La relazione fra Apple e gli sviluppatori di app non è sempre idilliaca. Numerose e non sempre concilianti sono state le reazioni: ricordiamo, per esempio, le restrizioni sulla distribuzione delle app unicamente mediante App Store a inizio marzo oppure la limitazione sui linguaggi di programmazione imposte dalla clausola 3.3.1 dell’SDK dell’iPhone Developer Program License Agreement. Riguardo ai contenuti delle app, Apple sta portando una strategia dove non vengono ammessi materiali reputati offensivi, come pornografia e alcuni tipi di satira politica; recente il caso di Mark Fiore, vincitore del Pulitzer che si vede rifiutare la propria app di satira da App Store.
Per sondare un poco l’umore dei programmatori, Evans Data ha elaborato uno studio sull’accordo di suddivisione dei benefici fra Apple (30%) e gli sviluppatori (70%).
Come era da prevedere, la maggioranza dei 490 sviluppatori interrogati non è d’accordo con la politica della spartizione delle vendite al 30/70. D’altra parte, in un certo senso, la possanza della rete di distribuzione di App Store giustifica in parte il 30% prelevato sulle vendite. Ecco i risultati del sondaggio riguardo all’accordo economico con Apple:
Più in generale, spesso alcuni temi sono apparsi nelle discussioni con gli sviluppatori. Due punti ricorrono maggiormente:
Riguardo ad aspetti più tecnici, gli sviluppatori oggetto del sondaggio, hanno risposto:
Evans Data fornisce regolarmente studi basati su un’ampia popolazione di sviluppatori. Questo sondaggio è l’ultimo in data, di una serie iniziata 12 anni fa sull’industria dell’Information Technology.
[Via eWeek Europe, MacBidouille | Foto July Yu]
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