Steve Jobs Story: è passato un anno dal suo trapianto di fegato


Lo sfottono, lo criticano, lo odiano e lo amano in tutti i modi immaginabili, ma Steve Jobs, il CEO di Apple, è sempre lì a dettare l'agenda a una buona metà del mondo della tecnologia informatica. A un anno dal suo trapianto di fegato, Jobs sembra più attivo che mai.

BusinessWeek riporta oggi di come, a partire da questo gennaio 2010 (a un anno dal tragico annuncio della sua assenza, "per motivi di salute", che mandò in subbuglio gli investitori, legati come sono al destino di un'azienda fortemente "personalizzata") Jobs non è solo tornato all'iperattività per cui lo conosciamo. In più, è sempre più presente anche nei ritrovi sociali del Campus Apple; sta conducendo una vera e propria guerra mediatica contro Adobe e il suo Flash e una campagna politica, accanto al Governatore della California Arnold Schwarzenegger.

Non può non toccare le pieghe più intime dell'anima degli appassionati della Mela proprio quest'ultima iniziativa di Jobs: una proposta di legge atta a favorire le donazioni di organi. Donazioni a cui proprio Steve deve questa parte della sua carriera. Anche Steve Wozniak, co-fondatore di Apple e grande amico personale di Jobs, è ormai sereno sulla svolta che la vita del CEO dell'azienda ha preso:


"Ogni volta che lo sento, è sempre al lavoro. Sempre a pensare. Giusto quelle attività che tendi a mettere da parte, se sei preoccupato per la tua salute".

Insomma, tranquillizziamoci: anche a giugno 2010, cento di questi Jobs!

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