Condè Nast non svilupperà versioni specifiche per iPad per i suoi magazine, eccetto Wired


Se avete goduto, come noi, del concept della versione di Wired Magazine per iPad, c'è una buona e una brutta notizia per voi. La buona è che, con ogni probabilità, Wired somiglierà davvero a quel concept, se non per qualche limitazione dovuta all'assenza di supporto a Flash.

La brutta è che tutti gli altri periodici che, come Wired, fanno parte del gruppo editoriale Condè Nast, non riceveranno un'applicazione specifica per iPad. Almeno finché Apple e Adobe non faranno la pace. Parola di Condè Nast.

Il fatto è che la stessa applicazione Wired per iPad - come l'abbiamo vista tutti nella demo - è stata sviluppata facendo largo uso di Flash e non potrà neanche apparire in tutto il suo splendore sugli schermi del tablet di Apple. Altri magazine come GQ e Vanity Fair dovranno accontentarsi di applicazioni per iPad in tutto e per tutto simili (se non identiche) a quelle già disponibili per la piattaforma iPhone. Il CEO di Condé Nast, Chuck Townsend, si è dichiarato perplesso da questa situazione, anche se ha assicurato, in una nota ai suoi collaboratori, che almeno per i primi tempi sarà necessario un doppio approccio alle versioni iPad dei loro prodotti editoriali. Old-style, alla iPhone e innovativo, alla iPad.

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