Applicazioni per iPad: ma quanto ci costano?

applicazioni ipad

Sembra scontato dirlo: per uno schermo più grande, anche le app hanno un prezzo più grande. Ma l'istituto di analisi Distimo ha provato a quantificare con precisione la differenza media di prezzo tra le applicazioni iPhone e quelle iPad: ne è risultato che, in media, le seconde costano 0,8$ in più.

Sembra poco, ma moltiplicatelo per i milioni di applicazioni già scaricate, su un milione di iPad: il business potrebbe diventare più grande di quello già creato per il telefono di Apple. Distimo ha contato circa 4.870 applicazioni esclusivamente per iPad, delle quali l'80% è a pagamento. Su iPhone le applicazioni a pagamento costituiscono il 73% del totale.

In realtà ad innalzare il prezzo medio sono le applicazioni specialistiche per le quali, prevedibilmente, un professionista è disposto a spendere di più. Ad esempio le applicazioni mediche hanno un prezzo medio di 42,11$, quelle finanziare di 18,48$. Si tratta di un balzello siginificativo rispetto ad iPhone, dove il prezzo medio era rispettivamente di 10,74 e 5,74$.

In realtà nessuno si permette di dire che le applicazioni per iPad costino troppo, sia chiaro: la maggior parte degli sviluppatori per iPhone OS è composta da giovani indipendenti, che spendono giornate su questi software. Più potranno concedersi di vivere con questo lavoro, migliori saranno anche i risultati per l'utente. Inoltre, nonostante le SDK comuni, un'applicazione per iPad non può essere un semplice "ingrandimento" di quelle per iPhone, ma richiede un lavoro ad hoc e un ragionamento differente.

Piuttosto dovremmo pensare anche alla grande opportunità che si sta aprendo agli sviluppatori: nonostante il jailbreak, iPad come iPhone può essere una delle piattaforme di computing con gli utenti più ben disposti a premiare lo sviluppatore, grazie al sistema di pagamento sicuro e integrato. E, per quanto le scelte di Apple siano fastidiose per molti sviluppatori, è innegabile la maggiore opportunità di business per tutti, specialmente per quegli indipendenti che non godevano di visibilità sulle piattaforme tradizionali.

[via MacWorld]

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