
Il New York Times è stato impegnato in una battaglia interna su quanto far pagare per i contenuti iPad, lo dichiarano fonti interne al giornale. Chi controlla la divisione digitale della testata sarebbe orientato sui $10 al mese, ma i manager responsabili della versione cartacea viaggerebbero su tutt’altra soglia: dai $20 ai $30 al mese per gli stessi contenuti. I tradizionalisti nell’azienda sarebbero, a quanto pare, preoccupati per un’eventuale corsa in massa dei clienti alla versione digitale, visto il suo prezzo troppo basso.
Quale parte riuscirà a spuntarla è difficile da prevedere in questo momento, ma è possibile che alla fine la spuntino i tradizionalisti. Lo stesso capo di Media Group, Scott Heekin-Canedy, ha dichiarato di essere più propenso alla soluzione dei prezzi alti. E’ proprio la carta stampata che in questo momento detta i costi delle sottoscrizioni del Kindle Store, e infatti è stato abbondantemente criticato per i suoi prezzi inaccessibili.
La questione, ad ogni modo, non è così semplice come sembra. Dal momento che la versione digitale non richiede i costi di stampa e di distribuzione, a rigor di logica è giusto che costi meno (senza rinunciare ai consueti guadagni). Dall’altra parte, un sistema parziale di accesso a pagamento dei contenuti sarà operativo dal 2011, gli utenti potranno accedere agli stessi articoli su web e potrebbero non essere così ben disposti ad acquistare l’applicazione per iPad.
[Via Electronista]
destroy1987
17 feb 2010 - 16:27 - #1eeebbè, un problema che non farà dormire noi italiani…
glorfindel
17 feb 2010 - 17:29 - #2destroy ti sbagli, perché già Repubblica e Corriere hanno attivato i pagamenti mensili per accedere ai contenuti dalle applicazioni dell’iPhone. Quindi il passo sarà breve, appena arriverà l’iPad in Italia vedremo i quotidiani a pagamento anche da noi.
E se negli USA si imporranno prezzi alti, stai sicuro che non saranno i nostri giornali a spingerli verso il basso…
adam
17 feb 2010 - 17:53 - #3eventuali prezzi elevati mi sembrano davvero insensati! E’ vero che Apple esigerà una quota degli introiti, ma questo è del tutto analogo al sistema di distribuzione cartaceo, dove gli edicolanti hanno diritto al loro rincaro. Inoltre la distribuzione digitale azzererebbe i costi di stampa e di distribuzione, che non so con precisione quanto incidano sul costo di un quotidiano, ma sicuramente non poco. Gli editori rischiano di sprecare una reale possibilità di business alternativo e altamente remunerativo. Non credo esista il pericolo che i lettori, che già acquistano di prima mattina la versione cartacea di un quotidiano, preferiscano abbandonare questa abitudine per passare alla versione digitale.presumo invece che la distribuzione via web possa aprire a nuove fasce di mercato e nuovi lettori magari pescando nelle nuove generazioni che sono del tutto estranee all’acquisto di quotidiani