Steve Jobs odia la app per iPad del New York Times


Sembra proprio che a Steve Jobs non vada a genio l'applicazione per iPad creata dal New York Times, e questa sensazione è corroborata anche dai commenti del pubblico. La versione riveduta e corretta disponibile sul tablet di Cupertino non sarebbe infatti della qualità che si aspettava l'iCeo, e parte della colpa è della concorrenza.

Quello che nelle intenzioni di Jobs doveva essere il fiore all'occhiello dell'informazione su iPad ha finito col diventare un surrogato della testata originale, una app che raccoglie solo parte dei contenuti disponibili sulla versione cartacea e ribattezzata per l'occasione "NYT Editors' Choice", vale a dire una sorta de "il meglio del NYT". Il che, dopo l'eccezionale enfasi con cui il marketing Apple l'ha pubblicizzata è quanto meno seccante.

Il problema, sostanzialmente, è che mancano i contenuti, che poi sono la linfa del successo dell'iPad, e pare che la causa di questo inconveniente sia da ricercare nel contratto in essere stipulato con Amazon per il suo Kindle. I vincoli imposti infatti precludono la possibilità che la testata possa essere riprodotta in toto su un tablet concorrente e a minor costo (resta ovviamente a disposizione dell'utenza la versione online standard, che è anche gratuita ma non fruibile sul Kindle senza abbonamenti). E a quanto sembra la faccenda riguarda un gran numero di editori, segno che ad Amazon ci hanno visto giusto.

Al di là degli equilibri tra prezzi e contratti e al di là delle frizioni interne sui prezzi da praticare al pubblico, è chiaro che barcamenandosi in questioni del genere si perde troppo tempo. E in un mercato in pieno boom come quello dell'iPad, certi indugi si pagano cari.

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