) e pubblicizzi sui mezzi di comunicazione di massa (tv compresa). Quello che vuoi sono il caos e la competizione fisica, non c’è dubbio.

Ed ecco che oggi lo store riesce ad accaparrarsi tantissimi accessi. Online, sul numero verde e soprattutto nei punti vendita. Ed ha avuto anche l’evento che desiderava: le folle del consumismo. Gadgetblog racconta l’inaffidabilità dello store online e del remote store. Tevac fa un resoconto live dell’assalto al Media World di Torino, una sorta di bollettino di guerra. Melablog scrive questo pezzo e, esplicitamente, ammette di fare ancora il gioco di Media World. Ma con eventi di questo tipo, che mischiano la pubblicità al reality, si ricade sempre nel meccanismo.

Tra i commenti di Mela vedo opinioni contrastanti. C’è chi è felice per aver preso uno dei pochi iPod disponibili, chi seccato per le ore passate in fila per niente e chi, che abbia preso l’iPod o meno, si dice deluso per come Media World ha gestito la faccenda. Addirittura sembra che a Rescaldina i player siano stati “lanciati”, come le magliettine regalate ai concerti.

Niente di nuovo né di vecchio: Media World conosce questa strategia sempre meno originale da molto tempo. Abbinandola ad un prodotto popolare come iPod ha solo perfezionato la tecnica. Ricordate cosa è accaduto solo pochi mesi fa negli Usa? Un negozio ha venduto iBook usati e vecchi di quattro anni a 50$. Fu una vera rissa con tanto di feriti.

Il ragionamento è semplice: una piccola illusione per far entrare tanta gente in negozio, ricordando che siamo vicini al Natale. I veri clienti che si vogliono attrarre non sono quelli nei negozi oggi. Se io fossi entrato nell’esercito degli assaltatori di Media World, da quello che sto leggendo, mi sarei rifiutato categoricamente di fare altri acquisti. E dubito che lo stesso Media World, oggi, possa essere in grado di servire al meglio tutti, su ogni prodotto, dallo Zen Micro (perché se iPod non c’è…) alla lavastoviglie. Ma oggi si è parlato da più parti del suo nome, associato allo slogan “offerte ridicole”. E in molti si ricorderanno di quello store di tecnologia che vende “a prezzi ridicoli”. Quando in realtà un modello di iPod nuovo lo trovi ovunque allo stesso prezzo. Così come tanti altri prodotti di altre marche.

Strategie della comunicazione, non c’è dubbio. E qui non si criticano spesso le strategie di comunicazione, anzi. Ma forse esistono anche strategie poco corrette. I clienti sono clienti, non pecore da attirare con la caramellina, e da portare a situazioni caotiche per attrarre l’attenzione. Non facciamoci strumentalizzare per 99 euro…

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