
Un articolo bello e profondo è apparso sul New York Times di oggi, a firma di Verlyn Klinkenborg. Il tema è quello - tutto da discutere - della tipografia ai tempi dell’iPad.
Due sono le riflessioni più importanti che Verlyn propone. Una riguarda la discrepanza, non sempre a vantaggio del lettore, fra contenuti e forma degli ebook. Un rischio molto forte. La seconda riguarda l’aspetto “sociale” della lettura, probabilmente destinato a tramontare sempre più, lasciando spazio a un rinnovato individualismo. Strano che il pericolo sia in agguato in un periodo così fortemente - apparentemente - votato al social.
“Quando si tratta di edizioni digitali, si assume che tutti i libri siano creati eguali. Niente di più falso. Nella massiccia migrazione dalla carta al digitale, vediamo un grosso numero di titoli - molti dei quali non più protetti da copyright - che all’apparenza sono nuovi, ‘in alta definizione’, ma molti dei quali sono da tempo stati soppiantati da edizioni più accurate e migliori traduzioni. Abbiamo bisogno di guide alla lettura digitale, qualcosa grazie alla quale i lettori possano rendersi conto se si trovano o no di fronte alla migliore edizione disponibile”.
“Alla base di Kindle di Amazon e di iBooks di Apple c’è il concetto per cui non puoi leggere un libro se non lo possiedi tu per primo. E solo tu lo potrai leggere, a meno che non decidi di prestare il dispositivo intero. Ciò va contro il valore sociale della lettura, la memoria collettiva e collaborativa che deriva dall’accesso a biblioteche condivise. Questa non è una cosa buona per i lettori, per gli autori e per la nostra cultura”.
Il pezzo prosegue, dettagliatissimo di impressioni di lettura, come dice il titolo stesso, di un “novizio” della lettura elettronica su iPad. Andrebbe letto tutto. Curioso il passaggio in cui avvengono le “rimostranze” per un fenomeno, tutto sommato, passato in secondo piano: perché, quando il nostro bravo ebook è aperto su iPad, accennare graficamente alla simulazione della copertina, delle spessore delle pagine già lette e di quelle ancora da sfogliare, se poi quello spessore resta sempre uguale a 6 pagine da una parte, e 6 dall’altra? Perché fare le cose a metà, quando quelle pagine in più da leggere, che si assottigliano sempre di più, sono uno dei capisaldi dell’esperienza della lettura tradizionale?
alessandro91
31 mag 2010 - 16:05 - #1Ha ragione.
iPad può essere un dispositivo utile… Ma per leggere, la carta è sempre la carta. Vuoi mettere toccare con mano le parole, stampate su carta piena di pori?? E non solo vedere qualcosa di proiettato su un freddo schermo con una lastra di vetro?
karoo5
31 mag 2010 - 16:17 - #2L’articolo è interessante ma più che un analisi di un fenomeno moderno mi sembra più il rimpianto di un vecchio nostalgico.
l’esperienza di lettura cartacea è sicuramente superiore di quella digitale, mi trova daccordo, ma ci sono molteplici pro di cui tenere conto:
- Minore costo ambientale, di distribuzione, di copertina.
- Maggiore diffusione. Certi libri non si trovano se non in alcuni paesi.
- Maggiore fruibilità. Basta cercare un libro per mesi per scoprire che esiste solo in una libreria in Francia!!
Le biblioteche non subirebbero nessun effetto negativo, anzi. Maggiore organizzazione e rapidità di servizio (Assurdo prendere un ticket ed aspettare 40 minuti per un libro all’Università).
Ci sono sistemi su sistemi per usufruire di un testo digitale per un certo limite di tempo o di spazio.
Prestare i libri ? Qui il vecchio nostalgico si rivolterebbe nella tomba. L’antico lettore non presta MAI i libri. Semmai li regala.
Io prestavo la mia musica, ma quando ho provato a farlo nell’era digitale, me l’hanno chiamata piateria.
Insomma, per me è un lamento che lascia il tempo che trova.
olo
31 mag 2010 - 16:46 - #3scusate, ma sull’ibook store ci sono libri in italiano?? io ho visto solo la divina commedia.. ho cercato male io? c’è la possibilità di cercare i libri impostando come criterio quello della lingua del testo? grazie
Jugale
31 mag 2010 - 17:40 - #4Concordo con karoo5. Ci sarebbe da distinguere tra l’amore per la lettura e la bibliofilia o il collezionismo. Chi ama leggere leggere leggerà più comodamente e avrà la possibilità di portarsi dietro quel che gli piace. Chi colleziona libri, si emoziona a toccare la carta o gode a vedere quante pagine ha già letto sarà meno contento. Trovo che quello sia, però, feticismo per il mezzo o ostentazione di virtù non possedute, non amore per la lettura.
Trovo interessante, invece, l’osservazione sulla socialità del libro e sull’impossibilità del prestito. Quello verosimilmente mancherà di più a chi ama leggere e condividere le proprie le proprie esperienze di lettura.
beo
31 mag 2010 - 17:59 - #5quindi non è possibile privarsi del proprio diritto di proprietà in favore di terzi? … non posso regalare un ebook letto/non letto? basterebbe associare 1 libro a 1 utente e se vuoi cederlo te ne privi com licenza.
maloxplay
31 mag 2010 - 18:20 - #6I pori della carta? Ma chi se ne frega… Ipad é rivoluzionare e utilizzarlo é semplicente una libidine!
olo
31 mag 2010 - 18:25 - #7mi spiegate una cosa: ma che senso ha sull’ipad lo “slide to unlock”? semplicemente lo metto in standby con il pulsante inalto a destra e quando lo premo nuovamente vorrei trovare l’ipad pronto, invece di fare un passaggio inutile sullo slide.
luife
31 mag 2010 - 19:00 - #8questi sono gli stessi che “vuoi mettere scrivere il fascino di scrivere un macchina da scrivere”, (sostituire a piacimento “macchina da scrivere” con: macchina fotografica con pellicola, la carrozza trainata con i cavalli, …)
I VERI lettori (roba da minimo 2-3 libri al mese) adorano gli ebook (meglio kidle che ipad per la verità). Potranno spendere meno e soprattutto liberarsi di quintali di libri stipati in ogni dove.
jag-green
01 giu 2010 - 11:25 - #9Onestamente, l’effetto grafico che riproduce lo spessore delle pagine è una sciocchezza priva di senso.
alessandro-riva
05 giu 2010 - 15:07 - #10Io sono appassionato di tecnologia, ma sono anche, e forse di più, un lettore. Dei libri amo i rilievi della copertina, la consistenza della carta, l’odore, lo scorrere delle pagine tra le mie dita… No, non sono proprio un fan della lettura digitale. iPad è certamente utile per leggere il giornale ovunque ci si trovi, però sento il bisogno di avere una libreria personale, di prestare un libro ad un amico, di leggermelo per ore sulla spiaggia (come farei con l’iPad a batteria?), e poi se devo essere sincero preferisco il calore della carta per i miei romanzi preferiti. Il libro è radicato nella nostra cultura e nella nostra società da centinaia e centinaia di anni, l’iPad può essere una comoda alternativa per certe letture, ma per altre secondo me non c’è nulla da fare, sono destinate a rimanere impresse su carta, e me ne giovo.